Il fotografo e artista visivo Alvin Ng si muove tra le pieghe del tempo e della memoria, costruendo un dialogo tra passato e presente attraverso immagini che evocano un’aura di mistero e fascinazione. Nel suo progetto Ovid’s Fasti, Ng si ispira alle celebri poesie del poeta latino Ovidio, scritte durante il suo esilio nella città di Tomis, per dare vita a una narrazione visiva che fonde l’eredità dell’antica Roma con una sensibilità contemporanea.



Attraverso un’attenta esplorazione di rovine sparse e paesaggi surreali, l’artista diventa un tramite tra epoche distanti, restituendo visivamente il potere evocativo dei versi ovidiani. Il progetto non è una semplice documentazione archeologica, ma un viaggio immaginifico in cui le immagini sono plasmate e manipolate a mano per suggerire un senso di sospensione temporale. Ogni scatto sembra sussurrare antiche storie, trasformando lo spettatore in un viaggiatore tra dimensioni parallele.


La fotografia diventa così uno strumento per sollevare i veli del tempo e rivelare la sottile connessione tra l’eredità culturale del passato e la nostra percezione moderna. Le immagini create da Ng si pongono come frammenti di un racconto mitico, dove la mistica di Roma antica si intreccia con una visione onirica della realtà contemporanea. La fusione tra la parola poetica e l’espressione visiva si traduce in un’esperienza immersiva, in cui l’antico si riscopre vivo e vibrante nel presente.



In Ovid’s Fasti, Alvin Ng ci invita a riscoprire il potere trasformativo dell’arte e della memoria, tracciando un percorso in cui il tempo non è una linea retta, ma un cerchio che continua a riverberare nel nostro immaginario.




