Gli scatti di Marit Beer sono oscuri e misteriosi, raccontano storie di paesi lontani e sconosciuti dove fa freddo, c’è silenzio e l’aria è umida.
Per entrare nel suo mondo basta osservare le sue fotografie: sembra di essere in un’altra realtà, isolati, lontano dalla confusione della civiltà, tra piccoli borghi incustoditi circondati dalla campagna selvatica.
Guardare i suoi scatti è come riviverli, ci si immerge in un mondo scomodo di ricami e merletti, tra vecchie stoffe sgualcite e sbiadite dal tempo. Ne si percepiscono i pensieri e le angosce: il tempo che passa, il peso dell’esistenza e l’intimità dei segreti.
I suoi soggetti sono autentici ma sembrano sempre scomparire, sono fantasmi che non si mostrano mai nella loro interezza, spiriti impenetrabili, enigmatici ed inquietanti.
Le fotografie di Marit Beer ci coinvolgono e ci trascinano lontano dalla realtà, sono antichi dipinti sbiaditi dal tempo.
















