Sorrento custodisce la memoria di Torquato Tasso in un modo diverso dal solito, dentro le pietre della sua dimora estiva. Qui il poeta nacque l’11 marzo del 1544, in una città che allora era poco più di un borgo aggrappato al tufo, e alla quale sarebbe rimasto legato per tutta la vita anche quando la sua esistenza si sarebbe consumata altrove, tra corti, viaggi e lunghe stagioni di inquietudine. Fu proprio a Sorrento, nell’estate del 1577, che il poeta tornò a cercare rifugio dalla sorella Cornelia, in uno dei momenti più sereni di una biografia altrimenti tormentata. Di quel soggiorno resta un aneddoto che la tradizione ama raccontare: Tasso si presentò a Cornelia fingendosi un messaggero venuto ad annunciarle la propria morte, per poi rivelarsi solo dopo averla vista sconvolta dal dolore. Un gesto insolito, quasi teatrale, che restituisce però tutta l’intensità del legame che il poeta conservava con quella terra, quella famiglia, quella luce sul golfo.

È dentro questa eredità di memoria familiare e mito letterario che si inserisce oggi il progetto di Antonio Girardi per Hotel du Tasso, riaperto il 22 maggio 2026 nello storico edificio che fu dimora estiva della famiglia del poeta. L’architetto napoletano, fondatore dello studio Antonio Girardi Architect e già autore di interventi come il DOM Hotel e Palazzo Dama a Roma o l’A-Ma-Re a Capri, ha trattato la storia del luogo come materiale progettuale vivo, da valorizzare più che da conservare a distanza. Le grandi volte storiche del palazzo restano protagoniste, esaltate da un sottile profilo blu che richiama il mare della Penisola Sorrentina.


Il resto del progetto si muove sulla stessa sensibilità. La palette è luminosa, i materiali naturali, gli arredi su misura – nessuna citazione decorativa esplicita, piuttosto un’atmosfera mediterranea distillata con eleganza. La Hall, organizzata attorno a una grande isola centrale pensata come fulcro conviviale, mette in dialogo i lampadari in vetro veneziano con un pavimento in marmo a scacchiera bianco e nero, in un percorso che si apre naturalmente verso il giardino. Le 33 camere proseguono lo stesso vocabolario con più intimità: inserti in raffia su scrivanie e comodini, bagni che accostano il marmo di Carrara al Blu brasiliano, tessuti scelti tra le collezioni di Dedar, Alessandro Bini e Pierre Frey. Opere d’arte contemporanea ed elementi decorativi di ispirazione classica completano un progetto d’interni curato con precisione quasi sartoriale.


L’intervento più suggestivo è forse quello meno visibile dall’esterno: la nuova area wellness ricavata nelle antiche simil-grotte dell’edificio, dove palestra e spa occupano le storiche nicchie in pietra lasciate volutamente grezze per preservarne il carattere originario. È qui che il progetto di Girardi esprime con più chiarezza la sua idea di memoria storica — non un repertorio da citare, ma una materia da abitare, con l’illuminazione e le scelte materiche che richiamano l’universo marino in un ambiente raccolto e senza tempo.
Con questo intervento, Hotel du Tasso torna a essere ciò che fu per la famiglia del poeta: un luogo dove il mare della Penisola Sorrentina entra negli spazi e li abita, e dove memoria e ospitalità trovano oggi un nuovo, naturale equilibrio.














