Mah-Noor Anwar è una graphic designer in grado di trasformare un’estetica kitsch in un linguaggio contemporaneo, politico e personale. Vivendo e lavorando a Manchester, Mah-Noor porta avanti un’estetica che vive tra collage kitsch, lettering naïf e riferimenti alla cultura visiva sud-asiatica, restituendo un immaginario che parla direttamente alle seconde e terze generazioni cresciute in occidente. Il suo progetto Chutney Chick nasce proprio da questo aspetto del suo lavoro. Ma scopriamo qualcosa in più sull’approccio di Anwar al graphic designer.

Nelle sue grafiche convivono i colori esagerati della truck art pakistana, le confezioni dei dolci che affollavano le botteghe di quartiere e il kitsch dei software Microsoft anni ’90 e 2000. Comic Sans, interfacce di MS Paint, gradienti improbabili: materiali visivi che per molti sono un’eco ironica dell’internet primordiale, ma che per Mah-Noor diventano un archivio emotivo, un codice affettivo. Come si legge su It’s Nice That, è la Manchester dove è cresciuta a emerge attraverso dettagli minimi. Dalle insegne, neon, menu fotografati male, pattern presi dalla Curry Mile; tutti elementi che parlano di comunità, convivialità e di quel senso di comfort che solo i luoghi familiari e autentici sanno dare.

Il nucleo del suo lavoro, però, va oltre la nostalgia. Mah-Noor costruisce un design pensato per essere accessibile, comprensibile e accogliente, soprattutto per adulti disabili, persone neurodivergenti e comunità migranti. Non c’è distanza tra lei e il suo pubblico: i collage includono la sua immagine, i suoi selfie, i suoi disegni, come se ogni pezzo fosse un invito a entrare nel suo mondo senza formalità. La saturazione, il low-res, l’estetica “troppo piena” diventano strumenti di inclusione, non solo scelte stilistiche.

Un esempio emblematico è il progetto I Love Ducks Autistically, una pubblicazione interattiva che ruota attorno a un interesse speciale, quello per le papere; trasformato in un portale visivo pensato per incoraggiare altre persone autistiche a esplorare e valorizzare le proprie passioni. È un design che risulta autentico proprio perché parte da un’affezione personale e diventa metodo, cura, pedagogia informale.

Con Chutney Chick e con i suoi progetti più sperimentali, Mah-Noor Anwar sta ridefinendo cosa significa creare immagini “per la propria comunità”. Il risultato è un linguaggio affettuoso, rumoroso, visivamente gioioso, che non cerca la perfezione ma la presenza.
