Bottega Veneta “occupa” la Grande Muraglia Cinese

Bottega Veneta “occupa” la Grande Muraglia Cinese

Andrea Tuzio · 4 mesi fa · Style

Come forse sapete Matthieu Blazy ha preso il posto di Daniel Lee come nuovo direttore creativo di Bottega Veneta. Questo cambio al timone di comando però non ha cambiato l’approccio della maison italiana, che continua a sorprendere il pubblico e gli addetti ai lavori creando connessioni costanti e innovative con il mondo dell’arte.

Infatti, per celebrare l’imminente Capodanno Lunare Cinese in arrivo martedì 1 febbraio, Bottega Veneta ha presentato nella serata di ieri, un’inedita e grandiosa installazione realizzata su uno dei più famosi e mastodontici monumenti mai costruiti dall’uomo, la Grande Muraglia Cinese.

Un enorme maxi-schermo installato proprio su una porzione della Grande Muraglia, mostra il nome dell’azienda alternato a un messaggio di auguri per il nuovo anno in caratteri cinesi nel classico verde Bottega e in tangerine. Quest’ultimo rappresenta nella cultura cinese un colore di buon augurio già di per sé e sarà oltretutto protagonista di una serie di iniziative indirizzate al mercato cinese in concomitanza con i festeggiamenti dell’anno della Tigre che sta per arrivare. 

A margine dell’iniziativa Bottega Veneta si è anche impegnata a sostenere la ristrutturazione del famosissimo “Shangai Pass”, noto anche come “Primo passo sotto il paradiso” per via di queste parole incise sopra uno degli archi di entrata. A causa della mancanza di opere di manutenzione appunto, ad oggi non resta che la porta Zhendong ed è proprio per questo che la maison italiana ha deciso di contribuire al mantenimento di una delle opere più imponenti e culturalmente rilevanti del nostro pianeta. 

Non è la prima volta che la Grande Muraglia Cinese “sbarca” nel mondo della moda. Nel 2007 infatti Fendi, sotto la direzione creativa di Karl Lagerfeld, trasformò una delle 7 meraviglie del mondo in una lunghissima passerella di 80 metri dove sfilarono ben 88 modelle – nella tradizione giapponese il numero 88 è propiziatorio.

Qui di seguito potete dare un’occhiata al video dell’installazione postato da Bottega Veneta sul proprio account Instagram.

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Vivienne Westwood e Juergen Teller nei vicoli di Napoli

Vivienne Westwood e Juergen Teller nei vicoli di Napoli

Andrea Tuzio · 4 mesi fa · Style

Una Napoli reale, viscerale, fatta di motorini nei vicoli dei Quartieri Spagnoli, tavoli e sedie di plastica sul Lungomare a Mergellina, barche abbandonate dai pescatori e case che evocano il Rinascimento Napoletano dei D’Angiò e degli Aragona che ci porta indietro nel tempo fino al 16° secolo. Questo è quello che fa da sfondo all’ultima campagna di Vivienne Westwood per la Spring/Summer 2022 scattata da Juergen Teller.

Per l’occasione il fotografo tedesco ha chiamato in causa anche la stessa Westwood e il direttore creativo del marchio Andreas Kronthaler oltre a una serie di talent che si sposano perfettamente con il contesto peculiare e unico.
“Abbiamo avuto di nuovo la libertà! – Era la prima volta dall’inizio della pandemia che potevamo andare a visitare il nostro producer e amico in Italia. Vivienne stava anche ricevendo il premio alla carriera della Biennale di Firenze, quindi ci sembrava un’ ottima opportunità. Ho sempre voluto far vedere Napoli Vivienne. Ecco come è nato tutto”, ha dichiarato Kronthaler, che poi aggiunto a proposito della scelta di Teller: “So quanto Juergen ami la città – ha un profondo affetto e legame con essa”.

 
 
 
 
 
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Un lookbook che gioca con i contrasti: l’opulenza punk tipica della legacy della Westwood così come l’estetica contro culturale che si scontrano con la normalità e la semplicità brutale e diretta di una Napoli contemporanea e febbrile. 

Vivienne Westwood e Juergen Teller nei vicoli di Napoli
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Vivienne Westwood e Juergen Teller nei vicoli di Napoli
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Phaidon ci racconta il Museo Yves Saint Laurent di Marrakech

Phaidon ci racconta il Museo Yves Saint Laurent di Marrakech

Andrea Tuzio · 4 mesi fa · Style

“Marrakech mi ha insegnato il colore…prima era tutto nero”. Con queste parole Yves Saint Laurent descrisse una volta il suo sconfinato amore per Marrakech che vi ho raccontato qui un po’ di tempo fa.

La casa editrice Phaidon qui vi abbiamo parlato dei libri in uscita nel 2022 della casa editrice specializzata in bellissimi volumi su arte, design e buon gusto – ha rilasciato uno splendido volume che racconta passo dopo passo lo sviluppo del progetto del museo Yves Saint Laurent di Marrakech, l’ultimo vero progetto di Pierre Bergé, compagno di Yves e co-fondatore della maison francese, prima della sua scomparsa. Realizzato dallo studio francese di architettura Studio KO, il museo di Marrakech dedicato allo stilista francese è uno dei più belli del mondo. 

Un racconto lungo 1423 giorni, il tempo che ci è evoluto per progettare, costruire e aprire al pubblico il museo nel 2017, che si apre con una prefazione di Madison Cox, architetto paesaggista compagno di Bergé fino alla sua morte: “Un caldo omaggio al Marocco…questo elegante libro traccia l’incredibile processo artistico che ha permesso a uno schizzo grezzo e candido di compiere una metamorfosi, come una crisalide, e diventare un edificio bello e munifico”.

Yves Saint Laurent Museum Marrakech edito da Phaidon e curato da Studio KO è disponibile in due edizioni: una standard da €45 e una luxury da €120.

Phaidon ci racconta il Museo Yves Saint Laurent di Marrakech
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Phaidon ci racconta il Museo Yves Saint Laurent di Marrakech
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Sottoculture e Syd Brak negli scatti della SS22 di Martine Rose

Sottoculture e Syd Brak negli scatti della SS22 di Martine Rose

Andrea Tuzio · 4 mesi fa · Style

Un viaggio d’amore nelle sottoculture di fine novecento in cui Martine Rose e le 3 fotografe che hanno scattato la collezione Spring/Summer 2022 della stilista giamaico-britannica, sono riuscite ad esprimere vibe assopite solo all’apparenza ma in che in realtà saranno quelle che domineranno il 2022.

Se gli anni ’90 e la moda Y2K sono stati i trend principali del 2021, questo 2022 potrebbe essere l’anno dell’estetica legata alle sottoculture che hanno contraddistinto la fine del XX secolo: gabber, rave, acid house, etc.. Tutti questi movimenti controculturali hanno avuto un impatto decisivo su moltissimi aspetti della società come design, cinema, musica e naturalmente moda. 

L’entusiasmante SS22 di Martine Rose viene esaltata dalla campagna scattata da Rosie Marks, Sharna Osborne e Camille Vivier che insieme riescono a far risaltare le ispirazioni e le reference underground che sin dal 2007, anno di fondazione del brand, guidano la verve creativa di Martine Rose: un profondo interesse nei confronti della musica, una forte attenzione alla cultura melting-pot londinese, la famiglia e la comunità.

L’estetica peculiare della stilista London-based è caratterizzata da uno studio costante delle proporzioni e della silhouette, da texture e tessuti inaspettati e da un continuo riferimento ai contesti subculturali. Esiste una forte tensione tra attrazione e resistenza ai codici dell’abbigliamento maschile. La sua esplorazione della mascolinità, la sensualità delle collezioni e la sensibilità al carattere e all’umore definiscono a pieno il suo lavoro. 

I protagonisti della campagna sono appunto raver, gabber e acid houser ma ne troviamo anche un altro, una sorta di tributo celato a Syd Brak, uno degli artisti più influenti degli anni ’80. 
Illustratore originario del Sud Africa costretto a scappare dal suo paese insieme alla moglie Marah a causa le sue idee politiche e per l’opposizione tenace nei confronti dell’apartheid.

All’epoca del suo trasferimento forzato a Londra, Brak aveva già riscosso un grandissimo successo in patria nel mondo della pubblicità ma fu nella capitale inglese che l’illustratore ormai scomparso, realizzò lavori dal fortissimo impatto ed estremamente seducenti, facendolo diventare uno degli illustratori più richiesti al mondo. Il suo poster “The Long Distance Kiss” è il più venduto della storia e ha lavorato per aziende del calibro di Coca-Cola, MSN e Levi’s oltre ad aver realizzato copertine per autentici guru della scrittura come Ken Follett, Wilbur Smith e John Grisham.

La Spring/Summer 2022 sarà disponibile sul sito di Martine Rose entro la fine di gennaio.

Sottoculture e Syd Brak negli scatti della SS22 di Martine Rose
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Sottoculture e Syd Brak negli scatti della SS22 di Martine Rose
Sottoculture e Syd Brak negli scatti della SS22 di Martine Rose
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Louis Vuitton continua a omaggiare Virgil Abloh

Louis Vuitton continua a omaggiare Virgil Abloh

Andrea Tuzio · 4 mesi fa · Style

La boutique Louis Vuitton di via Montenapoleone a Milano, con l’arrivo della nuova collezione uomo Spring/Summer 2022 Amen Break, l’ultima realizzata da Virgil Abloh scomparso prematuramente lo scorso 28 novembre, omaggia la memoria del designer americano con una serie di installazioni, tra cui un origami gigante a forma di aeroplano. 
All’interno del cortile della boutique sarà possibile vedere questo grande aeroplano giocattolo in carta, collocato su di una pedana a specchio e caratterizzato dalle ormai iconiche nuvole. 

Le installazioni posizionate all’interno delle vetrine invece sono dedicate al mondo degli scacchi che – oltre ad essere un richiamo al pattern Damier inventato da Georges Vuitton nel 1888 – rappresenta una metafora della vita umana, come nel film capolavoro del 1957 di Ingmar Bergman “Il Settimo Sigillo”.

Proprio nell’incipit del film, assistiamo a una partita a scacchi tra un cavaliere che torna dalle crociate e la morte impersonificata che gli preannuncia l’arrivo della sua ora. Essendo un bravo giocatore di scacchi, il cavaliere cerca di mettere in difficoltà la morte stessa che accetta la sfida concedendogli ancora del tempo, con uno scopo: trovare un senso e una ragione per cui la vita valga la pena di essere vissuta. Il concetto alla base di questa scena, traslata nelle nostre vite, è che contro la morte non esiste vittoria ma a prescindere noi continueremo a giocare la nostra partita dando significato alla vita che viviamo fino all’ultimo momento disponibile.

Louis Vuitton continua a omaggiare Virgil Abloh
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