Photography When The Kids Were United, Gavin Watson a Milano
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When The Kids Were United, Gavin Watson a Milano

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Giorgia Massari
gavin watson | Collater.al

Un titolo che racchiude lo spirito di solidarietà e di ribellione quello della nuova mostra del fotografo Gavin Watson da Spazio Maiocchi a Milano. When The Kids Were United è un omaggio all’inno degli Sham 69 che recita If the Kids Are United / they will never be divided, simbolo di unità e di sfida in un’epoca turbolenta. Il contesto della mostra – organizzata da Slam Jam e Umbro – è fin da subito delineato. Inghilterra, Londra per la precisione, anni difficili – quelli a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta – e un proliferare di sottoculture. Skinhead, punk e raver sono i soggetti preferiti da Watson, a partire da suo fratello Neville e dal suo gruppo di amici, sempre inseriti in contesti marginali e di degrado. Il motivo dietro a questi scatti non esiste, o meglio, non c’è una dietrologia o un messaggio ben specifico che Gavin voleva trasmettere. Sono semplicemente scatti di vita reale, catturati in momenti di amicizia e in una condizione che lui stesso viveva sulla sua pelle. Oggi – a distanza di alcuni decenni – i suoi scatti diventano un’importante testimonianza di un periodo problematico, ma pur sempre carico di creatività, che proliferava a pari passo con la povertà. Tutto catturato dal suo sguardo intimo.

Tutte le fotografie sono contenute nel libro uscito qualche anno fa Oh! What Fun We Had che offre uno sguardo diverso, senza dubbio intimo e positivo, di una sottocultura vista poco di buon occhio. Un merito – involontario in realtà – di Gavin Watson è quello di aver scollato di dosso agli skinhead l’attributo di neonazisti, alimentato invece dai media mainstream. Come lo stesso Watson ha dichiarato in un’intervista per Creative Review, questa retorica attribuita agli skinhead «va molto contro la narrazione. Essere uno skinhead non è una questione di razza, ma di classe operaia, cameratismo, e questo è universale. Ecco perché, ogni volta che c’è una forte cultura operaia – indipendentemente dalla religione – troverai persone che ascoltano musica ska e troverai persone vestite da skinhead».

 
 
 
 
 
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Fotografie dal libro Gavin Watson: Oh! What Fun We Had

Courtesy Gavin Watson

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Scritto da Giorgia Massari
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