Style La storia di Buffalo fra musica, subculture e stivali da cowboy
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La storia di Buffalo fra musica, subculture e stivali da cowboy

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Anna Frattini

Buffalo è sinonimo di selvaggio, audace e di animale da branco. Tutti elementi che rivediamo nella storia di un brand nato alla fine degli anni ’70 e che continua a incoraggiare espressività e libertà (sempre con un tocco di stravaganza) in chi indossa le scarpe di questo marchio. Dall’archetipo – lo stivale da cowboy – fino alle collezioni odierne. Approfondiamo quindi la storia e le influenze di Buffalo nella pop culture.

Gli inizi di Buffalo

Non tutti sanno che la storia di Buffalo – il brand di calzature che associamo alle scarpe platform della scena rave anni ’90 – inizia nel 1977. È proprio il founder del marchio, Mick Conradi, a innamorarsi degli stivali da cowboy in Messico decidendo di portarli in Germania e venderli nel suo negozio di Wiesbaden. Nel corso degli anni la storia di Buffalo muta e si intreccia con la cultura pop e con subculture legate al mondo dei rave in modi inaspettati.

Nel 1979 viene fondata la “Buffalo Boots” e da lì in poi il marchio si afferma come uno dei principali importatori di stivali da cowboy di alta qualità. Solo dopo qualche anno, Conradi inizia a considerare l’idea di produrre sneaker. Questo tipo di scarpa, prodotto in moltissimi colori, conquista il mercato anche al di fuori della Germania in pochissimo tempo. Solo l’inizio per il brand tedesco che nel decennio successivo raggiungerà una fetta importante della cultura pop.

Gli anni ’90 e le Spice Girls

Quando nel 1995 Buffalo mette in commercio la Rising Tower – una sneaker platform altissima – la scarpa non fa in tempo ad arrivare sulla scena rave anni ’90 prima di capitare ai piedi delle Spice Girls che erano già considerate icone dello stile internazionale. Da quel momento in poi le Buffalo deterranno per sempre un posto speciale nel mondo della pop culture. Non solo per la forma quasi comica (e allo stesso tempo statuaria) ma anche per il carattere forte che donava una certa sicurezza in che le indossava.

Il merito del legame tra Buffalo e lo stile britannico va alle Spice Girls, che contribuirono a un’idea di empowerment strettamente legata al femminismo della terza ondata e alla politica culturale d’opposizione (senza dimenticare il fenomeno tutto inglese delle Blair’s Babes). Ma non solo le Spice Girls, le Buffalo sono entrate anche a far parte dell’identità di subculture legate alla musica come il punk, la techno insieme al grunge e al goth. A indossarle, tantissime pop star anche oggi fra cui Doja Cat nell’iconico video Agora Hills, Ariana Grande in Baby, Hunter Schafer nella serie tv Euphoria ma anche Madison Beer, Jennie Kim, Billie Eilish, Rita Ora e Charlie XCX.

Buffalo oggi

Oggi il brand propone una vasta gamma di modelli pensati per diversi target group, accomunati dal desiderio di distinguersi, uscire dagli schemi e affermare il proprio stile e la propria identità. Buffalo rimane fedele alle sue origini, ma punta a superarle e proporre sempre modelli innovativi.  Per esempio, sono state create due linee che si distinguono dalle Buffalo “classiche”: una street, pensata per i più giovani, e una linea più elegante, dedicata alle fashioniste urbane che amano frequentare i club e seguire le ultime tendenze.

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Scritto da Anna Frattini

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