Cosa sono le immagini se non fenomeni luminosi? È da questa riflessione che circa un anno fa NFC Edizioni, per festeggiare dieci anni di attività, ha sentito il bisogno di dar vita a Luminous Phenomena, una collana dedicata interamente alla fotografia internazionale.
Luminous Phenomena nasce dalla volontà di creare uno spazio dove fotografi affermati ed emergenti possano esprimersi liberamente, curando ogni aspetto della pubblicazione, dal colore della copertina alla selezione delle fotografie.
In questi libri dal piccolo formato, che permette di tenerli in mano rimpiazzando per qualche istante lo schermo dello smartphone, si riscopre l’importanza del corpo e di come questo si confronti con l’ambiente circostante.
Il primo volume, uscito a settembre 2020, è dedicato a Lady Tarin, da allora sono stati pubblicati altri tre volumi, rispettivamente dedicati a Aleksey D’Havlcyon, Giulia Agostini e Alba Zari.
Luminous Phenomena è una di quelle pubblicazioni da sfoggiare sulla mensola migliore.
Noi di Collater.al abbiamo avuto la fortuna di parlarne direttamente con Amedeo Bartolini, direttore editoriale e fondatore di Agenzia NFC e NFC Edizioni, e Guya Bacciocchi, direttrice della collana, che ci hanno svelato qualcosa in più sul progetto.
Non perdetevi l’intervista qui sotto, qualche scatto incluso nel libri e per saperne di più visitate il sito dedicato!
Lady Tarin
Prima di parlare di questa nuova collana di libri fotografici, puoi raccontarci come hai iniziato il tuo percorso nell’ambito dell’editoria e quando hai deciso di fondare Agenzia NFC?
Amedeo: La nostra storia nasce, e cresce, in un momento di profonda crisi economica. Ho fondato Agenzia NFC (agenzia di comunicazione) nel 2010, intravedendo l’opportunità di collocarmi in un settore forse un po’ “stanco”: c’era bisogno di una realtà più smart e più dinamica e un paio di anni dopo, nel 2012, ho seguito la mia grande passione per i libri e ho deciso di scommettere sulla carta stampata, e quindi di fondare NFC Edizioni.
Per i 10 anni di NFC Edizioni avete lanciato “Luminous Phenomena”, una collana dedicata alla fotografia internazionale. Com’è nata l’idea di questa collana? Perché avete scelto questo nome?
Amedeo: Per anni l’idea di una collana fotografica è stata nella mia testa come un tarlo, che piano piano si è fatto strada nella mia mente.
Nel 2020 mi sono ritrovato sbalzato in una realtà dove l’unica cosa che avevo in abbondanza era il TEMPO. Quindi ho deciso di usare questo periodo di stallo per costruire qualcosa di positivo, come nel 2010 ho cercato di trovare il modo di reagire a un momento di forte crisi.
Alla fine ho deciso di dare un nome al mio “tarlo”, e così è nata la collana “Luminous Phenomena”. Il nome si ispira deliberatamente e sfacciatamente a “The Pencil of Nature” di Talbot, rendendogli omaggio e rivisitandone il pensiero – lo studio dei fenomeni luminosi! – in chiave contemporanea.
La parola d’ordine di questa collana è AVVICINARE; vorrei creare nuovi collezionisti di fotografia. Proprio per questo nell’edizione Deluxe (DE) dei Luminous Phenomena c’è una fotografia in tiratura dell’artista. Immagino la mia parete di casa dedicata alla collana piena di fotografie in formato 10×15 cm.
Qual è il tema che accomuna i fotografi scelti?
Guya: Non mi sento di dire che ci sia un tema ricorrente nei fotografi che abbiamo selezionato sino ad ora. Forse l’unica nota che li accomuna è il corpo.La collana, infatti, non voleva essere legata a un unico soggetto, ma volevamo si potessero raccontare luoghi, persone e storie ogni volta diverse, nuove, volevamo che ogni artista ci potesse portare liberamente nel suo universo onirico.
Per il momento i volumi usciti sono quattro. Dobbiamo aspettarcene altri? Potete svelarci qualcosa?
Amedeo: Dico sempre che spero che questa collana mi accompagni fino alla pensione! Il mio desiderio sarebbe poter continuare a impegnarmi su questo progetto per ancora molto tempo; lo trovo estremamente stimolante e gratificante, in più questi libri sono così belli!
In questi giorni stiamo lavorando al vol. 5 dedicato a Cloro, con un testo di Lorenzo Castore e di Martha ter Horst.
Il vol. 6 sarà particolare, celebrerà il primo anno di “Luminous Phenomena”, e proprio per questo abbiamo deciso di raccontare qualcosa di molto vicino alla nostra sede riminese. Non voglio svelare troppo dei prossimi volumi, vi dico solo alcuni dei paesi da cui “ruberemo” fotografi per i prossimi volumi: Inghilterra, Messico e Marocco.
Come avviene la selezione dei fotografi per questa collana?
Guya: Chi si aspetta una scelta ponderata, sbaglia! La selezione dei fotografi è fatta di emozioni, di farfalle nello stomaco e di stupore.
Ogni artista ci ha colpiti per una peculiarità e ha fatto scaturire in noi la curiosità, la voglia di saperne sempre di più, la necessità di voler raccontare una storia. I fotografi che abbiamo scelto sono quelli che ci hanno fatto fermare, che ci hanno fatto riflettere, e che ci hanno lasciato senza fiato. Alcuni artisti li conoscevamo già, altri li abbiamo trovati girovagando per il web.
Ogni volume è un’esperienza nuova, per noi e per loro: vogliamo che l’artista sia coinvolto a 360 gradi, dalla scelta di chi sarà a scrivere l’essay, agli scatti da mettere nel libro, al colore della copertina che sarà la prima parte emozionale di ogni volume (la scelta è tra 27 tonalità della Fedrigoni Sirio Color).
Vogliamo che ogni volume di Luminous Phenomena racconti una storia nuova, che ci faccia sognare.
Ogni volume è un’esperienza nuova, per noi e per loro: vogliamo che l’artista sia coinvolto a 360 gradi, dalla scelta di chi sarà a scrivere l’essay, agli scatti da mettere nel libro, al colore della copertina che sarà la prima parte emozionale di ogni volume (la scelta è tra 27 tonalità della Fedrigoni Sirio Color).
Vogliamo che ogni volume di Luminous Phenomena racconti una storia nuova, che ci faccia sognare.
Sfogliando i volumi ne ho apprezzato molto il piccolo formato. La sensazione è stata quella di avere in mano una raccolta di cartoline o, se vogliamo rimanere al passo coi tempi, una galleria di Instagram stampata. C’è un motivo particolare per il quale avete scelto questo formato?
Amedeo: Sono un nostalgico, a me i libri piacciono di carta, mi piace poterli tenere in mano, sentire il loro peso e poter annusare l’odore dell’inchiostro nelle loro pagine. Ho creato una collana dove ad essere coinvolti sono più sensi, non solo la vista ma anche il tatto e l’olfatto. La carta della copertina, delle risguardie e della parte non fotografica del libro è una Fedrigoni Sirio Color, una carta soffice al tatto, delicata, preziosa, che profuma di libro nuovo, ogni volume in un colore differente. Il formato dei LP è “a misura di mano”, scomodo da sfogliare, ma è una scelta ben precisa: volevo dei volumi belli da vedere, oggetti che invoglino ad essere toccati. Non voglio che vengano sfogliati molte volte, non voglio che vengano rovinati. Non è solo la foto l’oggetto da collezione, ma anche e soprattutto il libro!
Aleksey D’Havlcyon
Alba Zari
Lady Tarin
Giulia Agostini
