Photography Canon non farà più reflex, come diventeremo fotografi ora?
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Canon non farà più reflex, come diventeremo fotografi ora?

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Tommaso Berra
reflex | Collater.al

POV: sei un adolescente a cavallo tra gli anni zero e il decennio successivo e stai per scartare un regalo che hai chiesto per mesi. Sai che in quel pacchetto ci sarà dentro una Reflex di Canon, architrave per una promettente carriera da fotografo che mamma, papà e i tuoi amici carenti di belle foto prevedono nel tuo futuro.
Per quella macchina non servirà una tracolla, la produzione fotografica sarà più imprevedibile, quella reflex scatterà in spiaggia, tra le principali città d’Europa visitate rigorosamente in gita scolastica o tra l’erba alta del campo dietro casa, prima di finire ben riposta, per anni, in un cassetto della cameretta.
Il senso di colpa (ampiamente superato da quando in un altro pacco regalo verrà scartato l’iPhone X) per aver abbandonato la Canon dopo solo una vacanza e qualche shooting all’amic* di turno, potrebbe tornare in superficie, specialmente dopo l’annuncio di Canon con il quale ha annunciato la fine della produzione di reflex.
L’Amministratore Delegato Fujio Mitarai nei giorni scorsi ha dichiarato infatti al quotidiano Yomiuri Shimbun che l’azienda giapponese si concentrerà solo sulla produzione di mirrorless, una generazione di macchine più avanzate oltre che più piccole e versatili per i professionisti, lanciate a partire dal 2018 dopo sei anni di sviluppo.
Cessa così la produzione di uno dei simboli delle aspirazioni e velleità adolescenziali, ma anche di uno strumento che ha educato al linguaggio fotografico e alla sua tecnica. Le reflex sono state per molti fotografi professionisti il primo passo per avviare la loro carriera e realizzare i primi progetti, e per altri lo strumento per prendere spazio in un’epoca di rappresentazione come quella dei blog e dei social network. 

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Dopo la prima Eos-1 del 1989 lanciata da Canon, l’ultimo modello prodotto dall’azienda sarà quindi la Eos-10 X MARK III. In mezzo modelli che hanno fatto sentire fotografi molti millennial, coltivando un feticcio per la fotografia riposizionata su un piano anche amatoriale, accessibile a tutti, e non solo come tecnica da formare con competenze precise ed esperienza. La reflex è stata per anni uno strumento desiderato proprio perché versatile, attraverso il quale sperimentare facilmente inquadrature e fuochi, con risultati che davano la soddisfazione apparente di essere stati scattati in modo professionale.
Le reflex si sono diffuse quando i telefoni non permettevano di realizzare foto e video così definiti come ora, erano quindi strumenti avanzati per le richieste dei principianti e per certi versi indispensabili per raggiungere buoni risultati. Non è un caso che lo stesso destino toccato a macchine fotografiche potenti come le reflex ora spetti alle fotocamere degli iPhone 12 e 13, che hanno superato di gran lunga le richieste minime di molti e finiscono per essere sfruttate almeno al 50% delle loro possibilità.
Come detto le reflex hanno avuto un ruolo nella diffusione di massa della cultura fotografica, specialmente in un periodo in cui il linguaggio della comunicazione si stava spostando sempre più verso l’immagine. L’era dell’autorappresentazione nata con Tumblr e poi continuata da Instagram non sarebbe stata la stessa senza le fotocamere sui cellulari, ma probabilmente anche senza le reflex, che hanno abbinato da prima al concetto di foto amatoriale un valore artistico, una dignità. Quella foto ai fiori in giardino, l’inquadratura dal basso al Duomo di Milano o all’amico che fuma diventavano foto artistiche grazie allo strumento, e non semplice ricordo come i rullini sviluppati fino a qualche anno prima dai nostri genitori. Una perversione nei confronti dell’artisticità che ha molte debolezze, ma che ugualmente ha definito una tendenza diffusa.

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Quella reflex è ancora sulla mensola ed è stata trattata così male che forse il flash non va nemmeno più così bene, e anche quel graffietto sull’ottica è un problema. Dentro c’è ancora una scheda SD con tutte le foto della gita a Londra e del pomeriggio in cui era stato allestito un set nel giardino della nonna. Quel giorno era facile sentirsi fotografi, quel giorno sembrava che tutti i dubbi riguardo il futuro avessero trovato una credibile alternativa. A casa della nonna era tutto pronto, come lo era stato nelle prove fatte in casa qualche giorno prima, bastava solo trovare il tasto per scattare in automatico. 

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Scritto da Tommaso Berra
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