Ci sono alcuni temi che sono talmente tanto sommersi di pregiudizi e preconcetti che siamo sicuri di conoscerne ogni dettaglio, quando in realtà non sappiamo niente. Uno di questi è sicuramente il mondo degli strip club.
Pensando alle ballerine e alle spogliarelliste che ogni sera salgono in piedi sul bancone alla maggior parte delle persone vengono in mente solo luoghi comuni nati dal nulla, perché probabilmente – o sicuramente – queste persone in uno strip club non ci sono mai entrate, anzi non saprebbero neanche dove trovarne uno.
La fotografa americana Elizabeth Waterman non solo ci è entrata una volta, ma ha trascorso ben 5 anni a trascorrere le serate negli strip club americani, da New York a Los Angeles, passando per Miami, Las Vegas e New Orleans.
Armata di macchina fotografica analogica e un’apertura mentale da invidiare, Elizabeth Waterman non solo ha immortalato le giovani ragazze che lavorano dal tramonto all’alba, ma ha ascoltato le loro storie. Storie di studentesse che devono pagarsi gli studi, storie di giovani madri che lavorano sodo per dare un futuro ai figli, storie di aspiranti imprenditrici che sognano di avviare un proprio business.
Ebbene sì, perché se i dati reali dell’industria del sesso sono impossibili da sapere, quelli degli strip club sono di dominio pubblico. La stessa Waterman racconta: “Ci sono più di 4.000 locali di questo tipo negli Stati Uniti, che generano più di sei miliardi di dollari all’anno, e che danno da vivere a circa 58.000 ballerini, baristi e altri impiegati. […] In una buona notte, una ballerina può guadagnare 2.000 dollari o più. Trovano il coraggio di preservare e mantenere la loro dignità, e nei momenti più rari, sembrano trascendere tutto con una grazia eterea e abbagliante”.
Tutto ciò che dal 2016 a oggi la fotografa vive di persona ora è possibile riviverlo attraverso i suoi scatti. Elizabeth Waterman ha infatti scelto 75 immagini e le ha racchiuse nel libro fotografico “MONEYGAME”, pubblicato da XYZ, accompagnato da queste parole: “Prima di tutto, questo progetto non sarebbe mai decollato senza la fiducia e la generosità delle stupende donne che si vedono in queste immagini. Grazie“.








