Ottant’anni fa la Sampdoria non esisteva ancora come la conosciamo. Esistevano la Sampierdarenese e l’Andrea Doria, due società genovesi con tifoserie e storie proprie, che nel 1946 si fusero dando vita al club blucerchiato, prestandogli persino il nome (Sam da Sampierdarenese, Doria appunto da Doria). È una fusione che nell’immaginario collettivo è rimasta sempre un po’ sullo sfondo, coperta dal blucerchiato che tutti conoscono oggi. Per l’80° anniversario, Macron e la Sampdoria sono andate a riprenderla, presentando due kit che non celebrano il club così com’è, ma le due squadre che, fondendosi, hanno smesso di esistere.
La maglia Samp riprende i colori della Ginnastica Comunale Sampierdarenese, fondata nel 1891: base bianco crema, due bande orizzontali rosse e nere stampate al centro, colletto e polsini in maglieria nera. La maglia Doria guarda invece alla Ginnastica Andrea Doria del 1900, con lo storico schema a quarti bianco e blu, la parte destra navy e la sinistra bianca, invertite sulle maniche, e la croce di San Giorgio applicata al petto, lo stesso simbolo che identifica la città di Genova sui suoi stendardi. Su entrambe le divise compare il logo celebrativo dell’anniversario, un 80 in cui lo zero diventa lo scudo di San Giorgio, chiuso in una corona d’alloro sormontata dal profilo del Baciccia, la storica mascotte del club.


Le due maglie restano distinte per statuto, non si comportano come home e away, “dimenticate away, dimenticate third” scrive il club nel comunicato, un modo per dire che questi capi non vanno letti nella gerarchia consueta delle divise da trasferta, ma come due ritratti a sé.
Sul piano tecnico entrambe sono realizzate in Eco Poly Piquet, tessuto in poliestere riciclato post-consumer, con pannello posteriore in Eco Micromesh per la traspirabilità, insomma, l’unica concessione al presente in una divisa che per tutto il resto lavora in direzione opposta, riportando alla luce due club sciolti da ottant’anni e restituendo loro, per una stagione, una maglia propria.




