Billy Cress, il fotografo che cattura la quiete

Billy Cress, il fotografo che cattura la quiete

Giulia Guido · 2 settimane fa · Photography

Contea del Delaware. Contea di Philadelphia. Contea di Camden. Contea di Cape May. Questi sono solo alcuni dei luoghi che appaiono negli scatti di Billy Cress (o William Cress), fotografo autodidatta nato a Springfield, in Pennsylvania. 

L’attenzione, e di conseguenza l’obiettivo, di Billy vengono catturati dai luoghi che lo circondano cercando di dare vita a fotografie in cui la tranquillità, la calma e la quiete fanno da padrone, ma allo stesso tempo si percepisce la presenza dell’uomo. 

Le strade vuote, gli edifici abbandonati, gli oggetti lasciati ai margini delle strade sono i segni di un mondo popolato e legato agli uomini in cui, però, appaiono solo raramente, quasi per caso. 

Attraverso i suoi scatti Billy Cress mostra il mondo così com’è, o almeno così come appare ai suoi occhi, senza voler raccontare a tutti i costi una storia, proprio come nella serie fotografica “When the Neighborhood’s Not Looking”, poi diventata un fotolibro edito dalla casa editrice indipendente Aint-Bad. 

Scopri una selezione degli scatti di Billy Cress qui sotto e per saperne di più vai sul suo sito

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One Person City, Shanghai nell’era del Coronavirus

One Person City, Shanghai nell’era del Coronavirus

Giulia Guido · 2 settimane fa · Photography

In Italia, erano i primi giorni di gennaio quando alcuni giornali e testate hanno iniziato a parlare di una polmonite misteriosa presente in Cina.

Nelle settimane successive, mentre la situazione andava peggiorando, l’attenzione della stampa sull’argomento si è fatta sempre più presente, trasformando i quotidiani in un vero e proprio bollettino giornaliero sul numero di vittime, che proprio oggi ha superato quota 1000, sul numero dei contagi, oltre i 42 mila, e sui progressi dei laboratori di tutto il mondo impegnati disperatamente nella ricerca di una cura. 

Intanto, da parte dei governi sono arrivate le prime misure di sicurezza, dai voli bloccati, ai controlli con termo scanner in aeroporti e stazioni, fino alla quarantena obbligatoria per turisti provenienti dalla Cina, dove alla popolazione è stato vivamente consigliato di non uscire dalle proprie abitazioni. 

Cosa succede quando l’intera popolazione di una città da oltre 24 milioni di abitanti si rinchiude in casa per giorni? 

È quello che sta accendendo, ormai da un mese a questa parte, nelle più importanti città della Cina, dove aziende e negozi hanno chiuso per prevenire, o almeno ridurre, la possibilità di contrarre il nuovo Coronavirus che sta mettendo in ginocchio una delle maggiori superpotenze del mondo. Tra queste, ovviamente rientra la più grande città del Paese, Shanghai. Le persone per le strade deserte si possono contare sulle dita di una mano e tra queste, per nostra fortuna, c’è Nicole Chan

Dico ‘per fortuna’ perché grazie a lei, al suo lavoro e ai suoi scatti abbiamo l’occasione di vedere quale sia l’attuale situazione della città, ma abbiamo anche la possibilità di avere una retrospettiva, una rappresentazione di Shanghai più unica che rara, impossibile in altre circostanze. 

Le immagini che formano la serie fotografica dal titolo One Person City (一个人城市) sono state scattate durante il Capodanno Cinese – 25 gennaio – che per la prima volta non ha visto infinite folle popolare gli spazi pubblici, non ha visto le classiche parate che cerchiamo di riprodurre nelle nostre città, non ha visto persone in festa. Lo scenario è surreale, da film post-apocalittico, e come qualsiasi scenario di una tragedia in atto ha il potere e la forza di spaventarci e attirarci al tempo stesso. Le immagini dei centri commerciali deserti, delle strade a sei corsie sgombre, dei traghetti senza nessuno a bordo, degli incroci vuoti fanno paura, ma non potrebbero essere più belle. 

Senza la presunzione di realizzare scatti artistici o con una ricerca estetica ben precisa, Nicole Chan, che ha osato scendere per le strade di Shanghai, è riuscita in quello che dovrebbe essere il primo obiettivo di un fotografo, anzi di un artista, diventare la testimonianza del proprio tempo. 

One Person City, Shanghai nell’era del Coronavirus
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Tom Sebastiano, il fotografo capace di fermare il tempo

Tom Sebastiano, il fotografo capace di fermare il tempo

Emanuele D'Angelo · 2 settimane fa · Photography

Tom Sebastiano è un fotografo nato in Italia, capace di catturare attraverso la sua macchina fotografica qualcosa di ordinario e renderlo allo stesso tempo magico e poetico a gli occhi di chi guarda.
Una semplicità che tocca molti dei progetti del fotografo italiano, bravo a trasformare le abitudini quotidiane nel centro dell’interesse.
Anche se può sembrar strano, ha scelto di dedicarsi totalmente alla fotografia solamente dieci anni fa.

Con le sue foto Tom Sebastiano riesce a raccontare con una sola immagine più di quanto faccia una intera enciclopedia, è completo nel suo modo di scattare, riesce a scovare particolari ad altri nascosti riuscendo a cogliere in pieno ciò che lo circonda.
La fotografia per l’artista è un miscuglio di composizione, luce ed emozione, che tranquillamente ritrae ritratti, paesaggi urbani desolati e oggetti inanimati. 
L’interesse può oscillare su una varietà di soggetti infinita, ma il concept si mantiene sempre uniforme e immobile.

Animate” è uno dei suoi ultimi progetti fotografici in cui i protagonisti son semplicemente degli oggetti che tutti usiamo quotidianamente.
Un progetto dove il tempo sembra fermarsi nell’instantanea della foto, dove non ci sono riferimenti spaziali o temporali.
Tavoli, vecchi quadri e calcetti vintage diventano gli inattesi protagonisti, di ogni frame catturando totalmente l’attenzione, come se stesse ritraendo una persona.
La sua fotografia è pianificata, ma non nei minimi dettagli, e spesso è solo una combinazione di luoghi visti in precedenza con scenari immaginati.

Tutte le “storie” che riesce a catturare con il suo obiettivo si possono trovare nel suo blog, “inverno dreaming”.
Un fotografo unico, abile a cogliere in un solo scatto mille sfumature, capace, come citava il suo collega statunitense Elliot Erwitt, di fotografare senza aver bisogno di spiegare le cose.

Tom Sebastiano, il fotografo capace di fermare il tempo
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“Taliami e te fazzu petra” di Salvatore Di Gregorio

“Taliami e te fazzu petra” di Salvatore Di Gregorio

Emanuele D'Angelo · 1 settimana fa · Photography

“Taliami e te fazzu petra” letteralmente “guardami e diventi di pietra” è un progetto di Salvatore Di Gregorio, fotografo di origine siciliana.
Il reportage è ambientato a San Berillo, storica zona del centro storico catanese, uno dei primi  quartieri a luci rosse d’Europa.
Con questo progetto non vuole raccontare la movimentata vita notturna, ma mettere la zona, da sempre dimenticata da tutti, sotto una nuova luce.
Un quartiere degradato, per il quale è stata progettata molti anni fa una riqualificazione, mai avvenuta del tutto.

La prima macchina fotografica l’ha acquistata a ridosso dei 30 anni.
Lavorava precedentemente a Roma in uno studio di registrazione con musicisti dal calibro di Ennio Morricone e Danger Mouse. Successivamente si è trasferito a Londra, dove ha frequentato un Master in Enterprise and Management for the Creative Arts.
Solo dopo esser stato nel Sud-Est Asiatico, precisamente tra Thailandia, Laos, Vietnam e Cambogia ha capito che voleva scattare e documentare visivamente la contemporaneità e ciò che lo circondava.

Il titolo del progetto è emblematico, ispirato al mito della Medusa del tradizionale simbolo della Trinacria.
L’intensità dello sguardo delle prostitute lo rimandava appunto alla Dea, che trasformava in pietra chiunque la guardasse.

Una zona che è un perfetto esempio di integrazione, dove vivono persone appartenenti a tutte le nazionalità.
Salvatore Di Gregorio è stato lì per catturare pregi e difetti, contraddizione e voglia di rinascita del quartiere.

Salvatore Di Gregorio | Collater.al
“Taliami e te fazzu petra” di Salvatore Di Gregorio
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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 1 settimana fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle. 
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @fabrizio.verrecchia, @marina.bocchetti, @graziano_racchelli, @erre72, @leavemesomewhere, @erikaconclaci, @moulayahmed2.0, @emanuele_manco, @leavemeinmonochrome, @fotopabo.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

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