In un articolo del 12 gennaio 2015 la CNN definisce il SentieroItalia “il più grande tra i grandi cammini“, che tocca tutte le regioni italiane, oltre 350 borghi per un totale di circa 7.000 km, otto volte il Cammino di Santiago. La particolarità di questo percorso è però quella di essere semi sconosciuto anche a molti esperti del trekking. Tra questi c’erano anche Yuri Basilicò, Sara Furlanetto e Giacomo Riccobono, i tre fondatori di Va’ Sentiero, i quali una volta venuti a conoscienza del percorso hanno intrapreso un progetto ambizioso, quello di percorrere il Sentiero Italia in un’iniziativa sperimentativa e partecipativa sulle catene montuose della penisola. Nel 2017 il team nasce come iniziativa sociale basata sull’idea di condivisione, per allargarsi poi nel 2019 grazie ad alcuni sponsor e alla prima campagna di crowdfunding. Il primo maggio si parte da Muggia (TS) e l’arrivo a dicembre a Visso, nel Parco dei Monti Sibillini, sancisce la fine della prima tranche del cammino.
Dal Passo Primalpia (2.480 m s.l.m.), la vista si apre sulla Val dei Ratti (SO). Dopo le ardue
montagne della Valtellina, stiamo per giungere sul Lago di Como. Giugno 2020.
Il 2020 coincide con uno stop dovuto alla pandemia e alla pubblicazione di una guida sul Sentiero Italia, percorso ripreso nella primavera del 2021 tra Sicilia, Sardegna, Campania, Basilicata e Calabria. Quella di Va’ Sentiero non è (solo) un’impresa sportiva, ma anche un importante studio sociale per documentare tutti gli aspetti culturali delle terre alte, per riattivarle e tenere traccia di cambiamenti che sono tutt’ora in atto. Grazie alle foto scattate emergono temi forti come la migrazione dai piccoli borghi di montagna verso le valli, con la conseguente perdita di tradizioni e di un’economia sostenibile che da secoli si sviluppava in alta quota grazie ai prodotti della terra. Oltre all’abbandono le foto mostrano anche la biodiversità del paesaggio, dalle cime innevate delle Dolomiti ai luoghi mistici e ricchi di leggende dell’entroterra siciliano. Nel weekend dell’8-10 aprile alcune delle foto più belle della spedizione di Va’ Pensiero – e di altri circa 3000 partecipanti all’iniziativa – saranno esposte a Milano all’interno del Vibram Connection Lab di via Voghera, 11.
Il profilo del Monte Cristallo visto dalla cima del Monte Piana (2.324 m s.l.m.), nelle Dolomiti
di Sesto, sul confine tra Veneto e Trentino Alto Adige. Maggio 2019.Vista su alcuni borghi delle Valli del Natisone dal Rifugio Pelizzo (1.641 m s.l.m.), posto
sotto la cima del Monte Matajur, in Friuli Venezia Giulia. Negli ultimi decenni la vegetazione
boschiva si è infittita al punto che ormai i paesi si scorgono a stento; questo fenomeno è
conseguenza del drastico spopolamento delle Valli del Natisone, altresì chiamate Benecia (o
Slavia friulana), che si estendono tra Cividale del Friuli (UD) e i monti che sovrastano
Kobarid, nota un tempo come Caporetto. Maggio 2019.Le nuvole giocano al tramonto sui crinali del Monte Portella, nei pressi dello storico Rifugio
Duca degli Abruzzi (2.388 m s.l.m.). Abbiamo appena disceso la cima del Gran Sasso
d’Italia, la più alta dell’intero Appennino continentale. Settembre 2020.La rinomata zona di Carezza in Val d’Ega, nelle Dolomiti dell’Alto Adige, è stata devastata
dall’uragano Vaia a fine ottobre 2018. Vaia rappresenta un fenomeno meteorologico
singolare, riconducibile all’instabilità climatica causata dall’impattante attività umana. Giugno
2019.Attila, un signore tedesco dallo spirito anti conformista approdato trent’anni fa in Sicilia,
passeggia con il suo fedele compagno d’avventure, Tyson, tra i megaliti dell’Argimusco
(ME), un luogo mistico e ricco di leggende. Maggio 2021.Ingresso sbarrato di una casa abbandonata nel borgo di Sigilletto, nel comune di Forni
Avoltri (UD), in Friuli Venezia Giulia. Il borgo si trova a 1.121 m s.l.m. e conta oggi 62
abitanti. Maggio 2019.Dal Passo Primalpia (2.480 m s.l.m.), la vista si apre sulla Val dei Ratti (SO). Dopo le ardue
montagne della Valtellina, stiamo per giungere sul Lago di Como. Giugno 2020.Anna Jahier ha gestito per decenni il Rifugio Pzit Rei nel borgo occitano di Usseaux (TO),
insieme al marito Claudio Challier. Il rifugio si trova in Val Chisone ed è posto tappa della
GTA, la Grande Traversata delle Alpi, molto conosciuta tra gli escursionisti stranieri.
“Nonostante le difficoltà oggettive, non potrei immaginare una vita migliore di questa” ci ha
detto quando l’abbiamo conosciuta. Agosto 2019.Teresa Italiano e Antonio Barca sono stati pionieri dell’escursionismo in Aspromonte (RC),
Calabria, contribuendo allo sviluppo di una nuova narrativa del territorio.
Insieme gestiscono il Rifugio Biancospino, il primo nato nel Parco (a 1.260 metri s.l.m.),
dove all’accoglienza affiancano attività di educazione ambientale, orticoltura e laboratori di
panificazione. Antonio è inoltre impegnato come volontario nella lotta agli incendi. Settembre
2021.