Zim & Zou – Back to Basics

Zim & Zou – Back to Basics

Fontastiko · 7 anni fa · Art, Design

Zim & Zou è uno studio di progettazione con sede a Nancy, fondato da due giovani designer francesi con la passione per la carta: Lucie Thomas e Thibault Zimmermann.

Nel loro portfolio piccoli gioielli di perfezione cartacea come “Back to Basics”, un tributo all’evoluzione tecnologica degli anni ’80 ma anche una critica nei confronti di un sistema in grado di etichettare come desueti, prodotti nati appena qualche anno prima.

“Riprodurre un Game Boy ci ha permesso di notare quanto questo fosse allo stesso tempo vecchio e contemporaneo. […] Il fatto che oggi sia possibile leggere un libro sfogliando uno schermo ci ha fatto capire ancor di più quanto sia importante creare.”

Per Lucie e Thibault, infatti, l’aspetto artigianale è di fondamentale importanza. Riprodurre a mano un prodotto industriale non solo trasforma l’utente da protagonista in spettatore, ma gli da la possibilità di indagare a fondo l’oggetto e di valutarlo aldilà della sua funzione. Un po’ come trovarsi difronte a Marco Carta.

Back to Basics, le tecnologie anni '80 in paper art di Zim & Zou | Collater.al

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Zim & Zou – Back to Basics
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Il mondo surreale di Eliseo H. Zubiri

Il mondo surreale di Eliseo H. Zubiri

Giulia Guido · 2 mesi fa · Art

Nel mondo creato da Eliseo H. Zubiri tutto è possibile. 

Eliseo H. Zubiri è un visual artist che vive e lavora a Buenos Aires, dove realizza, grazie a una tecnica che mixa CGI con la tradizionale fotografia, dei lavori al limite dell’impossibile. 

Le immagini che l’artista crea ci portano in uno scenario surreale, ma iperrealistico al tempo stesso. Guardare i lavori di Eliseo H. Zubiri è come vivere in un sogno in cui non capiamo se stiamo dormendo o no finché non ci svegliamo. 

Più fissiamo l’opera dell’artista argentino più più il suo mondo sembra reale, tanto che alla fine penserete che una nuvola che passa da una stanza all’altra si casa non è poi una cosa tanto strana. 

Eliseo H Zubiri | Collater.al

Oltre alle nuvole, elemento ricorrente nei suoi lavori, spesso ritroviamo anche macchine in fiamme in mezzo al nulla e paesaggi incontaminati da dove a volte si scorge una persona che sembra apparire quasi per caso. 

Noi abbiamo selezionato solo alcune immagini realizzate da Eliseo H. Zubiri, ma per scoprirne di più visitate il suo profilo Instagram, ve ne innamorerete. 

Il mondo surreale di Eliseo H. Zubiri
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Il mondo surreale di Eliseo H. Zubiri
Il mondo surreale di Eliseo H. Zubiri
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A Milano l’opera in LEGO di Riccardo Zangelmi

A Milano l’opera in LEGO di Riccardo Zangelmi

Giulia Guido · 2 mesi fa · Art

Poco meno di un mese fa vi abbiamo presentato l’House of Dots, la casa realizzata a Londra dall’artista Camille Walala in occasione della presentazione dell’ultima novità firmata LEGO, i Lego Dots, ovvero i nuovi mattoncini in 2D con i quali è possibile realizzare piccoli oggetti e personalizzare le proprie costruzioni. 

Oggi torniamo a parlarne perché in centro a Milano, precisamente in Piazza San Babila, è apparsa una scultura di mattoncini di LEGO costruita dalle sapienti mani di Riccardo Zangelmi, primo e unico LEGO® Certified Professional italiano, famoso appunto per le sue creazioni con migliaia e migliaia di mattoncini colorati. 

L’opera, realizzata in occasione della Milano Fashion Week, conta oltre 50.000 mattoncini “tradizionali” e più di 7.000 Lego Dots e rappresenta una mano che indossa un’enorme riproduzione dei nuovissimi braccialetti personalizzabili con le piastrine in 2D e posta su un piedistallo anch’esso costruito il LEGO.  

La creazione di Riccardo Zangelmi rimarrà esposta in Piazza San Babila fino al 24 febbraio. Affrettatevi per non perdervela! 

A Milano l’opera in LEGO di Riccardo Zangelmi
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A Milano l’opera in LEGO di Riccardo Zangelmi
A Milano l’opera in LEGO di Riccardo Zangelmi
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The Moldy Whopper, Burger King punta sulla muffa

The Moldy Whopper, Burger King punta sulla muffa

Giulia Guido · 1 mese fa · Art

Il bello del cibo vero è che diventa brutto. È questo il claim dell’ultima campagna di Burger King realizzata per presentare il nuovo Whopper senza conservati artificiali. 

A quanto pare il colosso dello street food sembra aver preso una strada più sana, decidendo di togliere conservanti, colori e sapori artificiali dal loro panino più venduto. Proprio per questo motivo la campagna si chiama The Moldy Whopper, perché nel momento in cui tutti gli ingredienti sono naturali la muffa è un valore aggiunto. 

Nel video pubblicato poche ore fa vediamo un Whopper appena fatto in tutto il suo splendore, poi assistiamo lentamente al cambiamento del cibo nei 34 giorni successivi, in sottofondo la canzone di Dinah Washington “What A Difference A Day Makes”. 

Per il momento Burger King non ha fatto sapere quali tipi di conservanti sono stati tolti, ma questo cambiamento è già attivo il oltre 400 punti in America e l’azienda punta a rendere questa politica attiva in tutti i ristoranti degli Stati Uniti entro la fine del 2020. 

The Moldy Whopper, Burger King punta sulla muffa
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The Moldy Whopper, Burger King punta sulla muffa
The Moldy Whopper, Burger King punta sulla muffa
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La nuova invisibile pubblicità di Coca-Cola

La nuova invisibile pubblicità di Coca-Cola

Emanuele D'Angelo · 1 mese fa · Art

Coca-Cola ha lanciato la sua nuova e sensazionale campagna pubblicitaria.
La rinomata multinazionale di bevande gassate è una delle aziende che riesce a cavarsela con poco quando si tratta di comunicare il suo messaggio.
Non molto tempo fa anche McDonald’s ha realizzato una campagna simile, con il solo font della stessa azienda in cui era appunto assente qualsiasi tipo di immagine.

Come si evince infatti da questa nuova campagna realizzata da Publicis Italia, l’agenzia non usa altro che la tavolozza bianca e rossa del marchio, sfruttando a pieno il logo che chiunque ha visto almeno una volta nella vita.
La pubblicità di Coca-Cola sarà riprodotta solo in spazi pubblicitari pubblici e su carta stampata.

Il logo bianco su sfondo rosso si incurva dolcemente come se fosse avvolto intorno alla forma della iconica bottiglia, e una frase di due parole che riassume il senso della campagna: “Feel it”.
La distanza tra le due linee di testo fa sembrare che ci sia davvero una bottiglia vera e propria, creando una simpatica quanto geniale illusione ottica.

Coca-Cola | Collater.al 1

L’abbiamo definita un’idea semplice e geniale, ma a quanto pare Stephan Vogel, chief creative officer EMEA di Ogilvy, ne ha rivendicato la paternità con un post apparso sul profilo facebook di Publicis Worldwide (che è stato poi rimosso).
Nel 2015 la celebre agenzia Ogilvy aveva realizzato la stessa immagine per il “compleanno” della bottiglia che festeggiava i suoi 100 anni.
Una campagna che aveva addirittura vinto un oro ai London International Awards, ragione per cui sembra molto difficile che un’idea del genere possa essere finita nel dimenticatoio.
Oggi intanto arrivano le prime smentite da Publicis Italy e Coca-Cola con un breve e congiunto comunicato.

Ogilvy 2015
La nuova invisibile pubblicità di Coca-Cola
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La nuova invisibile pubblicità di Coca-Cola
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