Museo del Prado: i quadri risentono del cambiamento climatico

Museo del Prado: i quadri risentono del cambiamento climatico

Claudia Fuggetti · 1 mese fa · Art

Il Museo del Prado ha recentemente collaborato ad un progetto con il World Wildlife Fund (WWF) in concomitanza con la Conferenza ONU sui cambiamenti climatici del 2019 di Madrid. La sensibilizzazione nei confronti di questa tematica si allarga anche all’interno del contesto museale, nel quale i dipinti della collezione dell’istituzione sono stati modificati digitalmente per riflettere un mondo distrutto dall’inazione.

Il progetto è stato battezzato “+ 1,5ºC Lo Cambia Todo”, ovvero “+ 1,5ºC cambia tutto”. I dipinti di tre artisti spagnoli (Francisco de Goya, Diego Velázquez e Joaquín Sorolla) e di un pittore fiammingo rinascimentale (Joachim Patinir) sono stati ritenuti i più pertinenti per il progetto da esperti d’arte. Per diffondere efficacemente il messaggio, le opere modificate sono state collocate sui cartelloni pubblicitari di Madrid e le trovate condivise online sotto l’hashtag #LoCambiaTodo.

Per il Museo, questo progetto rappresenta un’opportunità per continuare a mettere l’arte al servizio della società. Il valore simbolico dei capolavori e l’impressionante rielaborazione artistica che presentiamo con il WWF sono un ottimo modo per trasmettere a tutti, e soprattutto alle giovani generazioni, ciò che è realmente in gioco in questa lotta contro il cambiamento climatico.

Problemi impellenti come l’innalzamento del livello del mare, la desertificazione e la questione dei rifugiati trasformano le opere di grandi pittori europei in una campagna pubblicitaria per salvare l’ambiente.

Museo del Prado: i quadri risentono del cambiamento climatico | Collater.al
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Light Architecture, l’installazione luminosa a Budapest

Light Architecture, l’installazione luminosa a Budapest

Anna Cardaci · 1 mese fa · Art

A Budapest, presso l’Institution of the Hungarian Academy of Arts, è possibile visitare Light Architecture, un’installazione pensata e realizzata dagli architetti ungheresi Bálint Botzheim e Sándor Böröcz la quale è composta da una grande quantità di fasci di luce. Questi ultimi sono posti all’interno di un grande spazio nero che imita l’universo e lo illuminano seguendo una determinata sequenza. L’opera Light Architecture mette in movimento tutte le luci e delineano spazi astratti. Gli spettatori che visitano l’installazione non si limitano solo a seguire i fasci, ma possono camminarci dentro diventando loro stessi in prima persona parte integrante e attiva dell’opera. Gli artisti hanno animato l’effetto luce con l’obiettivo di creare geometrie architettoniche che definiscono in maniera realistica lo spazio fisico.

Per rendere ancora più completa l’opera, Péter Mátrai, il quale ha contribuito alla realizzazione della parte sonora dell’opera, ha composto un brano musicale per l’installazione che va a ritmo dei lampeggi. Questi si diffondono espandendosi verso l’esterno, mentre al centro si crea uno spazio scuro. Successivamente la forma si restringe diventando una sottile linea nera che poi scompare.

L’installazione luminosa è composta da una matrice di 16x16x10 pixel RGB, al centro della quale si trova un corridoio alto cinque di forma irregolare e comprende circa 2.500 pixel divisi su 16 universi artnet. 

Con questa mostra, il salone di architettura commemora alcuni artisti nati in Ungheria, in particolare László Moholy-Nagy, István Sebők e Andor Weininger nel centenario della fondazione della Bauhaus

Light Architecture, l’installazione luminosa a Budapest
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Unite Through Culture, la mostra di Isimeme Otabor

Unite Through Culture, la mostra di Isimeme Otabor

Anna Cardaci · 1 mese fa · Art

Il fondatore di Infinite Archives, Isimeme “Easy” Otabor, ha aperto recentemente la sua galleria d’arte contemporanea Anthony Gallery nel centro di Chicago.
La mostra di inaugurazione, intitolata “Unite Through Culture”, è incentrata su una partnership con il famosissimo brand di calzature e abbigliamento sportivo Jordan, con uno sguardo alla Retro Air Jordan 11 “Bred” la cui data ufficiale di uscita della release è il prossimo 14 dicembre. All’interno della mostra sono esposti numerosi quadri raffiguranti sia Michael Jordan, sia le scarpe. Ciascun quadro presente a Unite Through Culture è stato realizzato da artisti diversi come Kosuke Kawamura, Corey Black, Matt McCormick, George Bayliss, ADE Makinde, Wu Yue e Jacob Rochester. Le loro opere onorano e interpretano minuziosamente la carriera atletica di His Airness in particolare dell’anno 1996 e del periodo in cui ha giocato con la sneaker originale Air Jordan 11 “Breds”. Quest’ultima è presente in molteplici paia in un’installazione in cui tutte le Air Jordan sono collegate al soffitto tramite dei lacci.

Durante l’evento di apertura della galleria, è stato inserito un corner dove era possibile acquistare l’official merchandising il cui ricavato è stato devoluto ad un programma di arte e atletica presso la scuola superiore di Otabor, la Hillcrest High School.

Anthony Gallery aprirà ufficialmente su prenotazione a partire dal 9 dicembre. Per maggiori informazioni, visita la pagina Instagram della galleria!

Unite Through Culture, la mostra di Isimeme Otabor
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Atomic, l’installazione colorata di Hou De Sousa

Atomic, l’installazione colorata di Hou De Sousa

Anna Cardaci · 1 mese fa · Art

Lo scorso 5 dicembre, a Washington D.C – negli Stati Uniti -, è stata inaugurata una nuova installazione iridescente chiamata Atomic realizzata da Hou De Sousa, uno studio newyorkese d’architettura, arte e design che promuove soluzioni innovative culturalmente avanzate e rispettose dell’ambiente.
Atomic è composta da tanti coloratissimi hula hoop prodotti in tessuto e in rete. Questa installazione è stata pensata e realizzata per celebrare le particelle che modellano il nostro universo e che riempiono un vuoto infinito di energia e luce.

Atomic | Collater.al 1

L’opera è in mostra fino al 5 gennaio 2020 e fa parte di Georgetown Glow, un festival annuale di light art. Lo studio Hou de Sousa ha precedentemente esposto una sua creazione durante la stagione 2018-19 intitolata “Prismatic“. 

Data la vicinanza di Atomic alla Grace Church, le sfaccettature multicolore dell’installazione sono state progettate in maniera tale da stabilire un collegamento contestuale con le vetrate dell’edificio adiacente.

Inoltre, Hou De Sousa ha creato un risultato “atomico” in riferimento all’effetto bokeh – un fenomeno che si verifica quando i punti di luce vengono fotografati fuori fuoco. Fissato ad una rete di nylon personalizzata, lo spettro di cerchi colorati sembra fluttuare a mezz’aria, dando vita ad un’opera accattivante che illumina l’area durante i mesi invernali bui.

Atomic, l’installazione colorata di Hou De Sousa
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Matrix 4: Neo e Trinity tornano a maggio 2021

Matrix 4: Neo e Trinity tornano a maggio 2021

Giulia Pacciardi · 1 mese fa · Art

UPDATE 12 DICEMBRE
Habemus data! Warner Bros. ha annunciato, finalmente, la data d’uscita di Matrix 4: il 21 maggio 2021!
Sembra proprio che il 21 maggio 2021 sarà il giorno di Keanu Reeves, che oltre a uscire nei cinema nei panni di Neo, ritornerà nelle vesti di John Wick nel quarto capitolo della saga.

Dopo un’attesa durata poco meno di vent’anni è finalmente arrivata la conferma da Warner Bros: Matrix 4 si farà è le riprese dovrebbero iniziare entro il 2020.

A scrivere e dirigere il 4° capitolo della serie di fantascienza sarà Lana Wachowski in collaborazione con Aleksander Hemon e David Mitchell, grande assente Lilly Wachowski che non lavorerà al fianco della sorella come è stato per i primi tre episodi, usciti al cinema tra il 1999 e il 2003, e per la serie Sense8.

Il film vedrà ancora protagonisti Neo e Trinity, interpretati inevitabilmente da Keanu Reeves e Carrie-Anne Moss, mentre è ancora incerto il coinvolgimento di Laurence Fishburne nei panni di Morpheus, terzo caposaldo della saga.
Al momento non sono ancora trapelate informazioni rilevanti sulla trama, l’ambientazione e il legame con le prime tre pellicole ma l’attesa dei fan è molta così come l’aspettativa.
La notizia del nuovo episodio ha infatti diviso l’opinione pubblica tra chi non avrebbe potuto aspettare oltre e chi pensa che il finale del terzo episodio non lasciasse spazio a nuovi inizi.

Mentre aspettiamo nuove informazioni vi consigliamo di cominciare a ripassare.
In America, in occasione dell’anniversario dell’uscita del primo capitolo “The Matrix”, è possibile farlo al cinema, in Italia nessun circuito ha aderito alla manifestazione ma nulla vi impedisce di farlo lo stesso.

Matrix 4: Neo e Trinity tornano a maggio 2021
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