Style Le divise del personale della mostra su Bonito Oliva disegnate da Gucci
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Le divise del personale della mostra su Bonito Oliva disegnate da Gucci

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Andrea Tuzio

La notizia è di inizio settimana, Gucci ha disegnato le divise del personale che si occuperà dei visitatori della mostra dedicata ad Achille Bonita Oliva inaugurata il 25 giugno al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, a cura di Andrea Viliani e intitolata “A.B.O. THEATRON. L’Arte o la Vita”.

La mostra è stata organizzata con il supporto importante della maison italiana e per l’occasione la casa di moda diretta da Alessandro Michele ha realizzato le divise del personale della mostra, i cosiddetti “angeli custodi” che si occuperanno di accogliere i visitatori e custodire le opere esposte. 

La mostra al Castello di Rivoli punta a esplorare uno dei più autorevoli e importanti storici dell’arte, curatori e critici del nostro paese e non solo, raccogliendo opere, documenti, materiale d’archivio e una selezione di materiali televisivi concessi da Rai Teche.
Moda e arte contemporanea si miscelano e dialogano in modo viscerale riscrivendo il rapporto che esiste tra museo e sponsor, ma pare non sia abbastanza.

Nelle ultime ore si è scatenata una polemica molto accensa proprio sulle divise degli “angeli custodi” della mostra. Per molti le divise sono semplicemente brutte o sembrano uscite da un ospedale psichiatrico vista l’assenza totale di forme e di caratterizzazione di genere e poi quel verde, che richiama in modo inequivocabile le divise del personale ospedaliero che per un anno e mezzo è stato l’unico baluardo a nostra difesa contro la pandemia.

Le uniformi in realtà non sono propriamente verdi ma vengono definite “color salvia carico”, mentre le targhette che le decorano sono cucite in filo rosso sul petto delle giacche e recitano “A.B.O. Jardinier du Théatre”

L’idea dietro alla realizzazione di tali uniformi era quella di dare la giusta importanza a figure che spesso vengono trascurate o addirittura sminuite infatti, i “jardiniers du théatre” o “angeli custodi” hanno un ruolo molto importante all’interno della mostra stessa e la maison italiana voleva esaltarne l’importanza anche attraverso gli indumenti. 

Da sottolineare il fatto che quelle non sono né saranno le divise del museo ma rappresentano una sorta di costume di scena per chi, come i custodi della mostra, è parte integrante della mostra stessa.

I commenti indignati e in alcuni casi anche piuttosto cattivi però non hanno fatto i conti con una cosa in particolare che invece dovrebbe far riflettere. 

In Italia esiste un regolamento ministeriale per le divise dei musei, il “regolamento divise personale AFAV” secondo il quale ci debba essere differenziazione fra “Divise custodi donne” e “Divise custodi uomo”, una norma in netta controtendenza rispetto alle aperture verso un modello genderless che non identifichi più i generi in modo binario.
Gucci, con la realizzazione di queste uniformi, non solo cerca di sradicare il concetto forzato di binarismo ma cerca di continuare un percorso per fortuna già iniziato.

Tirando le somme, le critiche sono sempre ben accette e costruttive perché innescano dibattiti ma prima di sparare a zero, soprattuto sui social, sarebbe opportuno fare un minimo di ricerca e informarsi come si deve, e questo vale per ogni aspetto della nostra contemporaneità ormai satura di opinioni non richieste e giudizi troppo veloci e tranchant spesso figli della superficialità.

La mostra “A.B.O. THEATRON. L’Arte o la Vita” presso il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea resterà aperta al pubblico fino al 9 gennaio 2022.

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Scritto da Andrea Tuzio

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