House in the Landscape, la casa futurista a Mosca

House in the Landscape, la casa futurista a Mosca

Anna Cardaci · 2 mesi fa · Design

Lo studio russo Niko Architect ha progettato nella capitale la House in the Landscape, una casa futuristica costruita in un paesaggio parzialmente artificiale. La struttura si sviluppa su due piani e ha delle forme armoniche tendenzialmente tondeggianti che si integrano perfettamente con l’ambiente esterno divenendone parte.

Il progetto prevede infatti una grande interconnessione con lo spazio fuori e forma una sorta di continuità e armonia. L’edificio sembra essere costruito dentro a una collinetta e per questo motivo, parte del tetto è formato dal prato verde arricchito da piante. Nella realizzazione della casa prevale il concept di “adattamento armonico” tra design, architettura e natura. Come in un organismo vivente, ogni elemento del progetto è ben equilibrato e collegato all’insieme, come lo spazio esterno che si intreccia con il soggiorno, la camera da letto e le altre stanze della casa.

Un’ulteriore connessione è data da tutti i lucernari circolari presenti che rendono possibile un’illuminazione naturale in tutta la casa. Questi sono stati pensati per portare aria e luce naturale in abbondanza.
All’esterno di House in the Landscape è posta una terrazza che è affiancata da una piscina mentre, all’interno, la casa è divisa in più zone che comprendono una cucina, una sala da pranzo, zona aperta con camino e un angolo caffè, le camere da letto e i bagni. La cucina è visivamente separata dalla zona giorno principale da una parete divisoria con un foro circolare, che, secondo gli architetti, rende possibile un continuo dialogo tra le zone e fa riferimento al “simbolismo classico della cultura giapponese”. La casa è arredata con uno stile minimale e il mobilio viene interpretato come un’opera d’arte che arricchisce ancor di più l’edificio e si adatta perfettamente al contesto.

House in the Landscape | Collater.al 1
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House in the Landscape, la casa futurista a Mosca
Design
House in the Landscape, la casa futurista a Mosca
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Beijing 2022, il primo Museo Olimpico Invernale al mondo

Beijing 2022, il primo Museo Olimpico Invernale al mondo

Anna Cardaci · 2 mesi fa · Design

Le prossime Olimpiadi Invernali si terranno nel 2022 in Cina a Beijing. Per questo motivo lo stato cinese si sta preparando al meglio per poter accogliere i migliori atleti provenienti da tutto il mondo facendo costruire il primo Museo Olimpico Invernale al mondo.

Il lavoro è stato commissionato allo studio di architetti Maison H ha presentato il progetto di un museo che amplierà l’eredità delle Olimpiadi di Pechino tenutesi nel 2008 e favorirà lo sviluppo sociale ed economico sostenibile riconvertendo gli edifici già esistenti. 

Il museo sarà realizzato nella regione cinese del Chongli e ospiterà tutti gli eventi sul ghiaccio, tra cui curling, hockey e pattinaggio, snowboarding e sci. Costruito alle pendici della montagna, il progetto si serve delle risorse naturali e offrirà opportunità a lungo termine per tutta la regione rurale. Il museo comprende un’accademia olimpica dedicata con biblioteche e strutture di ricerca incentrate sulle Olimpiadi invernali. Inoltre offre un centro di formazione olimpica giovanile, uno di esperienze VR, un centro di sport (di montagna) e una stazione funicolare per sollevare ulteriormente l’economia della regione in modo sostenibile.

Museo Olimpico Invernale | Collater.al 1

Il team di progettazione ha sviluppato il concept del Museo Olimpico Invernale tenendo pienamente conto del ruolo centrale del sito urbano e naturale, nonché della natura simbolica dell’eredità olimpica dell’edificio.

Quest’ultimo verrà costruito rispettando l’ambiente circostante e il terreno dove si svilupperà che, essendo in pendenza, permetterà l’entrata diretta in tutti i piani. Verrà inoltre costruita una pista da sci che passerà sotto l’autostrada esistente e che terminerà nel cuore del nuovo edificio.

I visitatori delle Olimpiadi di Beijing 2022 potranno raggiungere la cima della pista da sci e la Hall of Fame adiacente attraverso un collegamento diretto con la funivia dal punto centrale dell’edificio. 

Museo Olimpico Invernale | Collater.al 1
Beijing 2022, il primo Museo Olimpico Invernale al mondo
Design
Beijing 2022, il primo Museo Olimpico Invernale al mondo
Beijing 2022, il primo Museo Olimpico Invernale al mondo
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La Maison Louis Vuitton di Seoul progettata da Frank Gehry

La Maison Louis Vuitton di Seoul progettata da Frank Gehry

Giulia Guido · 2 mesi fa · Design

Poco meno di un mese fa il celebre architetto canadese Frank Gehry ha completato il progetto della nuova Maison Louis Vuitton a Seoul. L’edificio, che sorge nel rione di Cheongdam-dong, nel distretto di Gangnam, uno dei più ricchi della città, è la perfetta unione di oriente e occidente. Infatti, da fuori lo store ricorda la Maison Louis Vuitton di Parigi realizzata dallo stesso Gehry nel 2014, mentre il tetto è una palese rivisitazione dei tradizionali tetti coreani. 

La copertura che sovrasta i 5 piani del palazzo è costruita completamente in pannelli di vetro che, attraverso una forma a zigzag, creano una serie di terrazze private. Inoltre, quando di notte sono illuminate, danno ai passanti la sensazione che sulle loro teste ci sia una nuvola evanescente.  Sebbene la facciata sia la prima cosa che salta all’occhio, gli interni, curati da Peter Marino non passano inosservati. 

I cinque livelli sono stati pensati singolarmente, anche se si possono trovare elementi comuni, come l’utilizzo di colori e legno chiari per gli spazi comuni e rivestimenti in pietra per le sale private, in modo tale da creare un clima più intimo. Ogni singolo piano, infine, è collegato da un’enorme scala fluttuante. 

All’interno della Maison Louis Vuitton di Seoul si possono trovare sia capi d’abbigliamento e accessori del brand francese, sia oggetti d’arte e d’archivio, ma anche un piccolo spazio dedicato a esposizioni temporanee. 

Louis Vuitton Maison Seoul | Collater.al
Louis Vuitton Maison Seoul | Collater.al
La Maison Louis Vuitton di Seoul progettata da Frank Gehry
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La Maison Louis Vuitton di Seoul progettata da Frank Gehry
La Maison Louis Vuitton di Seoul progettata da Frank Gehry
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EBIOS, il potenziale villaggio su Marte di Interstellar Lab

EBIOS, il potenziale villaggio su Marte di Interstellar Lab

Anna Cardaci · 2 mesi fa · Design

Lo studio di ingegneri e scienziati parigino Interstellar Lab sta cercando di costruire un sistema ambientale complesso, in un deserto californiano, con il tentativo di approfondire la ricerca su come un essere umano possa vivere su Marte, un pianeta su cui da tempo si sta ponendo molta attenzione.

Il sistema che lo studio sta progettando riguarda una sorta di villaggio terrestre “a ciclo chiuso” chiamato EBIOS, che significa stazione sperimentale bio-rigenerativa.

Tutto il progetto, molto complesso e all’avanguardia, include sistemi per il trattamento delle acque, la gestione dei rifiuti e la produzione alimentare, garantendo un’impronta a zero emissioni di carbonio, zero rifiuti e la conservazione della natura. Quando sarà completamente costruito EBIOS sarà in grado di produrre e riciclare acqua, cibo ed energia per un massimo di 100 persone. L’idea è quella di sviluppare delle tecnologie per rendere possibile la vita su Marte e, se funziona, portarle anche su altri pianeti.

Ciò che dobbiamo portare su Marte per la vita è ciò che dobbiamo proteggere sulla terra in questo momento. L’unico modo per diventare una specie multi pianeta è quello di unire le nostre energie nella stessa direzione. – Barbara Belvisi, CEO e fondatrice di Insterstellar Lab.

Per sviluppare il concept, negli ultimi mesi lo studio ha lavorato a stretto contatto con la Nasa occupandosi di molti aspetti come i sistemi di crescita delle piante, alle tecnologie di stampa 3D fino all’analisi del comportamento umano in un ambiente chiuso grazie allo svolgimento di molti test.
Ogni stazione è stata progettata da Interstellar Lab come centro scientifico dotato di laboratori per sperimentare, testare e sviluppare nuove tecnologie a supporto della vita in quel tipo di condizioni. Inoltre EBIOS sarà una struttura dedicata alla formazione degli astronauti oltre che alla ricerca e l’agricoltura.

L’impianto ospiterà per metà dell’anno i ricercatori che si occupano dello sviluppo di abitazioni su altri pianeti e di vita sostenibile sulla terra, mentre nell’altra metà, sarà a servizio dei turisti che vogliono trascorrere una settimana in cui vogliono sperimentare questo tipo di esperienza.
L’obiettivo prefissato da Interstellar Lab è la costruzione del primo villaggio EBIOS a partire dal 2021.

EBIOS, il potenziale villaggio su Marte di Interstellar Lab
Design
EBIOS, il potenziale villaggio su Marte di Interstellar Lab
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Gli edifici a forma di loghi ideati da Karina Wiciak

Gli edifici a forma di loghi ideati da Karina Wiciak

Anna Cardaci · 1 mese fa · Design

Karina Wiciak – un’architetta polacca che lavora presso il Wamhouse Studio – ha ideato un progetto in cui si è immaginata una serie di case a forma di noti loghi di brand. Il concept comprende quattro edifici: Trihouse, Crosshouse, Rhombhouse e Pyrahouse.

La prima struttura, Trihouse, assume la forma del marchio adidas ed è composta da tre strisce di cemento molto grandi separate da grandi vetrate. Posta in un paesaggio di montagna, dall’edificio si può godere di un’ampia vista grazie sia alle finestre laterali, sia da quelle superiori poste sul tetto. Il design permette la creazione di un’atmosfera aperta che fa penetrare la luce naturale. Le stanze sono inoltre anch’esse divise da vetrate ma che possono essere coperte da delle tende così da ottenere una maggiore privacy. La superficie di Trihouse è di circa 500 metri quadrati e si sviluppa su quattro piani. Al primo ci sono l’ingresso, la cucina, il soggiorno e la sala da pranzo. Successivamente, al secondo piano si trovano una biblioteca, uno studio e i servizi. Gli ultimi due piani sono dedicati alle camere da letto.

Karina Wiciak | Collater.al 2
Karina Wiciak | Collater.al 1
Karina Wiciak | Collater.al 1

La seconda casa, a forma di croce, è la Crosshouse. Il design riprende il logo del brand automobilistico Chevrolet. La struttura è posta in mezzo all’acqua ed è accessibile solo “via mare”. La facciata principale è composta quasi tutta da vetrate fornendo così una vista senza intoppi. La superficie della casa è di circa 250 metri quadrati sviluppata su due piani. Al primo vi sono la cucina, la sala da pranzo e il soggiorno mentre, al secondo piano, ci sono le camere da letto con i servizi.

Karina Wiciak | Collater.al 1

La terza casa ricorda un altro logo di un brand automobilistico: Renault. A forma di rombo, Rhombhouse comprende anch’essa grandi vetrate. Più grande delle case precedenti, è posta in mezzo a un vasto prato. Sviluppata su due piani, la struttura comprende al primo la cucina con soggiorno, sala da pranzo, biblioteca e bagno. Al secondo livello vi è la camera da letto, i servizi e uno studio.

Karina Wiciak | Collater.al 1

Infine, l’ultima casa, la Pyrahouse, ricorda molto una piramide ed è situata in mezzo al deserto. L’edificio si sviluppa su più piani ed è grande più di 300 metri quadrati.
Al primo livello c’è un grande spazio aperto con soggiorno, sala da pranzo, cucina e biblioteca. Al secondo è situato uno studio con bagno e, infine, all’ultimo piano vi è la camera da letto principale e anche il bagno.

Karina Wiciak | Collater.al 1
Gli edifici a forma di loghi ideati da Karina Wiciak
Design
Gli edifici a forma di loghi ideati da Karina Wiciak
Gli edifici a forma di loghi ideati da Karina Wiciak
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