Ogni oggetto di culto ha un momento zero. Per i grillz quel momento è un dente rotto su una ciotola di cassava fritta (un contorno tipico), in Suriname, nel 1983. Il protagonista è un ragazzo di Brooklyn tornato a trovare la famiglia, che si ritrova seduto su una poltrona da dentista a fissare una corona d’oro che non vuole portare per sempre. Da lì, da un rifiuto, nasce uno degli oggetti più riconoscibili della cultura hip hop.
Nato in Suriname ed emigrato a Brooklyn con la famiglia nei primi anni Settanta, Eddie Plein cresce sognando di diventare un calciatore. È proprio durante quel viaggio del 1983 che tutto cambia, quando il dentista gli propone una corona d’oro permanente, pratica comune nel paese, ma lui rifiuta l’idea di un intervento irreversibile. Quando torna a New York ha un pensiero fisso in testa e, invece di iscriversi all’università che aveva in programma, si iscrive a una scuola dentistica per imparare a lavorare corone e calchi.
I primi esperimenti li fa nel seminterrato di casa dei genitori, a Brooklyn, usando acrilico e metallo, spesso provando i pezzi direttamente sui familiari.
Il primo cliente importante arriva nel 1987. È Just-Ice, rapper del Bronx, che sfoggia il grillz realizzato da Plein sulla copertina e sui poster promozionali dell’album Kool & Deadly. L’immagine finisce affissa in tutta New York, e da quel momento il seminterrato di Plein si trasforma in un via vai costante.


Di lì a poco apre, infatti, “Famous Eddie’s” al Colosseum, storico mercato nel Queens, diventando in pochissimo tempo il gioielliere di riferimento per un’intera generazione. Da Flavor Flav a Big Daddy Kane, fino a un giovanissimo Jay-Z, tutti passano tutti dalle sue mani. Il successo, però, attira imitatori che copiano il suo lavoro abbassando i prezzi, e Plein si trova costretto a chiudere e lasciare New York dopo il pignoramento della casa.
Nel 1992 si trasferisce ad Atlanta, dove vive una seconda ascesa ancora più imponente, diventando il gioielliere di OutKast, Goodie Mob, Ludacrise Lil Jon. Nel 2006, con il settore ormai saturo di concorrenza e la sua reputazione sempre meno centrale nel racconto pubblico dei grillz, Plein si ritira, scomparendo quasi del tutto dai radar per quasi vent’anni.

L’idea di decorare i denti con metalli preziosi, però, non nasce con Plein. Lui ne inventa la versione moderna, removibile, pensata per essere indossata e tolta come un gioiello qualsiasi. Le origini vere affondano molto più indietro. In Egitto, intorno al 2500 a.C., venivano incastonati metalli tra i denti come segno di prestigio. Nel Sud-est asiatico si trovano ornamenti dentali vecchi di quattromila anni, mentre i Maya usavano la giada come simbolo di rango. In Italia, gli Etruschi realizzavano già nell’800 a.C. vere protesi in oro per le donne più abbienti, come documentato dalle ricerche dell’antropologo Marshall J. Becker su una ventina di reperti.

Ciò che Plein fa negli anni Ottanta è diverso da tutto questo perché prende una pratica diffusa nelle diaspore (nei quartieri caraibici, nel Sud degli Stati Uniti, tra i musicisti blues) e la trasforma in un prodotto su misura, personalizzabile in ogni dettaglio, dalla forma alla disposizione dei denti coperti. È lui a introdurre l’idea del set removibile, liberando il gold cap dalla poltrona del dentista e trasformandolo in accessorio di moda a tutti gli effetti.
Nel giro di pochi anni il grillz smette di essere una curiosità di quartiere e diventa parte integrante dell’immaginario hip hop, fino all’esplosione mainstream del 2005, quando “Grillz” di Nelly porta la gioielleria dentale nelle case di chi fino a quel momento non ne aveva mai sentito parlare.
Prima ancora della svolta hip hop, il grillz aveva già sfiorato l’alta moda. Nel 1975 grazie a Grace Jones finì sulla copertina di Vogue Hommes. Negli anni Ottanta e Novanta diventa invece linguaggio identitario delle strade di New York: Slick Rick lo rende parte della sua iconografia fin dal primo album, il Wu-Tang Clan – con RZA e Method Man in prima linea – lo porta su territori sempre più sperimentali, mentre Erykah Badu lo sfoggia in un video-tributo alla storia dell’hip hop.

Il salto definitivo arriva con il red carpet e il mainstream globale. Ai Grammy del 2014 Madonna sorprende tutti con un grillz scintillante, dimostrando che l’accessorio non ha età né genere. Rihanna alterna pezzi a forma di pistola a griglie interamente ricoperte di zaffiri rosa, Cardi B indossa set disegnati su misura dai migliori artigiani del momento, mentre designer come Dolly Cohen portano il grillz nella gioielleria di lusso, conquistando bocche come quelle di Beyoncé, Kim Kardashian e Nicki Minaj. A completare il quadro contemporaneo arriva A$AP Rocky, che secondo chi ha studiato a fondo questa storia è la figura che ha traghettato il grillz da estetica prettamente maschile e aggressiva a un linguaggio più ricercato, quasi haute couture.


Però, c’è una nota agrodolce in tutto questo. Mentre il grillz diventava linguaggio globale, il nome di Eddie Plein è sparito quasi del tutto dalla memoria collettiva. A riportarlo un po’ alla luce è stato il regista Lyle Lindgren, che dopo averlo conosciuto in quel seminterrato di Brooklyn dove tutto era cominciato ha raccolto la sua storia nel libro Mouth Full of Golds, pubblicato una prima volta nel 2021 e poi ristampato da IDEA nel 2023 a cui si è aggiunto quest’anno un documentario presentato in anteprima al Tribeca Festival 2026.
Conoscere la sua storia è fondamentale per sapere che prima di ogni red carpet, di ogni videoclip, di ogni pezzo unico disegnato oggi da un nuovo studio di gioielleria, c’è stato un seminterrato a Brooklyn, e un ragazzo che ha trasformato un dente rotto nel simbolo di una generazione.

