Nata a Tokyo nel 1972, a 26 anni, subito dopo essersi laureata in pittura alla Tama Art University, si esibisce alla Kanagawa Prefecture Gallery, la galleria darte pubblica più famosa di Yokohama, la lente dingrandimento grazie alla quale il mondo dellarte inizia ad accorgersi di lei.
Unattenzione che Katsuyo ricambia tre anni più tardi, quando finita la specializzazione in ceramica da’ vita alla sua prima personale: il passepartout che le permetterà di varcare le soglie di saloni e musei di fama internazionale come il Taro Okamoto Museum of Art di Kawasaki, il Saison Museum of Contemporary Art di Karuizawa ma soprattutto la prestigiosa Jane Hartsook Gallery di New York, uno dei trampolini di lancio più ambiti dai ceramisti di tutto il mondo. Un successo guadagnato grazie alla straordinarietà delle sue opere e al pensiero post moderno che sta dietro a esse.


Nientaltro che la smitizzazione di un simbolo, per secoli ritenuto divino, che la società contemporanea ha pian piano trasformato in un prodotto. Una tensione che Katsuyo esprime alla perfezione in Predictive Dream, la serie di teschi in ceramica contenenti riferimenti storici, mitici e allegorici, in cui lequilibrio tra apparenza e fragilità traduce alla perfezione quella che è la condizione precaria della società di oggi.


Infatti, come per la ceramica Jomon o gli ornamenti architettonici barocchi o rococo, anche le sculture di Katsuyo non si limitano a rispecchiare la semplice espressione di ciò che le diverse epoche hanno nel tempo identificato come bello, ma forniscono una visione introspettiva dei rapporti che oggi intercorrono tra uomo, tempo e società. Una visione crepuscolare della bellezza, in cui sacro e profano sembrano vivere luno per laltro.













[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=euuCy-fJg0Y&feature=player_embedded[/youtube]
