Design 5 edifici brutalisti da visitare
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5 edifici brutalisti da visitare

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Giorgia Massari

All’ombra degli edifici rinascimentali, sfarzosi e colorati, e delle luminose architetture moderne in vetro, si nasconde l’architettura brutalista. Il suo aspetto grezzo e grigio non si sposa di certo con l’immagine che l’Italia dà di sè. Il “Bel Paese” per l’appunto, colorato e ricco di storia, sembra quasi non accettare la spudorata sincerità del Brutalismo che poco si cura dell’estetica. Nel corso del tempo, gli edifici sorti a partire dagli anni Cinquanta, si son fatti forza di un’architettura partecipata, schietta ed etica e sono stati dimenticati dalle Amministrazioni che ne hanno scritto il loro triste destino. Oggi la maggior parte di queste costruzioni sono in una condizione di degrado e soggetti a vandalismo o addirittura, come sta accadendo per le Vele di Scampia progettate dall’architetto Franz di Salvo, destinate alla completa demolizione. Altri invece, più fortunati per via della loro posizione centrale – pensiamo alla Torre Velasca in centro Milano, opera del gruppo BBPR – continuano a far parte del paesaggio urbano con non poche critiche.

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Le Vele, Scampia (Napoli), architetto Franz di Salvo

In realtà però, l’opinione sull’architettura brutalista si divide in due. C’è chi la apprezza, chi sa comprenderne la sincerità e chi pensa che la sua estetica sia intramontabile. Negli ultimi anni infatti, complici le numerose Design Week e la diffusione di un’estetica decisamente urban, stiamo assistendo a una riscoperta di questi edifici grigi e scultorei. Molti fotografi, designer ed esperti si dedicano allo studio del brutalismo, contribuendo alla sua diffusione. Recentemente abbiamo scoperto dell’uscita di un libro fotografico – pubblicato da FUEL – che propone una selezione di più di 100 edifici brutalisti italiani. Si intitola Brutalist Italy ed è un vero e proprio itinerario brutalista attraverso 146 immagini realizzate dai fotografi di architetture Roberto Conte e Stefano Perego. Tra questi cento, ne abbiamo selezionati cinque che pensiamo valga la pena scoprire e, se ne avete la possibilità, visitare.

#1 Arredo Urbano, Collevalenza – Todi, Julio Lafuente

Ph Credits Stefano Perego

#2 Complesso residenziale Pegli 3 – “Le Lavatrici”, Genova. Aldo Luigi Rizzo, Aldo Pino, Andrea Mor, Angelo Sibilla  (1980-1989)

Ph Credits Stefano Perego

#3 Casa Albero, Fregene. Giuseppe Perugini, Raynaldo Perugini and Uga De Plaisant (1968-1971)

Ph Credits Stefano Perego

#4 Estensione del Cimitero Monumentale, Busto Arsizio. Luigi Ciapparella (1971)

Ph Credits Stefano Perego

#5 Estensione del Cimitero, Jesi. Leonardo Ricci (1984-1994)

Ph Credits Stefano Perego

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Scritto da Giorgia Massari
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