Melcher Oosterman è un illustratore olandese il cui lavoro si distingue per l’uso dominante del colore e per composizioni che spesso si allontanano da schemi realistici o logici. Disegna scenari densi, ironici e pieni di dettagli che ti catturano anche quando non sai bene cosa stai guardando. C’è sempre un personaggio che sembra sul punto di raccontarti una storia assurda, un gesto sospeso a metà, un oggetto fuori posto che diventa protagonista.

Lavorando in modo prevalentemente istintivo, senza troppe scalette, lasciando che le immagini nascano da sé, con errori e cambi di rotta Melcher Oosterman ottiene un risultato finale che finisce per diventare stratificato e, allo stesso tempo, facile da osservare. È un approccio che gli permette di conservare quella freschezza che si perde quando si pianifica troppo. Il suo immaginario è fatto di scene quotidiane ribaltate dall’assurdo, influenze che spaziano da Tove Jansson a Seymour Chwast, fino alla grafica audace di Kiyoshi Awazu.


Il suo lavoro è già passato per clienti come The New York Times, Vice, De Volkskrant, Google, Bloomberg Businessweek, Adidas e molti altri. Che si tratti di un’infografica per spiegare la differenza tra powerlifting e weightlifting o di un tema per Google Chrome popolato da gatti, biciclette e sogni ad occhi aperti, il tratto resta sempre riconoscibile: linee morbide, colori saturi, composizioni che ti invitano a esplorare.


Non mancano le collaborazioni speciali, come quella con Cinelli per celebrare una vittoria olimpica del 1960, o i progetti animati premiati da ADCN Awards. Parallelamente, Melcher espone in contesti che vanno dalla Cat Art Show di Los Angeles a installazioni pubbliche come Electrique Fantastique nella stazione centrale di Rotterdam.

Guardando le sue illustrazioni, si ha l’impressione che ogni scena sia un piccolo mondo che vive di vita propria, dove il confine tra realtà e fantasia è sottile e continuamente attraversato. Forse è proprio questa capacità di dare spazio all’imprevisto a rendere le sue immagini così vive e memorabili.


