In molti casi il concetto di arte come terapia è utilizzato più facendo leva sul gesto romantico e spirituale di produrre arte, più che intenderla come una vera terapia. Quella di Morn Chear è una storia che al contrario ci dimostra come trovare lo sfogo artistico possa aiutare a recuperare la consapevolezza, la propria scintilla anche dopo incidenti che mettono in dubbio talenti costruiti nel corso di una vita.
L’artista cambogiano nato a Kampot nel 1991, dopo un incidente elettrico, all’età di 20 anni perde entrambe le braccia. Da essere ballerino professionista, la sua vita subisce un cambio di rotta, trova nell’arte una sorta di terapia, all’interno di un processo di cambiamento che lui stesso definisce come una “metamorfosi“.
Il poliedrico artista inizia a raffigurare se stesso all’interno di scene di vita quotidiana che sono un racconto illustrato delle tradizioni e abitudini del popolo cambogiano. Morn Chear affronta temi della sua infanzia, la socialità all’interno dei villaggi e le pratiche agricole che rendono la produzione dell’artista un trattato antropologico e allo stesso tempo una confessione intima.
L’intimità delle opere di Morn Chear è racchiusa nei rapporti che ci sono tra le persone e nel loro condividere prima spazi chiusi come piccole case e poi paesaggi naturali come fiumi e campi. I segni neri e bianchi sono solchi, come quelli degli aratri o come le vie di sentieri che testimoniano attività umane millenarie rimaste intatte. Rituali in cui il cibo ha un grande valore, in quanto risultato del lavoro dell’uomo e di tradizioni collettive.
Morn Chear rappresenta immagini che sono fotografie della sua infanzia. la danza della pioggia, le notti a pescare nel fiume, tutto descritto solo attraverso il bianco e il nero, e forme semplici che rimandano alle incisioni rupestri.
Il ruolo degli attrezzi è centrale nella scelta dei soggetti di Chear. Tutte le scene sono ricche di strumenti di lavoro o piccoli oggetti, isolati nello spazio, mai ammucchiati ma sempre indipendenti dai personaggi, pur definendone il ruolo nella scena. Che siano strumenti musicali, conchiglie o attrezzi agricoli, il mondo vissuto da Morn Chear si completa agli occhi dello spettatore grazie alla scelta e alla semplicità dei soggetti.


















