La storia delle football scarves – le nostre sciarpe da stadio – è una storia legata a doppio filo con l’innovazione tessile (e l’utilizzo delle fibre sintetiche) portata dagli inglesi che negli anni ’30 hanno trovato il modo di stare al caldo senza rinunciare a mostrare i colori della propria squadra. Negli anni ’70 questo fenomeno è ormai diffusissimo come racconta qui il New York Times, ripercorrendo l’affascinante storia delle football scarves, oggi diventate uno dei pezzi di merchandise calcistico più venduti in tutto il mondo. La Women’s Aid Federation of England – in occasione degli Europei di quest’anno – ha utilizzato gli slogan delle football scarves per sensibilizzare il pubblico inglese sulla violenza domestica. Vediamo come.

Già nel 2022 – con lo spot He’s Coming Home – Women’s Aid, con l’aiuto di House 337, aveva aperto uno spiraglio nei confronti di questo tema, complicatissimo da comunicare ma di grande importanza. Il punto focale della campagna di sensibilizzazione di quest’anno – come anticipato sopra – sono le football scarves e gli slogan della tifoseria inglese. “No More Years of Hurt”, “He’s Coming Home” e “England Till I Die” assumono quindi un significato diverso se accompagnati dalle statistiche provenienti da una ricerca della Lancaster University. Secondo questo studio del 2013 portato avanti da Stuart Kirby, Brian Francis e Rosalie O’Flahery la percentuale di abusi domestici aumenta del 38% quando la squadra inglese perde mentre anche quando vince è comunque pari al 26%.

Le football scarves fanno quindi da mezzo per dimostrare come il significato profondo di messaggi così misogini – grazie a una comunicazione fortemente influenzata da principi patriarcali legati al mondo del calcio – venga trascurato nella maggior parte dei casi nonostante si possa trovare ovunque. Sui bordi delle sciarpe, oltretutto, troviamo le frasi più comuni utilizzate da chi abusa. Un ottimo utilizzo del tropo della football scarf lo aveva già fatto Nike in collaborazione con Ted Lasso per la campagna Believe.
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La buona notizia è che sono moltissime le figure di spicco che sostengono questa causa, a partire da Mel B (che abbiamo visto prendere parte anche a questa collab). Le sciarpe, a questo punto, sono già state inviate a influencer, coinvolte in campagne out-of-home ad hoc e sui social media. Non resta che sperare di vedere sempre più iniziative di questo genere, anche qui in Italia dove si parla sempre meno di questi temi.
