Se il design avesse un dark side Lauren Larson e Christian Lopez Swafford ne sarebbero i promotori. La coppia creativa, che disegna sotto il nome di Material Lust, ha creato una propria identità estetica, chiamata da loro Oppressionismo, riconoscibile per la combinazione di: pesante teatralità, alta manifattura ed uso di immagini scomode (pornografiche, iconografie religiose, simboli pagani).
Il loro scopo è quello di realizzare degli oggetti dal forte valore simbolico in grado di essere percepiti come ultraterreni, sculture con una funzionalità da tramandare di generazione in generazione.
‘’ Indossiamo uniformi nere, non siamo social e non seguiamo le tendenze.’’

Tre anni fa aprirono The Annex, uno spazio/salotto collaborativo nel Lower East Side, per bypassare le restrizioni espressive e commerciali con altre gallerie e showroom ed avere un luogo dove poter dettare le proprie condizioni. Qui vengono esposti pezzi di Material Lust e Orphan Works (label che racchiude progetti orfani a cui hanno deciso di ridare una vita) oltre a lavori di artisti che abbracciano la loro filosofia.
Raccontateci un po’ di voi, dove vi siete incontrati?
Ci siamo incontrati alla Parsons School of Design di NY dove abbiamo conseguito entrambi una laurea in belle arti. Christian si è specializzato in design del prodotto mentre io in interior. Christian è nato a Washington DC ed ha trascorso gran parte della sua infanzia ad Oaxaca con la madre pittrice che l’ha incoraggiato ad immergersi nella ricca eredità artistica della cultura messicana. Oltre a Material Lust è insegnante all’università di design. Io invece sono cresciuta a Portland e da 10 anni mi occupo di consulenza creativa e direzione artistica sviluppo di prodotto ed interior. Come Christian anche io ho avuto la fortuna di essere influenzata dal lavoro di una madre pittrice.
Quali sono le cose che vi accomunano e quali quelle che vi differenziano?
In comune abbiamo lo stesso gusto estetico che definiamo oppressionismo.
Per quanto riguarda le differenze io sono di tipo A: rigidamente organizzata, proattiva mentre Christian è più fluido. Io sono più concettuale mentre lui ha più la mente di un ingegnere.
Qual é la vostra estetica?
La nostra estetica è oscura e deriva da una filosofia di vita solitaria e indipendente dalle tendenze. Vogliamo onorare la dignità che c’è in ciò che si ritiene inquietante, nel grottesco o dimenticato. Un design lungimirante che utilizza le lavorazioni antiche dei vecchi artigiani per esprimersi.
Perché avete scelto il nome Material Lust ?
Era il nome della band di Christian al liceo.
Chi sono i vostri clienti tipici?
Lavoriamo regolarmente con clienti in cerca di metodi audaci e non ortodossi per sviluppare i loro marchi prodotti o spazi. In generale sono artisti: musicisti, tatuatori, creativi.
A cosa state lavorando in questo momento?
Ci piace dire che stiamo lavorando al nostro prossimo album. Sono passati tre anni da quando abbiamo lanciato Annex, uno spazio collaborativo che è l’estensione in continua evoluzione della visione del marchio in grado di portare alla ribalta il design radicale e di ridefinire il concetto di Total Work of Art. Celebreremo 5 anni nel nostro nuovo studio di Soho con un lavoro molto personale.
Tutti noi, probabilmente, avremmo avuto un paio percorsi alternativi per quanto riguarda la nostra vita professionale. Quali sarebbero stati i vostri?
Abbiamo fatto la gavetta con incredibili mentori nel nostro campo. Non volevamo fare altro che gli artisti.
Oggetto preferito in studio?
Lauren – Portmanteau Her (primo pezzo fatto insieme)
Christian – Vanishing Twin Chair

