Anja Humljan – The Urban Yoga

Anja Humljan – The Urban Yoga

Aurora Alma Bartiromo · 6 anni fa · Photography

Capita spesso di non stare bene. Gli ambienti in cui ci ritroviamo, soprattutto quelli di tutti i giorni, ci sembrano costrittivi e ostili. La città, i palazzi, le strade, il traffico, ma anche il fruttivendolo all’angolo o la vasca da bagno che abbiamo in casa, la routine riesce a trasformare tutte queste cose in avversari temibili con cui siamo costretti a combattere la nostra personale battaglia per arrivare ancora una volta alla fine della giornata.

Anja Humljan - The Urban Yoga

Anja Humljan, con il suo progetto The Urban Yoga, propone una soluzione. I suoi scatti evocano un’armonia così bella e diretta da non lasciare dubbi, il suo corpo è una perfetta appendice dell’ambiente circostante, perfetto nel suo essere sospeso, così impeccabile da sembrare del tutto naturale, privo di forzature, integro e puro.

Certo che Anja, artista, architetto, ballerina e insegnante di yoga, racchiude in sé il mix perfetto per poter volteggiare tra i semafori delle città senza sembrare un goffo spider-man.
Ma senza voler per forza imitare le sue gesta, il messaggio è così positivo da non poter essere ignorato: non tentare di evadere dall’ambiente che ci circonda ma immergervisi, corpo e mente.

Anja Humljan - The Urban Yoga
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Anja Humljan

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Si è spento Bob Gore, l’inventore del GORE-TEX

Si è spento Bob Gore, l’inventore del GORE-TEX

Andrea Tuzio · 21 ore fa · Style

Giovedì scorso, ma la notizia è stata resa pubblica soltanto sabato da Amy Calhoun, portavoce della W. L. Gore & Associates, è morto nella sua casa in Maryland all’età di 83 anni Robert W. “Bob” Gore, ingegnere chimico, scienziato, filantropo e inventore del fondamentale materiale outdoor GORE-TEX.
Bob ha guidato l’azienda di famiglia, fondata dal padre Bill nel 1958, per 40 anni. 

Nato a Salt Lake City nel 1937, Bob conseguì una laurea con lode e un dottorato di ricerca in ingegneria chimica rispettivamente all’Università del Delaware nel 1959 e all’Università del Minnesota nel 1963.

La scoperta più importante fatta da Bob è sicuramente quella dell’ottobre del 1969 quando, mentre era alla ricerca di un modo per produrre un nastro per idraulici per suo padre, usando il Teflon (PTFE) prodotto dalla DuPont Experimental Station – azienda per la quale aveva lavorato il padre Bill – inventò una membrana traspirante, leggera e impermeabile che da quasi 40 anni viene utilizzata per la realizzazione di capi tecnici e outdoor, il GORE-TEX

Il 21 maggio 1970 venne depositata la prima domanda di brevetto del nuovo materiale e vennero rilasciati due brevetti distinti, uno per il prodotto in sé l’altro per i processi di fabbricazione nel 1976.

Questo tipo di materiale microporoso ha cambiato e rivoluzionato per sempre e in modo drastico non soltanto tutto l’abbigliamento outdoor e quello della moda in generale, ma è considerato di fondamentale importanza anche in campo medico (in GORE-TEX viene realizzata una membrana per l’ossigenazione del sangue e dei tubicini utilizzati come innesti vascolari), in quello aeronautico e aerospaziale e addirittura in campo musicale.

Uomo d’affari intelligente, leader, vero e proprio pioniere dello studio sui materiali e del loro utilizzo, Bob Gore è stato CEO della W. L. Gore & Associates dal 1976 al 2000 e presidente fino al 2016, arrendondosi dopo aver combattuto per tanti anni contro una grave malattia.
L’invenzione per la quale lo conosciamo però continua e continuerà ad accompagnarci per molto tempo ancora.

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UNIQLO lancia il suo programma dedicato alla sostenibilità

UNIQLO lancia il suo programma dedicato alla sostenibilità

Andrea Tuzio · 18 ore fa · Style

UNIQLO ha presentato il suo nuovo programma dedicato alla sostenibilità e l’economia circolare chiamato Re.UNIQLO.
Questa iniziativa punta a contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2 su scala globale, attraverso il riciclo dei materiali dei vecchi capi UNIQLO e GU dando loro una nuova vita, producendo nuove materie prime e riutilizzando vecchi capi donandoli a chi ne ha più bisogno, oltre a una drastica riduzione dell’uso della plastica che l’azienda porta avanti già da tempo.

L’inizio della raccolta dei vecchi indumenti è iniziata 14 anni fa, nel 2006, e se pensiamo che negli ultimi sei mesi dello scorso anno l’azienda ha raccolto 620.000 piumini, è facile capire l’enorme portata dell’operazione. 
Grazie alla tecnologia sviluppata dalla società tessile Toray, il piumino e le sue piume vengono separati automaticamente, prima di essere rinnovati e utilizzati per i nuovi prodotti.

Il primo item del programma Re.UNIQLO è una down jacket unisex con scollo a V, realizzata ovviamente con materiali riciclati al 100%, che sarà disponibile in quattro colori differenti in 67 negozi in 22 paesi e online a partire dal 2 novembre al prezzo di 65 euro circa.

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Patagonia contro i negazionisti del cambiamento climatico

Patagonia contro i negazionisti del cambiamento climatico

Andrea Tuzio · 4 giorni fa · Style

Se avete avuto accesso ai social network o semplicemente avete navigato in rete in questi ultimi due giorni, non potete non aver visto la foto di un’etichetta Patagonia con un messaggio diretto e inequivocabile, messo al posto delle istruzioni di lavaggio: “VOTE THE ASSHOLES OUT”, letteralmente “Vota e caccia quegli stronzi”.

All’inizio si pensava fosse uno scherzo, una sorta di meme, ma la conferma dell’autenticità è arrivata direttamente dalla portavoce di Patagonia Corley Kenna. Il messaggio è un invito ad andare a votare alle prossime elezioni presidenziali degli Stati Uniti del 3 novembre e rientra nella campagne del brand contro il cambiamento climatico.
“Le abbiamo aggiunte agli short per uomo e donna della nostra collezione 2020 Regenerative Organic Stand-Up perché ci siamo schierati contro i negazionisti dei cambiamenti climatici da quando abbiamo cominciato a produrre quegli short”, ha spiegato Corley Kenna che ha aggiunto: “‘Vota e caccia quegli stronzi’, Yvon Chouinard – fondatore di Patagonia – lo dice da anni, riferendosi ai politici di qualsiasi partito che negano o trascurano l’emergenza climatica ignorando i dati scientifici non perché non ne siano a conoscenza ma perché le lobby del petrolio e del gas gli riempiono le tasche di soldi”.

Questa nuova presa di posizione dell’azienda arriva dopo che il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, durante una riunione svoltasi a Sacramento per fare il punto sui danni provocati dagli incendi che stanno devastando la California – fenomeno direttamente collegato all’aumento delle temperature – ha affermato: “Il clima comincerà a diventare più freddo, state a vedere. Non penso che la scienza sappia realmente ciò che succede”.

È evidente come Patagonia, da sempre in prima linea per quanto riguarda la militanza ambientale, abbia voluto ancora una volta lanciare un messaggio forte all’opinione pubblica perché, come scrisse Chouinard in una lettera ai suoi dipendenti del 1992 intitolata I prossimi 100 anni: “Ho una definizione del male leggermente diversa dalla maggior parte delle persone. Quando hai l’opportunità e la capacità di fare del bene e non fai niente, è male. Il male non deve sempre essere un atto palese. Può essere semplicemente l’assenza di bene”.

Lo slogan apparso sugli short non è una novità per Patagonia, pare infatti che fosse già stato stampato su una maglietta e poi ribadito con forza anche sul sito del brand

In una lettera scritta lo scorso aprile e indirizzata alla 1% for the Planet Community, Chouinard ha praticamente utilizzato le stesse parole: “Ricordatevi di votare per cacciare quegli stronzi, tutti quei politici che pensano che non si debba fare niente per i cambiamenti climatici. Votate per il pianeta e contro quelli che non vogliono fare niente. Il potere è in mano a noi e adesso è il momento di usarlo”.

Come dicevamo Patagonia è impegnata da sempre nella sensibilizzazione su questioni ambientali e ne ha fatto il suo core principale, quest’ultima iniziativa non è l’unica presa di posizione forte degli ultimi anni.
Nel 2016, ad esempio, l’azienda californiana ha devoluto tutti gli introiti relativi al Black Friday a organizzazioni ambientaliste no profit, nel 2017 ha fatto causa al Presidente Trump per la sua scelta di ridurre l’estensione di due monumenti nazionali nello stato dello Utah, il Bears Ears e il Grand Staircase-Escalante – la più grande riduzione di terre protette nella storia degli Stati Uniti d’America -, nel 2018 ha lanciato una piattaforma digitale, Patagonia Action Works, per sostenere l’impegno in prima persona dei consumatori per tutelare l’ambiente e quest’anno hanno deciso di ritirare la pubblicità su Facebook e Instagram per protestare contro la disinfomazione dilagante che intasa la piattaforma.

Questa è soltanto l’ultima delle battaglie portate avanti da Patagonia ma siamo certi che non finiranno qui.

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La collaborazione tra Helmut Lang e New Era

La collaborazione tra Helmut Lang e New Era

Andrea Tuzio · 5 giorni fa · Style

Per festeggiare i suoi 100 anni, New Era ha presentato la sua collaborazione con un’icona del mondo fashion, Helmut Lang.
Una storia lunghissima quella di New Era che ha trasformato l’azienda di cappelli fondata a Buffalo nel 1920 dall’immigrato tedesco Ehrhardt Koch, in una vera e propria icona culturale.

La capsule collection è composta da due cap diversi, il 9FORTY e il Low 59FIFTY, che Helmut Lang ha reinterpretato utilizzando il twill di lana.

Il cap 9FORTY è caratterizzato da un ricamo sulla parte frontale, “FINEST HEADWEAR”, che fa riferimento direttamente alle primissime campagne pubblicitarie della maison ed è disponibile in verde o blu navy. Quello Low 59FIFTY invece presenta un monogramma di archivio di Helmut Lang ed è stato prodotto in nero e verde oliva.

I cap Helmut Lang x New Era sono disponibili online sul sito di Helmut Lang.

La collaborazione tra Helmut Lang e New Era
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