NIKE presenta Air Max Dolce, una nuova silhouette distintiva che unisce l’heritage di Air Max a un approccio contemporaneo e scultoreo al design quotidiano.
Pensata per muoversi con naturalezza tra sport, streetwear e moda, Air Max Dolce presenta una tomaia sagomata con una caratteristica struttura a griglia, una costruzione senza lacci e un’unità Air visibile nel tallone, che ne definisce la forma e l’ammortizzazione. Il risultato è una silhouette che appare allo stesso tempo familiare e nuova: una sneaker quotidiana, un modello slip-on casual o un elemento più statement da interpretare anche in look più sofisticati. Air Max Dolce è progettata per adattarsi a chi la indossa, invece di imporre un unico modo di essere portata.
La silhouette arriva in due colorazioni, Light Magenta e Silver, combinando l’iconico DNA Air Max con un’attitudine contemporanea e orientata alla moda.


Il dna di Air Max
Air Max Dolce affonda le proprie radici in una delle storie di design più importanti di Nike. Nel 1987, la linea Air Max introdusse per la prima volta l’ammortizzazione Air visibile. Quella che era nata come un’innovazione tecnologica legata all’ammortizzazione si trasformò rapidamente in uno degli elementi distintivi del linguaggio Nike, passando dalla performance alla pista, dalla strada fino a diventare un’icona culturale.
Air Max Dolce prosegue questa storia attraverso una silhouette costruita sullo stesso spirito di innovazione, reinterpretato per l’uso quotidiano contemporaneo. Gli elementi distintivi rimangono immediatamente riconoscibili: la tomaia sagomata senza lacci, la struttura overlay a gabbia e l’unità Air visibile nel tallone, che definisce il profilo scultoreo della sneaker. Pensata per essere versatile, Dolce passa facilmente dai momenti più casual a styling più ricercati.

Due espressioni, due colorazioni
Air Max Dolce è stata lanciata inizialmente nella colorazione Light Magenta, disponibile dal 22 agosto 2026 al prezzo di 159,99 euro. Il 12 settembre 2026 la silhouette sarà affiancata dalla versione Silver, caratterizzata da una finitura metallica che dona al modello un aspetto contemporaneo e versatile.
Le due colorazioni sottolineano entrambe la costruzione architettonica di Air Max Dolce, offrendo però due interpretazioni differenti: dall’energia espressiva del Light Magenta all’attitudine più essenziale e sofisticata del Silver.
Dare voce a una nuova generazione
Il lancio di Air Max Dolce mette inoltre al centro una nuova generazione di creativi. Attraverso l’app SNKRS, Nike crea uno spazio dedicato a designer e creativi emergenti, invitandoli a interpretare Dolce attraverso il proprio punto di vista, le proprie idee e il proprio linguaggio visivo. L’iniziativa riflette l’impegno di Nike nel sostenere le nuove generazioni creative, offrendo loro la possibilità di sperimentare, creare e contribuire alla conversazione culturale intorno a un nuovo prodotto.
È però nella parte dedicata ai creativi che il progetto Air Max Dolce prende una direzione più ampia. Per il lancio milanese, Nike non si limita infatti a costruire una campagna intorno alla nuova silhouette, ma mette il modello al centro di un’esperienza che intreccia arte, suono, moda e cultura digitale. Il 12 settembre, negli spazi di Dropcity in via Sammartini 72, Dolce XOXO porterà insieme undici nomi tra artisti, designer, filmmaker e realtà creative, in una giornata dedicata alla mostra e che proseguirà poi con un programma musicale fino a notte.


Il filo conduttore è una generazione cresciuta con la cultura visiva dei primi anni Duemila: internet come luogo da abitare, personalizzare e continuamente riscrivere. Glitter, avatar, immagini salvate, profili personalizzati e primi linguaggi dei social diventano così non soltanto riferimenti nostalgici, ma materiali da cui ripartire. L’idea di Dolce XOXO è proprio quella di trasformare questo immaginario digitale in qualcosa di fisico e condiviso.
Tra i nomi coinvolti c’è Sara Sadik, artista francese che lavora tra video, performance e installazione. La sua ricerca costruisce spesso ambienti narrativi sospesi tra fiction, cultura pop e fantascienza, utilizzando anche videogame e linguaggi della rete per parlare di identità, adolescenza, appartenenza e trasformazione. È una presenza particolarmente coerente con il progetto perché il suo lavoro parte proprio dalla possibilità di costruire nuovi mondi attraverso immagini e codici appartenenti alla cultura contemporanea.



Accanto a lei, Tudor Ciurescu porta una ricerca che attraversa immagine, oggetto, fotografia, stampa e scultura. Nato in Romania e oggi attivo tra Losanna e Milano, l’artista lavora sul rapporto tra cultura visiva, memoria e immaginario contemporaneo, mettendo spesso in dialogo riferimenti analogici e digitali.



Un’altra presenza interessante è Forniture Pallotta, progetto artistico fondato da Alessandra Pallotta che utilizza il cibo come materia creativa. Il collettivo lavora tra food design, installazione, performance e set design, trasformando gli elementi commestibili in vere e proprie costruzioni visive e narrative. Un approccio che amplia ulteriormente il vocabolario di Dolce XOXO: la sneaker non viene più considerata soltanto come oggetto di design, ma come punto di partenza per una serie di interpretazioni che coinvolgono linguaggi diversi.



Completano la mostra Mika Ben Amar, Common Index, Due000 Contemporary Archive, Hollywood Superstar Review, Emir Karyo, Luna Mahoux, Rat Section e Brennan Wojtyla, portando all’interno dello stesso spazio pratiche e sensibilità differenti. La giornata non si conclude però con la mostra. Dalle 23 alle 3, Dolce XOXO cambia registro e lo spazio espositivo diventa un club, con Renoiterrible, Rat Section e Spiritual Sauna al centro della programmazione musicale. La logica rimane la stessa: prendere una cultura nata online e riportarla nel mondo fisico, trasformando riferimenti condivisi in un’esperienza collettiva.
La Air Max Dolce è quasi il pretesto attraverso cui Nike costruisce un discorso più largo sul modo in cui oggi design, moda, arte e internet si influenzano a vicenda. La sneaker resta al centro, ma smette di essere il punto d’arrivo e diventa un oggetto attorno al quale una nuova generazione di creativi può costruire immagini, atmosfere e linguaggi.
