Style Intervista a Salehe Bembury per la collezione con Canada Goose & NBA
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Intervista a Salehe Bembury per la collezione con Canada Goose & NBA

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Andrea Tuzio

L’11 febbraio Canada Goose lancerà una collaborazione in edizione limitata con il designer statunitense Salehe Bembury, come parte di una partnership pluriennale con la NBA e per celebrare il 75° anniversario della National Basketball Association.

La collezione unisex Canada Goose & NBA con Salehe Bembury è composta da quattro item e gioca con i contrasti di modelli e materiali che si fondono con il DNA di Canada Goose, incarnando lo stile NBA degli anni ’90 che si basava su libertà, audacia e funzionalità. Questa collaborazione mescola e abbina in chiave innovativa l’estetica iconica del brand.

Salehe Bembury è l’architetto dietro alcuni dei design di sneaker più rilevanti dell’ultimo decennio. Fondato sulla curiosità, il suo brand abbraccia una filosofia di design senza regole attraverso l’uso di colori, materiali e silhouette distinte.
“L’NBA ha influenzato significativamente il mio interesse per il design, crescendo guardando le partite con mio padre e amando tutto della cultura del basket degli anni ’90, dai Knicks del ’94 a Space Jam e The Fresh Prince”, ha dichiarato Bembury.

“Salehe Bembury è uno dei designer più innovativi del mondo di oggi e siamo entusiasti di lavorare con lui come partner di design di quest’anno per l’NBA All-Star 2022”, ha detto Woody Blackford, vicepresidente esecutivo del prodotto, Canada Goose. “La nostra partnership con l’NBA ha aperto le porte a nuove e audaci interpretazioni del marchio Canada Goose. Questa capsule combina la qualità e la funzionalità per cui Canada Goose è rinomata con la ricchezza culturale dell’NBA e l’approccio di design senza limiti di Salehe”.

I 4 item che compongono la collezione sono:
L’Expedition Parka è stato sviluppato per gli scienziati che lavorano in condizioni climatiche estreme ed è stato reimmaginato con un cappuccio in ciniglia oversize e un gilet rimovibile.
Il Pile Concord è caratterizzato da un design all-over dell’impronta del pollice di Bembury.
Il Signal Vest, un capo di transizione con un orlo anteriore oversize per una maggiore copertura e protezione.
La Salopette Tundra è un classico di Canada Goose. È realizzato per proteggere la parte inferiore del corpo da condizioni estreme, dotato di bretelle elastiche regolabili e cordoncino interno per adattarsi al meglio al corpo da un punto di vista delle vestibilità.

La capsule collection viene lanciata della campagna Play in the Open. La campagna di quest’anno – che nasce dall’etica Live in the Open di Canada Goose – è diretta da Foster Huntington, regista americano di stop-motion, ed è incentrata su una narrazione outdoor che si basa sull’annullamento delle regole grazie a una figura come quella di Salehe Bembury, che è libera di “giocare” in ogni contesto outdoor. Le tre animazioni in stop-motion si svolgono in tre ambienti distinti: su un crinale nelle Montagne Rocciose Canadesi, un capanno dedicato di pesca su un lago alpino ghiacciato e un campo da basket su una remota collina. Bembury è raffigurato mentre fa il giocoliere, pesca e gioca a basket, mostrando la versatilità e la potenza di questa capsule collection.
La campagna verrà lanciata a livello globale in concomitanza con il lancio della collezione.

La collezione Canada Goose & NBA con Salehe Bembury sarà disponibile a partire dall’11 febbraio nei negozi Canada Goose di Londra e Parigi, e online su canadagoose.com.

Noi di Collater.al abbiamo avuto la possibilità di fare un po’ di domande a Salehe Bembury a proposito di questa nuova collaborazione. Ecco cosa ci ha detto.

Cosa ti ha influenzato della basket culture nello specifico che possiamo vedere in questa collezione?

Sono stato influenzato dalla moda NBA degli anni ’90, che incarna giustapposizioni audaci e occasionalmente contrastanti di modelli, silhouette, materiali e funzioni. Gli anni ’90 sono stati un periodo di esplorazione della moda, ed è questo ethos che ho esplorato nella collezione Canada Goose & NBA con Salehe Bembury. 

Perché hai voluto lavorare con Canada Goose?

Sono nato e cresciuto a New York e crescendo c’erano sempre marchi basilari per determinati articoli. Alcuni di questi marchi rappresentavano sia il valore che il prestigio. Canada Goose è sempre stato un marchio di base che comunica qualità e dà la priorità alla funzionalità. Provenendo da un background di Industrial Design e passando molto del mio tempo all’aperto, è importante che ciò che uso e/o progetto funzioni al massimo livello. Canada Goose ed io siamo d’accordo su questi principi.

Dove vedi l’intersezione tra tutti e 3 i marchi (Salehe x CG x NBA)?

Tutti e tre i marchi si intersecano utilizzando il “mestiere” per risolvere i problemi. Io utilizzo la mia capacità di design per educare, restituire e soprattutto creare prodotti che portano gioia alle persone. Canada Goose usa il suo rinomato patrimonio di qualità e funzionalità per proteggere dagli elementi, indipendentemente dall’ambiente. L’NBA usa le capacità dei suoi atleti per restituire e arricchire le comunità di tutto il mondo. Nessuna di queste iniziative sarebbe possibile senza il fondamento del “mestiere” di ciascuna entità.

Come descriveresti il brand Salehe Bembury?

Il marchio Salehe Bembury è una combinazione del mio tempo trascorso presso Cole Haan, Yeezy, Versace e persino Payless. È versatile e ancora in evoluzione e prende ispirazione dalla crescita nel centro di New York.

Ci sono dei modelli Canada Goose su cui eri entusiasta di lavorare? 

L’Expedition Parka è stato un pezzo entusiasmante perché è un’icona di Canada Goose, su cui sono estremamente onorato di poter mettere il mio nome.

Sapendo che il tuo studio ha sede a Los Angeles, cosa hai preso dalla cultura di Los Angeles per questa collezione?

Vivendo a Los Angeles, il tempo cambia varia moltissimo da un luogo o da un momento all’altro della giornata. Raramente puoi uscire con un solo capo d’abbigliamento per tutto il giorno e puoi indossare qualsiasi cosa, da una camicia, una felpa con cappuccio o una giacca pesante. Il gilet rimovibile dell’Expedition Parka e le gambe avvolgibili della Salopette Tundra parlano del bisogno di adattabilità a prescindere dalle condizioni climatiche.

Ci puoi parlare del processo di creazione di questo universo in cui hai portato Play in the Open?

Quando disegno, cerco sempre di creare anche un’esperienza, e Play in the Open è una conversazione che si basa sulla scoperta attraverso l’esperienza. Quando la pandemia ci ha costretti a vivere l’aria aperta, la natura è diventata un luogo di conforto. Quando un prodotto può anche motivare una persona a fare, andare o giocare, quel prodotto ha un valore esponenziale e l’intenzione di questa collaborazione è davvero radicata nella parola “play”.

Puoi parlarci del processo di collaborazione con Foster Huntington?

Questa è la prima volta che qualcun altro ha avuto un ruolo così importante nella realizzazione di una campagna insieme a me. Incontrare qualcuno così entusiasta della sua passione quanto te è raro, ma mi sono bastati pochi minuti per essere ispirato da Foster. Il suo contributo a questo progetto era necessario affinché fosse completo in ogni suo aspetto.

Quali regole volevi cambiare o rompere con questa campagna?

La campagna Play in the Open ha introdotto un livello di fantasia che non c’era con le campagne precedenti. Dall’osservare i miei interessi all’aperto all’includere più emozioni nella presentazione, abbiamo coinvolto la vivida immaginazione di Foster e aggiunto elementi magici per dare vita alla campagna. Foster è una persona dirompente, il che si adattava perfettamente a tutto il contesto. Il risultato: una campagna che mostra cosa succede quando un gruppo di creativi ispirati si riunisce in una stanza e discute su come raccontare una storia per “tutti”.

Qual è stato il tuo momento preferito nel lavorare a questa collaborazione con Canada Goose e l’NBA? 

Alla fine, sapere che tutte le conversazioni, le idee e le sfide che abbiamo superato con Canada Goose, NBA e Foster sono state trasformate in prodotti e contenuti tangibili è la sensazione più gratificante. 

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Scritto da Andrea Tuzio
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