Style Chi è Roy DeCarava, il fotografo nell’ultimo drop di Supreme
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Chi è Roy DeCarava, il fotografo nell’ultimo drop di Supreme

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Tommaso Berra
Roy DeCarava | Collater.al

L’attività alla quale si dedicava Roy DeCarava all’inizio della sua carriera artistica negli anni ’30 e ’40 era quella di pittore e incisore, con brillanti studi e un diploma con lode nel 1938, al quale seguiranno i corsi seguiti l’Harlem Community Art Center (1940–1942) e della George Washington Carver Art School (1944–1945).
Vincent van Gogh e i muralisti messicani Diego Rivera e David Alfaro Siqueiros influenzavano le opere di DeCarava, mentre nasceva in lui la necessità di continuare a raccogliere informazioni visive per i suoi dipinti. A metà degli anni ’40 la 35mm con la quale era solito girare diventa l’unico strumento che lo aiuta a rappresentare la realtà, in particolare quella del suo quartiere, Harlem, con una libertà che la pittura non gli permetteva di avere.
La flessibilità della fotografia diventa presto il perfetto strumento per portare a termine quel ruolo di osservatore ambulante, sulla scia di grandi maestri di quel tempo come Henri Cartier-Bresson, con una propensione più spiccata nel capire il suo rapporto con i soggetti che fotografava nel quartiere di New York piuttosto che comporre un documentario sociale.

 
 
 
 
 
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Nel 1950 Roy DeCarava fa il suo debutto, con una personale che lo porterà a diventare il primo fotografo afroamericano a vincere la borsa di studio John Simon Guggenheim Memorial Fellowship. Harlem continua ad essere al centro della sua ricerca fotografica, che sfocia in quegli anni in The Sweet Flypaper of Life, un’opera fotopoetica che vede immagini del quartiere abbinate alla narrazione del poeta Langston Hughes. Nasce così uno dei grandi classici della letteratura visiva americana.
Negli anni seguenti il contesto di Harlem si fa sempre più centrale e la vicinanza di DeCarava alle conseguenze violente che può portare la discriminazione razziale ha fatto si che il fotografo creasse un legame sempre più forte con Harlem. Le battaglie della comunità afroamericana guidata da Martin Luther King Jr. saranno un soggetto ricorrente della sua produzione in quegli anni e lo scatto che realizzerà a Malcom X entrerà presto nella storia della fotografia.

Il lavoro di Roy DeCarava è tornato alla luce in questi giorni dopo che Supreme ha scelto di utilizzare proprio il ritratto di Malcom X del 1964 per la sua ultima release. Lo scatto compare su tee e hoodie del brand nato a Manhattan ma che ha sempre avuto un legame stretto con la comunità black. I ricavati della collezione (rilasciata il 19 maggio alle 11 EDT) saranno per l’appunto devoluti in beneficienza al Schomberg Center Research in Black Culture di Harlem.

Roy DeCarava | Collater.al
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Scritto da Tommaso Berra

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