Dopo il tragico epilogo della Seconda Guerra Mondiale il Giappone ha dovuto ricostruire non solo la propria identità come popolo ma anche intere infrastrutture. A partire dal dopoguerra, in molte città è iniziato un processo di rinnovamento viario, ma anche di sistemi strettamente collegati ai nuovi sviluppi urbanistici. Secondo quanto raccontato dal magazine giapponese Sabukaru, a metà degli anni ’80 un funzionario di stato di cui non si conosce il nome avrebbe avuto l’idea di sensibilizzare i cittadini ai costi di riqualificazione delle città, provando a giustificare i continui cantieri presenti per le strade. Per farlo si è quindi iniziato a decorare i tombini, una tecnica definita drainspotting, con la quale si realizzano superfici colorate che ricordano le matrici utilizzate per le incisioni, andando a decorare le strade di tutta l’isola.
Il 95% dei 1780 comuni e isole del Giappone ora presenta tombini personalizzati, per un totale di circa 12000 diversi design, sui quali compaiono personaggi della tradizione popolare, vedute del Monte Fuji, citazioni a squadre sportive e una grande quantità di personaggi del mondo manga e anime.
I costi per realizzare questi tombini sono maggiori rispetto alla soluzione tradizionale, ma l’importanza del drainspotting nella città non è da sottovalutare. Intorno ai tombini si è creato un vero a proprio movimento di community che ne segnala esempi meno conosciuti, ma anche concorsi statali nei quali le prefetture invitano i cittadini a progettarne alcuni da zero.
Il drainspotting si poggia su una lunga tradizione Giapponese che prevede la ludicizzazione di prodotti statali per educare i cittadini a tematiche politiche o a iniziative di riqualificazione, come appunto quella fognaria. Molti drainspotter hanno raccolto fotografie di tombini in almanacchi e libri illustrati, altri li utilizzano per condividere la propria arte, espressioni raccolte in quella che viene definita “galleria d’arte per le strade”.
Tra i soggetti preferiti ci sono quelli del mondo manga (Pokémon su tutti specialmente nelle metropoli) ma in tutto il paese in generale i tombini rimandano alla più radicata tradizione delle xilografie del mondo fluttuante, con ciliegi, vedute dei paesaggi e iconografie legate a tradizioni popolari di ogni prefettura. Nel prossimo viaggio a Tokyo provate a stendere un foglio di carta per terra e sfregare come nel frottage, potreste trovarvi tra le mani delle bellissime opere d’arte.
