On the road nel sud ovest dell’Inghilterra

On the road nel sud ovest dell’Inghilterra

Sara De Luigi · 3 anni fa · Style

L’Inghilterra è un romanzo meraviglioso, uno di quelli che non riesci a smettere di leggere ma allo stesso tempo vorresti non finissero mai.

I ricordi sfumati sono ancora più belli: quelli levigati dal tempo, quelli dai confini sbiaditi ma dai dettagli perfetti. Ricordo ogni dettaglio del mio viaggio nel sud ovest dell’Inghilterra: dal colore delle scogliere del Dorset ai rari tramonti visibili ad aprile dove la terra finisce, in Cornovaglia, fino alla morbidezza di quell’erba che ricopre tutta la costa che ho percorso, da Lulworth Cove, fino a prima di entrare a St. Ives.

Il nostro viaggio inizia a Londra. Attraversiamo il Wiltshire, con una tappa a Stonehenge, poi proseguiamo per le contee di Dorset e Devon, fermandoci dove il tempo lo permette. Come a Durdle Door dove la gente pranza in spiaggia una domenica di sole, o a Shaftesbury, Dorset, dove le persone passeggiano lentamente, dando un’importanza diversa al tempo, o ancora al Pythouse Kitchen Garden tra le case isolate, le fattorie e i campi di fiori gialli.

Ma il sud ovest del Regno Unito non è solo perfezione: lasciato il Dorset guidiamo anche attraverso due enormi parchi naturali, dove lo scenario si modifica completamente: la natura è regina, c’è lei e poi basta. Il parco nazionale di Dartmoor è immerso nella nebbia: le strade sembrano infinite e bisogna guidare piano, perché i suoi abitanti preferiscono non sottostare a nessuna legge.

A Exmoor National Park invece si lasciano cercare: camminiamo a lungo nel nulla, dove la vegetazione si alza da terra solamente in qualche albero modellato dal vento.

La storia cambia ancora, man mano che si va verso ovest, entrando in Cornovaglia: siamo in macchina, guidiamo verso il tramonto velocemente, dal finestrino vediamo cambiare la terra, incontrando e lasciando luoghi in pochi minuti, dopo avergli promesso di ritornare.

La Cornovaglia è natura selvaggia che si governa da sé. Camminiamo sulla costa, c’è un sentiero che la segue tutta, rientrando leggermente nei precipizi e sporgendosi fino al mare nelle baie sabbiose.

Ci fermiamo parecchie volte per cercare di creare ricordi. Ci fermiamo di fronte a quei posti che conserveremo tra i ricordi, dove la terra finisce, dove felicemente convivono il piccolo e l’immenso e non si riescono a definire i confini del cielo.

On the road nel sud ovest Inghilterra | Collater.al

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Santorini, l’isola spot

Santorini, l’isola spot

Riccardo Fisichella · 3 anni fa · Style

Lo scorso Maggio ho passato una settimana in quest’isola stupenda con la mia Lei. E tra una feta-al-sesamo-e-miele, un’insalata ed una porzione di moussaka ho fatto anche qualche foto mentre digerivo.

Una delle cose che capisci subito è che l’isola è totalmente organizzata per i turisti: Hotel, b&b, campeggi, ristoranti, auto-noleggi, moto-noleggi, quad-noleggi, barche-noleggi, tutto-noleggi e se continuo così so che poi smetti e non leggi, quindi mi fermo qua. Ma per fortuna, visto il periodo, ci siamo imbattuti in una quantità irrisoria di turisti, spesso le spiagge erano quasi deserte e molti locali erano ancora o chiusi o in ristrutturazione. Insomma, Santorini stava finendo di truccarsi.

Qui non c’è nessuna traccia evidente della famosa crisi economica greca che leggiamo ormai da anni su tutti i quotidiani del globo. Anche i vecchietti che fanno affari con il trasporto di turisti per mezzo degli asini guadagnano più di te visto che a fine stagione prendono una percentuale sugli incassi dalla funivia che gli avrebbe potuto rubare il lavoro.

Turismo vuol dire anche foto-ricordo, che a sua volta, nella nostra ego-era vuol dire selfie. Selfie chiama spot, e di spot Santorini ne è piena. Tra splendidi panorami e casette con piscina sugli strapiombi ogni angolo è buono per fotografare. In alcuni posti te lo consigliano loro, in altri devi pure fare la fila ed aspettare il tuo turno per portarti a casa un’immagine-ricordo e mediamente devi cercarti uno spazietto tra shooting fashion e giovani coppie di sposini asiatici con vestiti da cerimonia.

Per questo motivo, spesso trovi dei divieti legati alle foto: non puoi salire sui tetti, non puoi fotografare i bambini vicino la scuola, non puoi usare i droni e non puoi andare in certe stradine, dove, immagino, vivono i locali. Per ciò che mi riguarda di spot ve ne consiglio uno, uno dei pochi dove non ho visto altre persone fare foto: la sala fumatori dell’aeroporto. Così siete pronti a ripartire per andare altrove.

           

Potete trovare l’intero reportage qui.

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La Renault TreZor vince il Design Award for Concept Cars & Prototypes

La Renault TreZor vince il Design Award for Concept Cars & Prototypes

Federico Fabbri · 3 anni fa · Style

A Villa D’Este, in occasione del Concorso d’Eleganza automobilistica più esclusivo al mondo, non si celebrano soltanto vetture classiche. Forse non tutti sanno del Design Award for Concept Cars & Prototypes, assegnato per referendum pubblico, che premia la vettura del futuro prossimo più bella e tecnicamente interessante durante la manifestazione patrocinata da BMW Group.

Domenica 28 Maggio il trofeo è andato alla Renault TreZor, granturismo elettrica d’oltralpe presentata al salone di Parigi del 2016 che incarna esteticamente e tecnicamente la visione di mobilità del futuro.

Le sue linee sono semplici, sensuali e accoglienti, ha un muso molto caratteristico che si solleva completamente insieme al tetto per consentire l’accesso all’abitacolo. Superfici vetrate rosse, come gli interni. Monta una power unit progettata alla luce dell’esperienza in Formula E, dove Renault è già stata per due volte campione del mondo senza emissioni. Ha 350 cv e una coppia di 380 nm. Raggiunge i cento chilometri orari in meno di quattro secondi. È lunga oltre quattro metri e mezzo, larga più di due e alta poco più di uno. La concept francese esibisce vezzi da supersportiva: le prese d’aria a nido d’ape sul cofano sono a geometria variabile e, quando in movimento, danno l’impressione che il veicolo respiri.

TreZor permette di scegliere fra tre differenti modalità di guida (Neutral, Sport o Autonomous) che influenzano l’illuminazione esterna (l’auto fa capire quando è guidata o meno dall’elettronica, ndr) e la forma della plancia: il volante, ad esempio, si rimpicciolisce quando non è utilizzato. Sistema KERS di serie. Display touch screen vari ed eventuali. Benvenuti nell’epoca successiva.

La Renault TreZor vince il Design Award for Concept Cars e Prototypes | Collater.al

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A Berlino con Jaguar per scoprire i segreti della FIA Formula E

A Berlino con Jaguar per scoprire i segreti della FIA Formula E

Collateral Crew · 2 anni fa · Style

Berlino, 10 giugno, il caldo inizia a farsi sentire e l’atmosfera della città è potente come sempre. Il motivo del nostro soggiorno nella città è seguire il gran premio di FIA Formula E assieme a Jaguar.

Prima di questo viaggio conoscevamo poco tutto quello che ruota attorno a questo mondo e ci siamo trovati sorpresi. L’appeal non è legato all’ambiente competitivo, alla lotta per il titolo o alla fama per il pilota. L’atmosfera è completamente diversa, il contesto è carico di innovazione, di ambizione. La voglia è quella di promuovere un nuovo universo, conosciuto a molti ma ancora con infinite possibilità di espansione.

L’approccio di Jaguar e delle altre case in gara, è di forte sensibilizzazione, il desiderio è quello raccontare contemporaneità e innovazione. Tutto questo ovviamente con un approccio ludico e agonistico.

Uno dei dettagli più interessanti e innovativi nel corso della gara è infatti il FanBoost, una strategia per rendere il pubblico parte attiva della competizione e al tempo stesso una ulteriore forma di sensibilizzazione al mondo dell’elettrico. Tramite un app, ma anche attraverso un sito dedicato e tramite i Social Network, si ha la possibilità di scegliere il proprio pilota preferito. I tre più votati durante la gara avranno a disposizione dell’energia in più per acquisire vantaggi.

L’universo che ruota attorno alla Formula E è molto variegato e ha una visione molto chiara volta al futuro e Jaguar è uno dei marchi più rappresentativi, uno dei pionieri di questa innovazione.

Una volontà dimostrata anche dalla I-PACE Concept, la sua prima auto completamente elettrica presentata in occasione del Salone di Los Angeles 2016, un gioiello che anticipa le strategie del marchio inglese e che si trasformerà in un prodotto di serie nel 2018.

Testo e foto: Andrea Benedetti

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Porsche e NABA, un progetto ispirato dalla Porsche di Janis Joplin dipinta da Dave Richards

Porsche e NABA, un progetto ispirato dalla Porsche di Janis Joplin dipinta da Dave Richards

Federico Fabbri · 2 anni fa · Style

Giovedì 15 giugno è stata svelata al ristretto pubblico di presenti la livrea della Porsche 718 Boxster che ha vinto il concorso indetto dal Centro Porsche Milano e dalla Nuova Accademia di Belle Arti (NABA). Il workshop ha messo alla prova oltre quaranta team, formati tra gli studenti di Graphic Design e Art Direction, cui era stato chiesto di dar sfogo alla propria fantasia riprendendo i colori psichedelici della 356 Cabriolet che la cantante Janis Joplin fece colorare da Dave Richards.

La vittoria è andata al progetto degli studenti Marradi, Anselmini e Anese che hanno prodotto una carrozzeria fresca, un elegante mix di toni caldi e non, cromie estive tra il giorno e la notte.

Il brief di Porsche era intitolato “Storie di Milano” e prevedeva ispirazioni culturali, musicali e visive dagli anni sessanta, con le quali gli studenti avrebbero dovuto riprodurre qualcosa caratteristico di Milano.

La livrea vincitrice ha il Duomo di Milano sul cofano anteriore e si arricchisce con un mix ben equilibrato tra disegno vettoriale, mano libera (sulla tavoletta grafica, ndr) e graphic design. Tra i dettagli più particolari, gli specchietti retrovisori esterni con la vernice che sembra colare sulla fiancata, oppure l’affascinante grafica che decora il cofano posteriore, ispirata a un romantico e sognante cielo stellato.

La vettura ha già iniziato un proprio tour che la vedrà ospite in amene località balneari, dopo aver fatto visita all’Atelier Porsche di via della Spiga. Dopo la stagione estiva, fino alla fine dell’anno, sarà esposta nelle sedi dei Centri Porsche Milano Est e Milano Nord.

Porsche e NABA, un progetto ispirato dalla Porsche di Janis Joplin dipinta da Dave Richards | Collater.al

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