Con la Spring/Summer 2026, Carhartt WIP mette in scena un momento di passaggio, un attraversamento lento ma inevitabile che segna l’uscita dall’inverno e l’ingresso in una nuova fase. La campagna, scattata da Hugo Campan, non racconta tanto una stagione quanto la sensazione che la precede: quell’istante sospeso in cui la luce cambia, il corpo si riattiva e tutto sembra ancora leggermente fuori fuoco.
Il racconto visivo parte da una condizione di disorientamento. Gli occhi faticano ad adattarsi alla luce del mattino, il suono di una chitarra emerge in modo incerto prima di trasformarsi in un drone persistente, gli incontri restano frammenti confusi che si depositano più nella memoria emotiva che in quella razionale. È un linguaggio fatto di accenni e di attese, che accompagna un gruppo di figure irrequiete nel passaggio dalla notte al giorno.

Nel film, tensione e rilascio convivono costantemente. La malinconia non viene cancellata, ma messa in dialogo con una nuova energia, più fisica, più concreta. È proprio questa frizione a dettare il ritmo della narrazione: un movimento in avanti che trasforma la stasi invernale in qualcosa di tangibile, vivo, attraversato dal desiderio di fare e di muoversi.

Gli scatti che accompagnano il video mantengono una forte dimensione materica. La luce scolpisce i corpi e gli spazi, creando un gioco di ombre che restituisce tutta la complessità del cambio di stagione. La tattilità è una presenza costante: nel peso dei capi indossati, nella vicinanza di un abbraccio, nella scia lasciata da un corpo in movimento. Tutto sembra esistere in uno stato di transizione, come se ogni immagine fosse il residuo di un’azione appena compiuta.

Più che offrire risposte, la Spring/Summer 2026 di Carhartt WIP si muove per sensazioni. Racconta il momento in cui qualcosa si riattiva, senza clamore ma con decisione, e prepara il terreno per ciò che verrà. Un invito ad abitare il cambiamento, accettandone l’incertezza come parte necessaria del processo.


