Come ogni anno, i possibili argomenti legati al Super Bowl LX, che ha avuto luogo questa notte al Levi’s Stadium di Santa Clara in California e ha visto i Seattle Seahawks vincere contro i New Englands Patriots, sarebbero infiniti. A partire dall’attesissimo show dell’halftime con Bad Bunny, fino ai commenti di Trump, dalla presenza sul palco di Lady Gaga a quella sugli spalti della coppia del momento, ovvero Kim Kardashian e Lewis Hamilton, fino ad arrivare alla sfilza di trailer che hanno annunciato i film che vedremo nel prossimi mesi e di commercial esilaranti.
È proprio di questi ultimi che vogliamo parlare, ma non con la solita lista infinita o con una classifica fine a sé stessa. Nel mare di commercial, di volti noti, di brand giganteschi c’è un nome che abbiamo visto due volte e di cui abbiamo subito riconosciuto la firma: Yorgos Lanthimos.
Il regista greco che da oltre 10 anni affascina il pubblico creando storie surreali, magnetici e disturbanti ha diretto non uno, ma ben due commercial.
Da un lato abbiamo The Feest per Grubhub – servizio di food delivery – che ci riporta nelle sale de La Favorita, durante un banchetto reale. A riportarci ai giorni nostri è un George Clooney, vestito con maglione a collo alto e blazer che ricorda al pubblico e ai commensali che per l’occasione le spese di spedizione sono a carico di Grubhub.
Dall’altro Lanthimos ci fa tornare all’inizio di Povere Creature!. Su una piccola isola in mezzo al mare, in un edificio brutalista, Emma Stone è disperata perché qualcuno ha già preso il dominio online emmastone.com: attraverso la piattaforma Squarespace continua a cercare di registrarlo senza successo, rompendo ogni volta un computer diverso. In questo caso la storia di Lanthimos non si esaurisce con un commercial, ma continua con un altri due video.
Forse mentre tutti noi eravamo in sala a guardare Bugonia, Yorgos era a casa intento a trovare un modo per racchiudere in pochi secondi tutto il suo mondo.

