Photography Clara Fortuny fotografa favole surreali
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Clara Fortuny fotografa favole surreali

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Collater.al Contributors

C’è una scarpetta di cristallo abbandonata su un sasso, immersa per metà nell’acqua di un torrente. Non è quella di Cenerentola dopo il ballo, o forse lo è, ma raccontata da un punto di vista che la favola classica non ha mai osato mostrare. È da qui che parte Fairy Tales, il progetto personale della fotografa catalana Clara Fortuny, in cui le favole più conosciute dell’infanzia vengono smontate e restituite come immaginario adulto, sensuale, a tratti inquietante.

Fortuny lavora da anni al confine tra fotografia di moda, still life e narrazione, muovendosi con disinvoltura tra digitale e pellicola (35 e 120mm), e in Fairy Tales questa doppia natura, tecnica e narrativa, emerge con particolare chiarezza. Non ci sono didascalie a spiegare quale fiaba stiamo guardando: bastano un dettaglio, un oggetto, un gesto. Una mano coperta di catrame nero che accarezza il viso di una ragazza dai capelli ramati, sdraiata su un tappeto dai motivi che ricordano un Oriente da fiaba. Una donna che stringe una mela rossa mentre il proprio riflesso si moltiplica, deformato, su una superficie d’acqua.

Il lavoro di Clara Fortuny si muove all’interno di quello che lei stessa definisce un universo onirico sospeso tra estetica e stranezza, una cifra riconoscibile in gran parte della sua produzione artistica, dove identità, bellezza e femminilità vengono continuamente reinterpretate. In Fairy Tales questo approccio trova un terreno naturale: le fiabe sono da sempre racconti che educano attraverso la paura e il desiderio, e Fortuny sceglie di restituire proprio quella componente, l’ambiguità morale, il pericolo, l’attrazione per ciò che non dovremmo toccare, senza edulcorarla per un pubblico adulto che quelle storie le conosce già a memoria.

La palette cromatica accesa, un altro tratto distintivo della sua fotografia, qui si scontra con ambientazioni scure e cariche di tensione: il rosso della mela e dello smalto contro il nero della mano che sporca, il calore della pelle contro il buio del bosco. È una fotografia che non illustra la fiaba, ma la interroga, chiedendosi cosa resti di quei racconti quando si toglie loro l’innocenza.

Clara Fortuny
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Scritto da Collater.al Contributors

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