Style Bottega Veneta SS27: un cartone diventa una seduta e un invito diventa un’opera
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Bottega Veneta SS27: un cartone diventa una seduta e un invito diventa un’opera

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Arianna Maria Leva

Per la sfilata Primavera/Estate 2027 Bottega Veneta parte da un materiale semplice e quotidiano, apparentemente lontano dall’idea di lusso: il cartone. Un materiale che, attraverso pieghe, deformazioni e interventi manuali, perde la sua funzione originaria per trasformarsi in qualcosa di nuovo. Non solo sedute, ma anche un grande invito che porta con sé lo stesso gesto e la stessa attenzione per la materia. 

L’idea è quella di Illya Goldman Gubin, artista ucraino classe 1992, con base a Berlino, che lavora tra scultura, installazione e design. Per il set della sfilata, l’artista ha portato la sua serie Karton Hocker, che si traduceletteralmente “sgabello di cartone”, all’interno dello spazio di Bottega Veneta, trasformando normali scatole da imballaggio in sedute uniche.

Il procedimento parte proprio dal gesto, le scatole vengono afferrate, schiacciate e deformate fisicamente, lasciando che siano le pieghe e la resistenza del materiale a determinare la forma finale. Una volta modellato, il cartone viene rinforzato con fibra di vetro e resina epossidica, diventando abbastanza solido da sostenere il peso di una persona. Il risultato conserva però le imperfezioni, le ammaccature e le tracce della manipolazione. Ogni sgabello è quindi diverso dall’altro.

È proprio questo passaggio dal fragile al resistente a rendere interessante la ricerca di Goldman Gubin. L’artista ha iniziato a lavorare con carta e cartone durante la pandemia, dopo essersi concentrato in precedenza soprattutto su materiali come resina e fibra di vetro. La serie Karton Hocker ha iniziato a prendere forma nel 2020 ed è stata presentata per la prima volta nel 2021. Nel suo lavoro, il materiale non è qualcosa da dominare completamente: al contrario, diventa parte del processo decisionale.

Per Bottega Veneta, questo approccio acquista anche un significato preciso. Le alette delle scatole, piegate e incastrate tra loro, ricordano infatti la struttura dell’Intrecciato, la lavorazione che da sempre identifica la maison. Così il cartone, materiale associato al trasporto e all’imballaggio, assume una nuova funzione e rimanda a uno degli elementi più riconoscibili della casa.

Ma il progetto non si ferma alle sedute. Lo stesso gesto che modifica il cartone viene applicato anche all’invito della sfilata di Bottega Veneta. Il poster, che presenta la comunicazione dello show, viene accartocciato manualmente prima di essere consegnato agli invitati. Goldman Gubin e alcuni membri della maison hanno piegato e manipolato gli inviti uno a uno, trasformando un oggetto normalmente seriale in una serie di pezzi tutti differenti.

Nel caso dell’invito, la scala cambia rispetto al classico, da un semplice foglio si passa a un grande manifesto di carta stropicciato, quasi una superficie scultorea. Le pieghe non sono quindi un incidente da correggere, ma diventano parte dell’immagine stessa. È una logica che attraversa tutta la collaborazione: non nascondere il segno della mano, ma renderlo visibile.

Anche i fiori appoggiati sulle sedute seguono questa idea di trasformazione. Su ogni Karton Hocker è stato posizionato un fiore realizzato a mano dall’atelier di pelletteria Bottega Veneta, tra tulipani, gigli e peonie, introducendo un elemento organico e colorato all’interno dello spazio bianco e minimale della sfilata.

Il progetto di Goldman Gubin incontra meglio la visione di Louise Trotter per la Summer 2027: tutto sembra parlare di leggerezza, movimento e possibilità, ma senza rinunciare alla materia. Il cartone viene piegato, la pelle viene intrecciata, i fiori prendono forma dalle mani dell’atelier. Persino l’invito, prima ancora che la collezione inizi, porta già con sé la traccia di un gesto. Per Goldman Gubin la distinzione, nel suo lavoro, passa dalla funzione: gli oggetti possono essere utilizzati, ma nascono prima di tutto da un’idea e da una narrazione. È proprio questa ambiguità a rendere i Karton Hocker interessanti, sembrano scatole che hanno perso la loro funzione, finché non ci si siede sopra e diventano qualcos’altro.

Per Bottega Veneta, dunque, il cartone non è semplicemente un materiale povero scelto per il set. Diventa un modo per portare il gesto, l’imperfezione e la trasformazione dentro ogni elemento della sfilata. Dalla grande carta dell’invito alle sedute disseminate nello spazio, ciò che normalmente dovrebbe essere identico per tutti diventa irripetibile.

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Scritto da Arianna Maria Leva

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