Art Dove sarà la prossima opera di Andrea Crespi?
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Dove sarà la prossima opera di Andrea Crespi?

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Giorgia Massari

Ormai è un po’ di anni che teniamo d’occhio il lavoro di Andrea Crespi, che potremmo definire “a physical and digital artist” – come si legge sul suo sito. L’illusione ottica è la sua specialità, applicata dall’artista in diversi medium, tra cui i murales. Tutto a servizio della sua missione: lanciare messaggi forti che possano far riflettere su temi urgenti, sia in ambito sociale che individuale. In altre parole, per usare le sue, quello che fa è «una materializzazione dei cambiamenti culturali contemporanei». Questo spesso si traduce in missioni estere, dove realizza opere pubbliche di grandi dimensioni, così da poter parlare a un pubblico sempre più ampio (oltre a quello dei suoi social che già vanta più di 36k follower). Dopo il suo ultimo muro in Tanzania – You Can Be Whatever You Want To Be -, oggi Andrea Crespi è impegnato in un’altra delle sue operazioni extra-europee, precisamente in centro America, nella nazione de El Salvador, a San Salvador. Abbiamo intercettato il suo fotografo e video-maker Stefano Bosatelli – con cui Crespi ha già lavorato per il docufilm “Make Art, Not War” – per scoprire tutto sul luogo in cui opererà, in attesa di mostrarvi l’artwork completato e, come si vede dalle fotografie, la situazione meteorologica che li ha accolti non è delle migliori. El Salvador sta attraversando la stagione delle piogge, ma nelle ultime settimane qui si sta verificando un fenomeno naturale abbastanza anomalo tale per cui continua a piovere incessantemente da giorni. «Il meteo non è dalla nostra parte ma ora capiremo come fare, non perdendoci d’animo e sperando che torni presto a splendere il sole. L’imprevisto fa parte del gioco», ci spiega Crespi.

Un quartiere in fase di cambiamento (grazie all’arte)

L’obiettivo del progetto di CMS Foundation che vede coinvolto Andrea Crespi è quello di rinnovare gli spazi pubblici attraverso l’urbanismo, il paesaggismo e l’arte. L’area interessata per il suo lavoro è un complesso residenziale multifamiliare costruito negli anni Settanta con una storia abbastanza tragica. Fino a qualche anno fa le gang dominavano la zona, pensare di poter entrare in questi spazi era impensabile. Oggi le cose sembrano in fase di cambiamento. L’intenzione dei piani alti è quella di far diventare il distretto un punto di riferimento urbano, riconoscibile per l’arte pubblica, per il design e per gli spazi verdi, coinvolgendo diversi artisti. Questo ci fa credere che il progetto rivoluzionerà davvero sia l’aspetto che la vivibilità dell’area. Non ci resta che aspettare di vedere l’opera di Crespi e capire qualcosa di più su questo luogo.

Foto di Stefano Bosatelli

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Scritto da Giorgia Massari
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