Gli UGG ne hanno fatta di strada

Gli UGG ne hanno fatta di strada

Anna Frattini · 7 mesi fa · Style

Dagli anni ’70 fino a oggi, gli UGG – gli stivaletti col pelo più chiacchierati di sempre – sono arrivati anche sulle passerelle della New York Fashion Week, in collaborazione con Collina Strada. Ma vediamo qualcosa in più della storia di questa scarpa e di come è arrivata a sfilare insieme a uno dei brand più interessanti, controversi e divertenti della NYFW. Il tutto con un aspetto totalmente diverso da quello che ci aspettavamo.

Nel 1978 un giovane surfista australiano fonda il brand UGG nella California del sud portando in America un prodotto tipicamente aussie. Un’idea diversa che porta il founder, Brian Smith, a voler trasmettere le sue radici e la sua passione per gli scarponcini di montone. Una passione che affonda le sue radici nella cultura dell’allevamento di pecore tipica australiana. Così UGG – crescendo anno dopo anno – diventerà il simbolo di una vibe rilassata tipica della cultura surfista della California meridionale. Fino all’arrivo dei Naughties, quando la scarpa diventa davvero iconica e prende d’assalto il mondo della moda street style newyorkese ritagliandosi un posto addirittura sulle pagine di Vogue.

Non è certa l’etimologia della parola UGG ma secondo alcuni potrebbe provenire proprio da ugly. Il nome perfetto per una delle scarpe che hanno definito – insieme a Crocs, New Balance e Birkenstocks – l’ugly shoe trend. Ora gli UGG sono arrivati alla NYFW per una collaborazione del tutto sorprendente che celebra il potenziale della forza femminile e dell’unione delle donne. A Brooklyn Grange, Collina Strada ha fatto parlare molto di sè sopratutto quando le modelle – una volta incontrato l’obbiettivo della fotocamera – hanno assunto una posa e un sorriso forzatissimi. Il tutto per lanciare il messaggio che nonostante nel nostro pianeta stia andando tutto a rotoli fare moda sia ancora divertentissimo.

Quello con UGG è un progetto dalle tinte colorate e dal carattere divertentissimo con Mary Janes a punta, zoccoli ispirati a figure animali – un tema ricorrente nella storia di Collina Strada -, e sandali con plateu colorati e tulle. Gli animali raffigurati in questa collezione sono fenicotteri, cani e mostri, tutti dall’aspetto eccentrico e audace che ritrovandosi insieme a ispirazioni floreali diventano astratti. I look sono tutti interessantissimi e rispecchiano in pieno lo stile. Non è sicuramente la prima volta che UGG collabora con brand di moda di questo calibro, ma l’innovazione portata da Collina Strada – che porta anche l’AI nel design – eleva i prodotti del brand di calzature dandogli colore e un carattere ben definito.

@hautelemode Collina Strada took on two of the most pressing issues of our time in just one fashion show: AI & Climate Change! It resulted in a besutiful amalgamation of textures and flow, with an eco-punk edge that shows the weird but wacky beauty of New York Fashion Week #fashion #nyfw #newyork #nyc #ny #newyorkfashionweek #fashionweek #fashionshow #style #design #designer #fashiondesign #fashiondesigner #collinastrada ♬ Choking on Flowers – Fox Academy

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Tintilia di Lello Muzio parla di tradizione e Molise

Tintilia di Lello Muzio parla di tradizione e Molise

Collater.al Contributors · 2 giorni fa · Photography

Osserviamo i progetti di Lello Muzio già un pò. Prima in occasione dell’edizione di Liquida Photo Fest dell’anno scorso ma anche in occasione di S O S P E S A, un percorso composto da otto immagini di fotografia concettuale. Questa volta parliamo di lui in relazione a ‘Tintilia‘, un altro progetto fotografico che si ispira alla preghiera al vino, «con il quale eliminare gli affanni e cantare in una lingua che va al di là dell’umano». La protagonista è la ballerina Francesca Sara Spallone e questa serie di immagini e un vero e proprio omaggio alla sua terra, il Molise, e «alla sua remissiva e tribale saggezza» come ci dice Lello Muzio attraverso le parole di Antonio Mastrogiorgio.

Tintilia di Lello Muzio sarà in mostra anche nell’edizione di Liquida Photo Fest di quest’anno, dal 3 al 5 maggio a Torino.

Tintilia di Lello Muzio parla di tradizione e Molise
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La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova

La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova

Giulia Guido · 2 giorni fa · Photography

Nata a San Pietroburgo, è da anni che Kira Gyngazova trascorre il suo tempo tra l’Asia e l’Europa, da Bangkok a Parigi. Questi continui trasferimenti hanno inciso non solo sulla sua vita, ma anche sulla sua fotografia. Infatti, è proprio quando si è trasferita la prima volta che Kira Gyngazova ha sentito la necessità di comprare una macchina fotografica e iniziare a catturare ciò che la circondava, nuovi volti, nuove strade, nuovi luoghi. 

Con il tempo, Kira ha spostato la sua attenzione sulle persone che vivono le città, cercando di mostrare come a volte la vita in grandi metropoli iper-popolate possa essere solitaria. La stessa Kira Gyngazova, ad ogni nuovo trasferimento, notava come fosse facile vivere in mezzo a milioni di persone e sentirsi comunque soli e come le città si trasformavano in deserti. 

Proprio per questo motivo i suoi scatti raccontano di locali semi vuoti dove ognuno vive in solitaria la propria esistenza, di persone sedute su un autobus o un traghetto con gli sguardi persi nel vuoto, circondati da altrettanti sguardi vuoti e indifferenti. 

Inoltre, la solitudine delle persone sembra avvolgere i luoghi, le stanze spoglie e monocolore, le fermate della metropolitana deserte.

Qui sotto puoi trovare alcuni scatti di Kira Gyngazova, ma per scoprirne di più visitate il suo sito e il suo profilo Instagram

La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova
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Gli autoritratti introspettivi di Handra Rocha

Gli autoritratti introspettivi di Handra Rocha

Federica Cimorelli · 1 giorno fa · Photography

Handra Rocha, in arte fotolucida, è una fotografa autodidatta messicana, di Tampico in Tamaulipas. La sua arte si concentra sull’autoritratto come mezzo di analisi, catarsi ed esplorazione interiore.

Disconnect to create from source.

Le sue fotografie, a colori o in bianco e nero, la vedono immersa in paesaggi naturali desolati dove è possibile entrare in profonda connessione con il circostante. Handra Rocha mescola fotografia, make-up, styling e set design e dà vita a immagini creative, equilibrate e sospese nel tempo.

– Leggi anche: I progetti fotografici di nudo artistico di Dawid Imach

Guarda qui una selezione delle sue opere, seguila su Instagram e visita il suo sito personale

Gli autoritratti introspettivi di Handra Rocha
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Il surrealismo storico di Phillip Toledano

Il surrealismo storico di Phillip Toledano

Anna Frattini · 22 ore fa · Photography

Di intersezioni fra il mondo dell’Intelligenza Artificiale e quello della fotografia ne abbiamo parlato tantissimo nel corso degli ultimi mesi, sopratutto in occasione di Photo Vogue e del contributo di Andrea Baioni nei visual di questo articolo di Laura Tota. Torniamo a riparlarne oggi con l’uscita del libro di Phillip Toledano, Another America – pubblicato da L’Artiere. L’artista parla di surrealismo storico commentando l’uscita di questo progetto, tutto da scoprire in questo progetto, in vendita dal 25 aprile.

Another America di Phillip Toledano è una storia inventata ambientata a New York. Un viaggio negli anni ’40 e re-immaginati attraverso l’AI e i brevissimi racconti di John Kenney – penna che avrete letto sul New Yorker. Questo libro nasce da una riflessione sulla verità e sulla situazione politica americana, il tutto in un paese consumato dalle teorie del complotto. Segue a ruota l’arrivo dell’AI che corrobora questo sentimento ed ecco Toledano, pronto a mettere in discussione anche la fotografia grazie all’aiuto del primo mezzo in grande di rendere tutto vero e niente vero.

«Per me, la cosa affascinante dell’IA è la possibilità di ciò che chiamo surrealismo storico. L’arrivo dell’intelligenza artificiale significa che ogni bugia può ora avere una prova visiva convincente. Possiamo ricreare il mondo come non è mai stato. Per ogni teoria del complotto, può esserci una prova visiva» racconta Phillip Toledano.

Credit Phillip Toledano – Another America courtesy of L’Artiere

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