Oggi possiamo dire che la squadra brasiliana ha concluso il mondiale senza lieto fine, ma questo sembra essere il problema minore nel paese sudamericano. Prima ancora del fischio finale che ha visto trionfare la Spagna, già si pensava al Mondiale del 2014 che si terrà proprio in Brasile.
Con la presentazione del nuovo logo sono arrivate una valanga di critiche e controversie dai professionisti del design grafico. Alcuni non hanno capito se si trattasse di un logo per il calcio o per la pallavolo, inclini a pensare di vedere un logo in cui la palla sembra tenuta con le mani, non rispettando la regola principale del gioco. Altri attribuiscono una mancanza di forza nel tutto, altri vedono una forte influenza dello stile di Chico Xavier, famoso sensitivo brasiliano, e altri ancora vedono lo stesso font del mondiale appena trascorso.
Ma tutte queste sono piccolezze in confronto a quello che espone Marcelo Baldin (da cui prendo in prestito il titolo del post), designer brasiliano che tiene una rubrica su Surfstation, in cui giudica tutto ciò come “roba sporca, programmata a tavolino” di cui si dovrebbero vergognare. Accusando l’organizzazione di progettisti in Brasile di non aver aperto nemmeno una gara per vagliare le proposte dagli stessi brasiliani, presentando invece un marchio uscito dal “nulla” sorprendendo tutti i professionisti del paese e assegnando il lavoro a uno studio francese senza referenze e scoprendo poi che l’esecutivo è stato fatto dall’agenzia Africa, il cui proprietario è famoso per i suoi contatti politici. Comunque, tante ombre che stanno portando alla luce tante menzogne che non conosceremo fino a quando non le vedremo con i nostri occhi.
Di tutto questo, che ne pensate voi?
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