Style Anarchic Adjustment, lo streetwear post-punk
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Anarchic Adjustment, lo streetwear post-punk

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Andrea Tuzio

Questa volta abbiamo voluto scavare a fondo negli archivi del mondo streetwear per potervi raccontare la storia di uno dei brand  più underground di fine anni ’80 e inizio ’90, Anarchic Adjustment.

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Fondato nella Londra post-punk nel 1986 dall’artista, fashion designer, pioniere del graphic design e fondatore della rivista RAD – Read and Destroy Nick Philip, il brand divenne popolare a livello globale grazie all’imprenditore e designer Alan Brown e a Charles Uzzell Edwards, che incontrarono Philip quando si trasferì a San Francisco ed entrò a far parte della scena skate e BMX del sud della California, dove il brand esplose definitivamente.

Nick lavorò per un po’ alla rivista Freestylin’ dove iniziava a muovere i primi passi un giovane aspirante fotografo, Spike Jonze. Durante quel periodo Jonze realizzò i suoi primi lavori proprio per Freestylin’ e Anarchic Adjustment.

Il brand era caratterizzato da stampe grafiche in stile cut-and-paste, grafiche bootleg di Akira e da messaggi subliminali. Il successo in tutto il Regno Unito e negli Stati Uniti era diventato importante già negli anni ’90 ma fu in Giappone, grazie anche all’imprenditore Joi Ito, che Anarchic Adjustment divenne culto assoluto grazie all’apertura di due negozi – uno a Tokyo nel ’94 e l’altro all’interno dell’American Village Parco Store di Osaka – e l’endorsement da parte di personaggi chiave del mondo streetwear come Hiroshi Fujiwara e il DJ Towa Tei.

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Ciò che rese unico e peculiare il lavoro di Nick Philip in fase di creazione fu un particolare contrasto nelle sue passioni. Nick proveniva dalla scena del freestyle con le BMX, ma seguiva allo stesso modo lo skate, all’epoca però BMX e skateboarding erano visti come due estremi opposti e difficilmente conciliabili. Questa apparente dicotomia si rispecchiava perfettamente nell’estetica irriverente e a tratti oltraggiosa di Anarchic Adjustment.

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Un outsider, Philip, che realizzava capi per altri outsider che come lui erano immersi nella street culture dell’epoca senza però identificarsi necessariamente in un unico movimento.

Il particolare contesto nel quale nacque e la scintilla che spinse Nick Philip a fondare Anarchic Adjustment furono anche le motivazioni che portarono al suo lento declino. Philp faceva il suo lavoro per il gusto di farlo e seguendo esclusivamente le proprie sensazioni senza mai scendere a compromessi né tantomeno andando dietro ai trend che man mano si evolvevano. 

Anarchic Adjustment è stato un brand figlio del suo tempo, ma che ha lasciato una legacy forte e indelebile nel panorama streetwear contemporaneo.

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Scritto da Andrea Tuzio

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