Cosa sta combinando Kanye West? Cerchiamo di capirci qualcosa.

Cosa sta combinando Kanye West? Cerchiamo di capirci qualcosa.

Laura Musumarra · 2 anni fa · Music

Sono circa due settimane che Kanye West fa parlare di sé, per un motivo o per un altro. Dopo una lunga assenza da Twitter, il rapper è tornato più prolifico che mai e ha condiviso con il suo pubblico alcuni nuovi progetti, decine di massime sulla vita degne di Osho, le sue opinabili simpatie politiche e – udite udite – due nuovi brani. In realtà, un nuovo brano. Ma procediamo con ordine.

18 aprile – Dopo una serie infinita di perle di saggezza tipo questa:

Kanye svela un ambizioso progetto. Scriverà un libro di filosofia.

Pressapoco.
Be’ così son bravi tutti.

19 aprile – Kanye torna sul suo campo da gioco e mette a segno una doppietta. Due nuovi album: uno uscirà l’1 giugno, l’altro, insieme a Kid Cudi, verrà lanciato l’8 giugno.

25 aprile – Mentre eravamo impegnati a celebrare – chi in piazza, chi davanti al barbecue – la Festa della Liberazione, Kanye twittava una data inequivocabile: 2024. Sarà il primo rapper ad essere eletto Presidente degli…

Stati Uniti? Dopo Trump, tutto è possibile.

A proposito di Trump…Kanye aveva già manifestato la sua simpatia per The Donald nel 2016.

A due anni di distanza, non ha cambiato idea.

Se vi state chiedendo cosa sia l’energia del drago, questo è per voi:
Alcuni dicono che dopo questi tweet Kanye West abbia perso 9 milioni di follower. C’è chi si è pure preoccupato della sua salute mentale, tipo oddio, Kanye si è ammalato di nuovo. Persino Kim Kardashian ha preso le distanze da tutto questo entusiasmo repubblicano, con un bel cazziatone al telefono:

Da parte di Trump, invece, solo complimenti.

27 aprile – Nel bel mezzo della tempesta mediatica scatenata dallo scambio di tweet tra Kanye West e Donald Trump, arriva l’annuncio di una nuova canzone.

28 aprile – Finalmente un annuncio interessante.

Ye vs The People parla di politica, di Obama e di Trump. È la prima vera nuova canzone da The Life Of Pablo.

Insomma, sono state due settimane controverse. Se, nonostante tutto, non avete smesso di apprezzare il vecchio Kanye, potete sempre iscrivervi al sito di incontri per i suoi fan.

 

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“This is America” il nuovo video di Childish Gambino

“This is America” il nuovo video di Childish Gambino

Buddy · 2 anni fa · Music

Danny Glover aka Childish Gambino, è un artista poliedrico. Attore, rapper, comico, sceneggiatore, negli ultimi anni ha creato, interpretato, scritto e diretto la serie pluripremiata Atlanta, rilasciato l’album “Awaken, My Love!” (2016) e interpreterà il ruolo di Lando Calrissian nello spin-off di Star Wars dal titolo Solo. Non è da tutti dare vita ad una sola di queste cose, figuriamoci metterle in fila tutte e tre.

All’interno di un percorso creativo così marcato e irrequieto, si inserisce in modo abbastanza coerente il nuovo video che accompagna il singolo This is America.

Diretto dal regista Hiro Murai, il videoclip sembra aver ereditato la lezione di Kendrick Lamar. Una potente dichiarazione satirico-politica che mescola toni e generi, coreografia da musical e violenza. Un condanna al razzismo nascosto dietro l’apparente perbenismo borghese, alla stilizzazione della violenza sociale, trasformata da media, cultura pop e “black culture”, più in status a cui aspirare e da sciorinare che in problema da affrontare. Un’aspra critica contro la deriva auto-compiaciuta dalla moderna cultura gangsta rap, agli stereotipi misogini che promuove e al suo paradosso razziale che finisce con lo stereotipare la popolazione afroamericana.

Staccate un attimo quello che state facendo e prendetevi 10 minuti per guardarlo e riguardarlo. Gambino ha creato un nuovo classico contemporaneo.

"This is America" il nuovo video di Childish Gambino | Collater.al

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“This is America” il nuovo video di Childish Gambino
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“This is America” il nuovo video di Childish Gambino
“This is America” il nuovo video di Childish Gambino
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Festival dell’estate: una breve guida

Festival dell’estate: una breve guida

Laura Musumarra · 2 anni fa · Music

Non è vero che non ci sono più le mezze stagioni. Tra la primavera e l’estate, c’è quella dei festival. Un infinito susseguirsi di weekend che ci faranno andare in rosso con le ferie, imbattere in lunghe discussioni con i nostri amici e vivere con la costante sensazione di starci perdendo qualcosa.

Capire a quale – o a quali – festival partecipare non è una decisione da prendere così su due piedi. Per accompagnarvi in questo percorso fatto di incredibili gioie e dolorose rinunce, ne abbiamo selezionati quindici, fissando però qualche regola:

– ci siamo mantenuti all’interno dei confini europei, giusto per restare con i piedi per terra.

– Abbiamo scelto soltanto festival che si svolgono in giorni consecutivi. Cogliamo l’occasione per lanciare una proposta: per semplicità, tutti gli altri festival dovrebbero utilizzare un’altra etichetta, tipo RASSEGNE.

– Abbiamo escluso tutti i festival che hanno inserito Cosmo in line-up.

Bene, cominciamo.

Primavera Sound | 30 maggio – 2 giugno | Barcellona
Il Primavera, non c’è altro da aggiungere.

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This Is Not a Love Song | 1 – 3 giugno | Nîmes
Dai Phoenix ai Deerhunter, passando per Yellow Days. Qui hanno fatto davvero un ottimo lavoro.

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Nos Primavera Sound | 7 – 9 giugno | Porto
Se vi siete persi il Primavera a Barcellona, potete sempre fare tappa qui.

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Northside | 7 – 9 giugno | Aarhus
Sicuramente uno dei motivi per cui la Danimarca è tra i paesi più felici del mondo.

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Sónar | 14 – 17 giugno | Barcellona
Un grande classico, venticinque anni quest’anno.

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Terraforma | 29 giugno – 1 luglio | Bollate (Milano)
Villa Arconati elettronica, sperimentale e sostenibile. Nonché vicinissima a Milano.

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Open’er | 4 – 7 luglio | Gdynia
Il mega festival polacco.

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BBK Live | 12 – 14 luglio | Bilbao
Una line-up che è un climax.

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Melt! | 13 – 15 luglio | Ferropolis (Gräfenhainichen)
Grandi numeri nella città del ferro, una sorta di museo a cielo aperto sulle rive di un piccolo lago tedesco.

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Ortigia Sound System | 25 – 29 luglio | Ortigia (Siracusa)
Weekend lungo dell’elettronica in un posto che vi farà sognare.

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HAVEN | 10 – 11 agosto | Copenaghen
Bastano due nomi per convincerci: Arcade Fire e Kevin Morby.

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Ypsigrock | 9 – 12 agosto | Castelbuono (Palermo)
La musica indie in un borgo storico, in Sicilia. Tutti gli elementi della vacanza perfetta.

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TOdays | 24 – 26 agosto | Torino
Gli ultimi giorni dell’estate nella torrida Torino. Ma per questa line-up ne vale la pena.

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End of the Road | 30 agosto – 2 settembre | North Dorset
Se vi siete persi qualcosa, qui la trovate sicuro.

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Festival N°6 | 6 – 9 settembre | Gwynedd, Galles
Dal 6 al 9 settembre, Portmeirion è un’utopia che diventa realtà. Il posto ideale per salutare l’estate, rientrare dalle vacanze e cadere in depressione.

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Cover Photo: Danny Howe

Festival dell’estate: una breve guida
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Diffondere vibrazioni positive per salvarsi, l’intervista ai Black Beat Movement

Diffondere vibrazioni positive per salvarsi, l’intervista ai Black Beat Movement

Laura Musumarra · 2 anni fa · Music

Con Radio Mantra, i Black Beat Movement tracciano un nuovo sentiero all’interno della black music. Il loro nuovo album intreccia suoni del futuro e campionamenti old school, mescolando funk, soul e hip hop. Il risultato è inatteso, ipnotico come un mantra. Li abbiamo incontrati per parlare del loro lavoro e delle loro idee.

Radio Mantra è stato da subito definito un successo, un album con una marcia in più. A che punto del vostro lavoro vi siete resi conto di avere tra le mani un grande disco?

Fino alla fine non ci siamo resi conto di quante belle idee abbiamo messo all’interno del disco. Quando sei nel vortice creativo e ti autoproduci è difficile ‘staccarsi’… sei nella bolla, vai avanti e basta.
Poi una volta che finisci e trovi il tempo di rilassarti riesci a goderti il lavoro che hai fatto e ammetti a te stesso che effettivamente hai fatto un bellissimo album!!!
Se sei convinto di quello che fai è difficile che il tuo lavoro non venga apprezzato perch
é la gente percepisce che ci hai messo l’anima e sei sincero.

A proposito di Radio, qual è la vostra radio del cuore?

Domanda difficile. Ce ne sono un po’…
Potremmo dirti che Vibe di Oldani è uno dei nostri programmi radiofonici preferiti!

E il Mantra che vi ripetete più spesso?

Calmaaa, calmaaa, calmaaa…

Vi siete esibiti in posti molto diversi, dai club ai festival, in Italia e all’estero. Qual è la dimensione che sentite più vostra?

Abbiamo la fortuna di poterci adattare a tante situazioni diverse. È bellissimo quando trovi i palchi in cui la distanza tra pubblico e artista si annulla e hai la gente addosso. Se si crea la situazione giusta c’è uno scambio di energia pazzesco!

C’è un palco in cui vi piacerebbe tornare a suonare?

Quello dello Sziget Festival!

Come gli album precedenti, anche Radio Mantra vanta diverse collaborazioni. Com’è nata quella con Ghemon?

Con Ghemon volevamo collaborare già da un po’ di tempo. Condividendo gli stessi gusti musicali ci si è trovati spesso a parlare di musica black e di come in Italia si stia creando una vera e propria scena.

Già quando stavamo scrivendo il disco precedente, Love Manifesto, avevamo avuto un primo contatto, ma abbiamo preferito attendere e aspettare di fare un brano in italiano da condividere con uno degli artisti più forti che ci sono adesso in circolazione.

Negli ultimi anni, gli artisti emergenti si sono moltiplicati. Ci dite tre nomi italiani che seguite con particolare interesse?

Ce ne sono molti. Se dobbiamo dirne tre citiamo Technoir, Awa Fall e Deaf Kaki Chumpy.

C’è, invece, qualcosa che secondo voi manca nel panorama musicale italiano?

Diciamo che in Italia il panorama musicale è molto variegato. A livello di generi non manca quasi nulla…è arrivata anche la cumbia!

Mettere su e far crescere un gruppo di sette persone non dev’essere un’impresa facile. Qual è il vostro segreto?

Ci vogliamo molto bene e remiamo tutti dalla stessa parte.
Poi devo dire che abbiamo un forte spirito di adattamento, fattore fondamentale per portare avanti un progetto come questo.

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Diffondere vibrazioni positive per salvarsi, l’intervista ai Black Beat Movement
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I Sigur Rós lanciano la playlist infinita Liminal

I Sigur Rós lanciano la playlist infinita Liminal

Laura Musumarra · 2 anni fa · Music

liminale /li·mi·nà·le/ agg. [dall’ingl. liminal (der. del lat. limen -mĭnis «soglia»), attrav. il fr. liminal]. Fatto o fenomeno al livello della soglia della coscienza e della percezione.

È in questa dimensione che i Sigur Rós vogliono guidarci con il loro nuovo progetto. Una playlist digitale infinita, in cui Jónsi, Alex Somers e Paul Corley si comportano come un ecosistema vivente, creando connessioni tra vecchia e nuova musica, sfumando i confini tra il lavoro già fatto e quello ancora da compiere, mescolando collaborazioni a progetti da solisti.

Come ha dichiarato Jónsi, il frontman della band:

“Siamo solo io, Paul Corley e Alex Somers in una stanza buia che manipoliamo la strumentazione, gli effetti e le parti vocali”.

Idealmente, Liminal non avrà mai fine. Potete cominciare ad ascoltarla qui:

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