A.P.C. ritrova le sue radici con Jane Birkin

A.P.C. ritrova le sue radici con Jane Birkin

Andrea Tuzio · 3 settimane fa · Style

A.P.C. è di certo uno dei brand più interessanti del panorama high streetwear. 
Fondato da Jean Touitou nel 1987, A.P.C. è un marchio di abbigliamento francese, autentico e accessibile sia per estetica che per filosofia. Se A.P.C. si è fatto conoscere per i suoi classici jeans in denim grezzo, oggi offre una collezione completa di abbigliamento e accessori per uomo e donna che incarna un’eleganza semplice e naturale. Jean Touitou lavora con sua moglie, Judith Touitou, che è direttore artistico del brand. A.P.C. rispecchia a pieno la visione del suo fondatore, composta da un’estetica minimalista ed essenziale. È proprio questa identità, elegante e casual, che rende A.P.C. un brand quasi senza tempo. 

 
 
 
 
 
Visualizza questo post su Instagram
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da A.P.C. (@apc_paris)

Oggi A.P.C. lancia una nuova collezione in collaborazione con l’attrice, cantante e regista britannica ma naturalizzata francese Jane Birkin, già disponibile sul sito del brand francese.. Una vera e propria icona del mondo della cultura francese – indimenticabile la scena di Blow-Up di Michelangelo Antonioni (1966) in cui la Birkin compare in topless – grazie anche alla sua storia d’amore e al sodalizio artistico con Serge Gainsbourg.

Jean Touitou ha commentato così la collaborazione con l’attrice:
“Jane Birkin sa come vestirsi. Questo è evidente quando si parla con lei. Sa anche dare una dimensione molto letteraria alla sua attrazione per questo materiale o questa forma. Per esempio, quando parla del velluto a coste, racconta di come ammirava ed era incuriosita dai giovani francesi che indossavano pantaloni di velluto a coste a Londra. È quasi l’inizio di un romanzo. È anche alla costante ricerca di un abito da uomo <<con cui presentarsi a una festa senza vergognarsi di essere, come si suol dire, una pecora travestita da lupo!>>, e di pantaloni con tasche profonde che rendano superflua la borsa. Con lei e sotto la sua guida abbiamo cercato di perfezionare tutti i suoi outfit quotidiani. Ammetto che, in apparenza, non sembra nulla di speciale, perché non c’è nulla di spettacolare, se non – usando le parole di Jane – buoni materiali di base che invecchiano bene, perché le piace conservare i suoi abiti per anni, e finiture all’altezza del loro nome. In realtà, era l’unica persona con cui avremmo potuto fare questo tipo di lavoro, che è, allo stesso tempo, una sorta di ritorno alle nostre radici in termini di metodo di lavoro Old A.P.C”.

A.P.C. ritrova le sue radici con Jane Birkin
Style
A.P.C. ritrova le sue radici con Jane Birkin
A.P.C. ritrova le sue radici con Jane Birkin
1 · 2
2 · 2
Choi U-Ram e l’inutile sforzo per cercare l’equilibrio

Choi U-Ram e l’inutile sforzo per cercare l’equilibrio

Tommaso Berra · 3 giorni fa · Art

In occasione del MMCA Hyundai Motor Series 2022, un progetto artistico di mostre annuali che va in scena a Seoul (Korea del Sud), l’artista Choi U-Ram ha presentato una delle sue ultime opere, riuscendo a unire arte, tecnologia, inventiva e esistenzialismo mettendoli in perfetto equilibrio tra loro, nel vero senso della parola.
Round Table” è un’opera di arte che sfiora i concetti di arte cinetica e di sperimentazione tecnologica, rappresentando un gruppo di 18 figure meccaniche senza testa, realizzate con a paglia e che tengono in equilibrio una tavola nera sulle proprie schiene. Il disco, del diametro di 4,5 metri è in continuo movimento, fatto ondeggiare dalle figure che bilanciano l’inclinazione grazie ai propri movimenti. Lo scopo dei 18 personaggi è in realtà quello di portare verso di se una sfera, “testa” come la chiama l’artista, poggiata, libera di rotolare, sulla tavola, senza riuscire mai a raggiungere una destinazione.

L’opera è perpetua come il movimento delle onde, i 18 “corpi” sono in movimento continuo, presi da un frettoloso tentativo di reclamare la testa, che però sfugge di volta in volta a tutti. Nessuno vince e nessuno può far valere la propria precedenza, il resto del gruppo farà in modo di allontanare l’oggetto del desiderio grazie a un movimento ben organizzato.
Choi U-Ram racconta del continuo bisogno dell’uomo di possedere oggetti che soddisfino le proprie voglie e di organizzarsi come collettività solo quando lo scopo è ostacolare una minoranza, isolata nel proprio sforzo. “Round Table” parla del ciclo naturale, della vita umana, del desiderio e dell’esistenza, visita il sito ufficiale dell’artista per scoprire tutte le opere.

Choi U-Ram e l’inutile sforzo per cercare l’equilibrio
Art
Choi U-Ram e l’inutile sforzo per cercare l’equilibrio
Choi U-Ram e l’inutile sforzo per cercare l’equilibrio
1 · 1
This or That – Pure Evil

This or That – Pure Evil

Tommaso Berra · 5 giorni fa · Art

 Alla galleria Wunderkammern di Milano, in via Nerino 2, qualche giorno fa ha inaugurato la mostra Not my circus, not my monkeys, personale dell’artista PURE EVIL. Esposte alla mostra sono alcune delle opere della sua più celebre serie, intitolata Nightmare, che ritrae volti di personaggi celebri della musica e del cinema, ispirandosi in particolare agli anni ’60, momento di particolare energia creativa, sia in Europa che negli Stati Uniti.
La rivisitazione cupa dei soggetti passa per un elemento comune a tutte le opere, ovvero una densa lacrima nera che attraversa i volti di Marilyn Monroe, Elizabeth Taylor, Grace Jones, Beatles e Basquiat.
L’ispirazione di questa serie, iniziata dall’artista gallese nel 2011, proviene direttamente dalle storie di famiglia, in particolare ai libri dedicati alla Pop Art del padre, ma anche da un catalogo di opere di Andy Warhol e dal film “Chi ha paura di Virginia Woolf?” dal quale nascerò appunto la prima opera intitolata “Richard Burton’s Nightmare – Liz Taylor”.

Collater.al, in occasione della mostra Not my circus, not my monkeys – titolo ispirato da un’oscura espressione polacca – ha intervistato PURE EVIL, chiedendogli di schierarsi in quello che è utopicamente un mondo in cui sembra sempre che ci siano solo due elementi in contrasto tra i quali scegliere. This or That?

Mezzogiorno o mezzanotte?
Mezzogiorno

Biennale o Musei Vaticani?
Musei Vaticani

Coca Cola o Pepsi?
Pepsi

Easy Rider o Fast and Furious?
Easy Rider

Batman o Spiderman?
Batman

Invasione zombie o invasione aliena?
Invasione zombie

Chiamata o messaggio?
Messaggio

Nostalgia o immaginazione?
Nostalgia

Urlare o sussurrare?
Sussurrare

Volare o leggere nella mente?
Volare

Essere mangiato da una tigre o da uno squalo?
Da uno squalo

Pieno o vuoto?
Pieno

NY o LA?
NY

00s o ’10?
00

Gen Z o Millennials?
Millennials

Instagram o TikTok?
Instagram

Apple o Samsung?
Apple

Bates Motel o Overlook Hotel?
Bates Motel

Pietra o ferro?
Pietra

Mozart o Metallica?
Mozart

Angelo o diavolo?
Entrambi

Federer o Nadal?
Non ho preferenze

Legge o anarchia?
Anarchia

’70s or ’90s?
90s

Casa d’asta o crypto art?
Crypto art

Pure Evil | Collater.al
Pure Evil | Collater.al
Pure Evil | Collater.al
Pure Evil | Collater.al
Pure Evil | Collater.al
This or That – Pure Evil
Art
This or That – Pure Evil
This or That – Pure Evil
1 · 7
2 · 7
3 · 7
4 · 7
5 · 7
6 · 7
7 · 7
I misteri dell’arte in un evento di adidas e Triennale Milano

I misteri dell’arte in un evento di adidas e Triennale Milano

Tommaso Berra · 6 giorni fa · Art

In un luogo come la Triennale di Milano, che ha reso tangibili e fisici progetti di grandi menti dell’arte e del design, la 23a Esposizione Internazionale si concentra sul tema dell’ignoto, attraverso un ciclo di eventi dal titolo Unknown Unknowns. An Introduction to Mysteries.
Tra gli eventi in programma, anche quest’anno Triennale collaborerà con adidas Originals, in un talk intitolato The New Season of Art, parte del format Pick Your Mystery, che andrà in scena il 4 ottobre a partire dalle ore 20:30. Si tratta di una tappa interessante per un’istituzione dell’arte come la Triennale e per adidas, brand che da sempre è interessato all’arte come strumento per leggere la contemporaneità, grazie al suo essere sempre più crossmediale e influenzata dalle visioni tecniche e creative. Tutti valori che si rispecchiano anche nelle collezioni che hanno segnato lo streetwear, specialmente nell’ultimo decennio.

adidas Triennale | Collater.al

Nel talk si parlerà di arte, per tanto gli ospiti di Triennale e adidas saranno i Visual Artist Lorenza Liguori e Andrea Crespi, i quali divideranno il palco insieme al cantante Sangiovanni.
Il mistero è una componente necessaria per la creatività, un modo oltre il reale per descrivere l’unicità di un talento e di una visione. A maggior ragione quando si parla di arte e del futuro di essa, tra NFT, crypto art e metaverso, è utile provare a cercare nuovi significati in mondi ignoti, e chi meglio dell’astrofisica Ersilia Vaudo poteva quindi fare da host a The New Season of Art.La ESA Chief Diversity Officer all’Agenzia Spaziale Europea parlerà con i tre artisti del fascino dell’ignoto e di cosa accomuni il suo mondo con quello di chi crea arte.
La strada che collega un’opera ai misteri dell’universo è più vicina di quanto sembri, le nuove frontiere dell’arte lo dimostrano e per questo è necessario andare a indagare questi nuovi mondi, misteriosi e pieni di domande. In Triennale, il 4 ottobre. 

I misteri dell’arte in un evento di adidas e Triennale Milano
Art
I misteri dell’arte in un evento di adidas e Triennale Milano
I misteri dell’arte in un evento di adidas e Triennale Milano
1 · 2
2 · 2
Le fiamme a Bologna nel nuovo progetto di CHEAP

Le fiamme a Bologna nel nuovo progetto di CHEAP

Tommaso Berra · 6 giorni fa · Art

Il progetto bolognese di arte pubblica CHEAP è solito utilizzare la città, e i suoi muri, come luogo di lotta e conversazione, per lanciare messaggi che rompano la tranquillità della panoramica visiva dei passanti. Nei giorni di campagna elettorale e di slogan urlati anche attraverso manifesti incollati ai muri, CHEAP ha lanciato ON FIRE, il nuovo progetto che ha visto la realizzazione di oltre 150 poster, con altrettanti artwork diversi tra loro, realizzati da artisti italiani e internazionali selezionati negli scorsi mesi tra oltre mille candidati.
Le tecniche utilizzate per i poster sono le più disparate, e hanno prodotto opere molto diverse, accomunate da un unico tema, un unico elemento visivo e simbolico: le fiamme. Che sia quella di un grosso incendio o di un accendino, la fiamma si pone per CHEAP come simbolo di lotta, amore e coraggio nel generare conflitto. La fiamma è anche vista come metafora del desiderio, o come fonte di calore alla quale non rinunciare, non solo come un elemento distruttivo.
I poster diventano così fonti di luce e scintille dal quale far partire un pensiero di rinascita, che parte dalle strade, dalle bacheche di Bologna.

Cheap | Collater.al
Cheap | Collater.al
Cheap | Collater.al
Cheap | Collater.al
Cheap | Collater.al
Cheap | Collater.al
Cheap | Collater.al
Cheap | Collater.al
Cheap | Collater.al
Cheap | Collater.al
Cheap | Collater.al
Cheap | Collater.al
Cheap | Collater.al
Cheap | Collater.al
Cheap | Collater.al
Cheap | Collater.al
Cheap | Collater.al
Cheap | Collater.al
Cheap | Collater.al
Cheap | Collater.al
Cheap | Collater.al
Cheap | Collater.al
Cheap | Collater.al
Cheap | Collater.al
Cheap | Collater.al

Photo: Margherita Caprilli

Le fiamme a Bologna nel nuovo progetto di CHEAP
Art
Le fiamme a Bologna nel nuovo progetto di CHEAP
Le fiamme a Bologna nel nuovo progetto di CHEAP
1 · 25
2 · 25
3 · 25
4 · 25
5 · 25
6 · 25
7 · 25
8 · 25
9 · 25
10 · 25
11 · 25
12 · 25
13 · 25
14 · 25
15 · 25
16 · 25
17 · 25
18 · 25
19 · 25
20 · 25
21 · 25
22 · 25
23 · 25
24 · 25
25 · 25