In Afghanistan il corpo e la voce delle donne sono diventati campo di battaglia, terreno su cui il potere talebano esercita un controllo che cancella libertà, futuro, persino la possibilità di immaginarsi altrove. È da questa realtà che nasce No Woman’s Land, il nuovo libro di Kiana Hayeri e Mélissa Cornet, in uscita a novembre 2025 con un lancio previsto a Paris Photo. Ma ripercorriamo la genesi e lo sviluppo di questo progetto così importante.

Il progetto prende forma nel 2024, quando la fotogiornalista iraniano-canadese e la ricercatrice francese viaggiano attraverso sette province afghane per incontrare oltre cento donne e ragazze. I loro racconti, intrecciati a immagini intime e potenti, restituiscono un ritratto corale di una quotidianità fatta di porte chiuse: scuole proibite, parchi inaccessibili, istituti che sopravvivono solo nell’ombra, madri che osservano le figlie rivivere la stessa storia di privazioni. A questo si aggiunge il silenzio imposto a chi appartiene alla comunità LGBTQI+, la cui esistenza viene negata ancora prima che riconosciuta.

No Woman’s Land è un archivio in movimento: alle fotografie di Hayeri si affiancano polaroid, disegni, materiali d’archivio e opere realizzate insieme a ragazze adolescenti afghane. Un montaggio visivo e narrativo che diventa documento storico e allo stesso tempo testimonianza di resilienza.


Il progetto nasce dal sostegno del Carmignac Photojournalism Award e, prima di trasformarsi in libro, ha trovato spazio in mostre e pubblicazioni internazionali, ricevendo premi come il World Press Photo Award e due riconoscimenti ai Pictures of the Year International.

Kiana Hayeri non è nuova a lavori che indagano identità, adolescenza e migrazione in contesti di conflitto, e con No Woman’s Land conferma la sua capacità di trasformare il reportage in un linguaggio visivo capace di empatia e denuncia. Mélissa Cornet, dal canto suo, porta anni di ricerca sul campo come studiosa dei diritti delle donne afghane, rafforzando il libro con testi e materiali che offrono profondità storica e politica.



Il risultato è un oggetto editoriale prezioso, pubblicato in un cofanetto rigido di 268 pagine, pensato per resistere al tempo e restituire la complessità di un presente che rischia di essere dimenticato troppo in fretta. Disponibile in pre-ordine su shop.nowomansland.com, No Woman’s Land è una testimonianza che scava nell’urgenza del presente, chiedendo di non distogliere lo sguardo.

