Style Yung Lean: da sad boy svedese a style icon
Stylestyle icon

Yung Lean: da sad boy svedese a style icon

-
Collater.al Contributors

La traiettoria stilistica di Yung Lean è una delle più interessanti della sua generazione perché non ha mai seguito un percorso preciso. Agli inizi della carriera del cantante svedese, dalle clip di “Ginseng Strip 2002”, i Phoenix cap, le maglie sportive XXL, i suoi look sembravano usciti da un incrocio tra Tumblr e l’estetica di un operaio portuale di Stoccolma: una fusione fuori asse di normcore, anni Duemila e minimalismo scandinavo. Già nel 2016, su Dazed, Yung Lean stesso aveva citato come riferimenti Armani 2000-2001, Tommy Hilfiger, Issey Miyake, moonboots e rain pants; accessori casuali come portachiavi Louis Vuitton e souvenir e ciondoli da borsa. Una lista che suona come uno shopping trip dissociativo, e che è esattamente il punto.

L’anno scorso, la sua presenza nel mondo della moda, dagli show ai front row, si è fatta più strutturata. Alla Paris Fashion Week SS26, Lean era alla sfilata Y-3 in un completo monocromatico three-stripe. Poi, sempre quella settimana, il suo nome era sulla colonna sonora della sfilata Acne Studios, insieme a Robyn, una collaborazione sul brano “Robotboy” che Robyn stessa ha descritto come qualcosa che sembrava fatto apposta per lui.

È questo doppio binario, le apparizioni sul front row e le collaborazioni musicali per le sfilate, che distingue Lean da un semplice celebrity guest. Per i designer che orbitano fra Stoccolma, Londra e Anversa, il cantante svedese è già da anni un punto di riferimento estetico credibile. Non perché vesta in modo ricercato nel senso tradizionale, ma perché il suo rapporto con il vestiario ha sempre avuto una coerenza con il personaggio che si è costruito e che prescinde dai trend: la capacità di unire il thrift store all’archivio, la tuta all’abito sartoriale, senza che nulla sembri forzato.

Yung Lean alla sfilata Dior Menswear AW26 durante la Paris Fashion Week

Sulla copertina di Dazed Winter 2026, intervistato da Charli XCX, si parla di shadow selves e di magia strana. È un’immagine che funziona per Lean anche sul piano visivo: il suo appeal stilistico è costruito sull’ambiguità, su un’eleganza un po’ sfatta che è perfettamente coerente non solo con la sua musica ma anche con i tempi che corrono.

Yung Lean insieme a Charli XCX alla Spring Summer 2027 di SAINT LAURENT

Stylestyle icon
Scritto da Collater.al Contributors

Editor's Picks

x
Ascolta su