Non ci sono luci in una foresta desolata e innevata. Non ci sono luci la notte tra le dune silenziose di un deserto lontano mille miglia da qualsiasi città. L’apparizione di un pixel luminoso rompe il gioco della natura, trasforma il paesaggio in una dimensione alternativa. Sembra interrompere o rallentare il regolare flusso del tempo, un rumore bianco che ridefinisce lo spazio creando un momento poetico e inquietante allo stesso tempo. Questo l’effetto dei paesaggi alternativi creati dal fotografo canadese Benoit Paillé. Un cubo di luce installato all’interno di un contesto naturale senza trucchi, senza foto-ritocchi. Un cubo di luce che mette in discussione la realtà del paesaggio, che appare fluttuante come un passaggio dimensionale e sembra sintetizzare la nostra paura del buio. Una finestra sulla vita segreta della natura che ricorda la serie Emergent Behavior di Thomas Jackson.










