Tra i settori più colpiti dalla pandemia sicuramente c’è quello turistico e alberghiero. Se da un lato c’è chi, con le dovute precauzioni, non rinuncia alla comodità di un hotel tutto compreso, dall’altro c’è chi ha cominciato a cercare soluzioni alternative dove alloggiare senza avere troppi contatti con altre persone. Per venire incontro a queste nuove esigenze sono nate diverse proposte di alloggio, ad esempio abbiamo visto la casa in legno e trasportabile o il campeggio galleggiante.
Da un paio di settimane però non si parla d’altro delle Nomad’s Pad nel Grand Canyon.
A circa 25 minuti dal Grand Canyon National Park e non lontanissimo da Las Vegas, Jenny e Victor Pegeanu gestiscono un campeggio dove poter godere della bellezza del canyon anche di notte, quando il buio scende e si possono ammirare le stelle come in nessun altro posto.
Quest’anno, oltre alle normali tende, il campeggio offre un nuovo tipo di alloggio che stravolge completamente l’idea tradizionale di campeggio. Le Nomad’s Pad sono facilmente definibili come piramidi di vetro dove alloggiare senza dover rinunciare al contatto con il paesaggio circostante.
Il progetto prevede la costruzione di 10 Nomad’s Pad che apriranno in ottobre e già prenotabili sul sito di Indiegogo. Oltre alla struttura piramidale che ospita solamente un letto matrimoniale, ogni cabina sarà raggiungibile attraverso un vialetto che prima di arrivare alla camera porta a un patio privato provvisto di bagno, vasca idromassaggio, un punto dove accendere il fuoco e sdraio dove potersi sedere e guardare il cielo stellato.
Infine, se è la privacy a preoccupare, le pareti della Nomad’s Pad sono realizzate con vetri che possono diventare opachi premendo solo un pulsante.




