Style ANTI-DO-TO presenta la sua nuova collezione EARTHBOUND
Stylestyle

ANTI-DO-TO presenta la sua nuova collezione EARTHBOUND

-
Andrea Tuzio

Il brand post-streetwear attivista ANTI-DO-TO – che investe il 50% dei profitti netti in progetti a impatto sociale – presenta la sua nuova collezione EARTHBOUND, e lo fa partendo dal neologismo, da cui la collezione prende il nome, coniato dal sociologo, antropologo e filosofo francese Bruno Latour. 

Latour sviluppò il concetto di Earthbound per rispondere all’urgenza di ridefinire la nostra specie in base a un rinnovato patto di simbiosi con il pianeta, che non si limitasse più al mero attaccamento al suolo, come fino a quel momento aveva indicato la parola “umano”, dal termine Latino “humus”, ovvero “terra”. Oggi più che mai abbiamo bisogno di non essere più semplicemente “Umani” ma Earthbound, ovvero tutt’uno con la terra. 

La collezione EARTHBOUND – la prima curata dal neo-direttore creativo Giorgio Di Salvo – si compone di 15 modelli tutti Made in Italy, in Veneto, e realizzati con materiali naturali come il cotone organico certificato GOTS e il cotone riciclato garantito GRS. 

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da ANTI-DO-TO (@anti_do_to)

La peculiarità che contraddistingue davvero la collezione e la rende qualcosa di speciale è la tecnica di tintura dei capi, i cui pigmenti minerali utilizzati arrivano direttamente dal suolo, dalla terra. Questo tipo dio processo di tintura consente di ottenere infinti e incredibili tonalità polverose, ed è ciò che rende unici tutti i capi della collezione EARTHBOUND. Altrettanto interessante è l’origine dei colori e il processo di tintura che caratterizzano la collezione: Si tratta di un processo di tintura tessile a partire da pigmenti minerali di origine naturale derivati da cave e brecce nel terreno, per lo più localizzate in Italia e Francia, dove solitamente vengono individuate vene colorate, poi estratti secondo rigide normative e concessioni. Post estrazione, le cave sono in grado di rigenerarsi: poiché si tratta di cave di piccole dimensioni, a volte semplici buche, il ripristino è fatto immediatamente con terra e materiale di risulta dello scavo e del luogo. In questo modo, la vegetazione riprende spontaneamente e velocemente, trattandosi di prato o boscaglia in luoghi impervi. I colori delle terre, ricavati dalle materie prime tramite lavaggio, asciugatura, macinatura e setacciatura sono, ovviamente, dettati dagli elementi chimici presenti in misura dominante nel sottosuolo. 

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da ANTI-DO-TO (@anti_do_to)

Tutti questi speciali pigmenti ZETATERRA, sviluppati dall’azienda chimica ZAITEX, sono stati utilizzati per la prima volta in assoluto proprio nella collezione EARTHBOUND di ADT. Ciò che rende i pigmenti ZETATERRA unici – oltre alla loro maggiore durevolezza rispetto agli altri coloranti sia vegetali che sintetici – è il loro impatto minimo sull’ambiente e comunque inferiore ad altri processi di tintura, grazie alle basse temperature di esercizio (max. 50°C invece dei 60°C /98°C delle altre tinture) con un più basso consumo di energia e a un miglior trattamento delle acque reflue.

Ad accompagnare la collezione ANTI-DO-TO ha realizzato un video diretto da NO TEXT AZIENDA di cui potete vedere la versione completa qui.

La collezione EARTHBOUND di ANTI-DO-TO è disponibile ora su www.anti-do-to.com

Stylestyle
Scritto da Andrea Tuzio
x
Ascolta su