Carlotta Castellini, classe ’95, è un’artista, tatuatrice, pittrice e street artist. Il suo è uno stile riconoscibile, dai colori decisi, che non si dimentica. Dai tatuaggi ai graffiti, Castellini, su Instagram @hot.hearts, fa tutto con passione. Noi l’abbiamo incontrata nel suo studio dove ci ha raccontato com’è nato l’amore per la street art e, di conseguenza, quello per il tatuaggio.

«Se prima ero molto più improntata su un’artisticità intima e personale, con la scoperta del mondo del writing mi si è aperto un modo diverso di concepire ciò che volessi comunicare attraverso le mie opere. E le cose che volevo comunicare erano entusiasmo e energia. Qualcosa che non poteva più essere definito attraverso il bianco e nero delle mie prime fotografie, ma che – in modo sempre più imperativo – doveva essere azione» inizia così a raccontarsi Castellini.

Ma come inizia questo tipo di passione? Da dove si inizia? E, soprattutto, come ci si ritrova a far parte di una comunità di writer? Castellini ci risponde così: «Il modo in cui ho scoperto il writing nasce come una vera e propria storia d’amore, perché l’ho conosciuto grazie al ragazzo con cui stavo qualche anno fa, che mi ha introdotto a questa comunità in un modo estremamente inaspettato. Un universo che mi ha appassionata in modo inarrestabile. E nonostante la fine della relazione che mi ha avvicinata al mondo del writing, il tutto è semplicemente diventato una pulsione ancora più inevitabile».

Il suo, come è evidente, è uno stile super riconoscibile – sia nella street art, che nella pittura e nei tatuaggi – infatti, «i muri riuscivano a darmi il modo di potermi comunicare, di potermi rappresentare al meglio a seconda dello stato d’animo, di che cosa volessi dire. Ecco, il filo conduttore che vedo nel mio modo di concepire il writing, dai quadri ai tatuaggi, è sicuramente il desiderio di essere riconoscibile. Quello a cui sto puntando è una semplificazione del metodo o anche del disegno. Un equilibrio fra estetica e funzionalità» come interviene lei stessa.

Nella ricerca di un equilibrio, non sempre facile da trovare nel mondo della creatività, «la sintesi l’ho ritrovata perfettamente nell’ambito del tatuaggio. Usando la tecnica dell’handpoking senza elettricità per me ridurre è sempre meglio, mi semplifica il disegno e le tempistiche del lavoro».

Durante la conversazione con Carlotta Castellini, un altro punto fondamentale che ci ha incuriositi, è sicuramente l’aspetto della comunità. «Nel mio caso la comunità è stata fondamentale, perché il writing genera una sorta di entusiasmo collaterale inaspettato, che coinvolge tantissime persone. Quelli con cui andavo a pittare sono quindi diventati i miei primi clienti come tatuatrice. Fosse per la precisione della linea e la distanza dal foglio, le similitudini con il mondo del writing sono innumerevoli» continua Castellini.

Il mondo del writing, in ogni caso, non è tutto rose e fiori. Mentre Castellini ci racconta di un episodio spiacevole dove alcuni dei suoi graffiti sono stati vandalizzati, ci tiene a specificare che questo «è comunque un mondo fatto di uomini che, tendenzialmente, se vedono una donna non sono mai troppo contenti. Magari hanno più voglia di vederla perché ha un bel culo, ma non perché la riconoscono come brava. Non risulta comunque giusto farsi abbattere dai primi ostacoli o dalle prime parole cattive perché tanto gli invidiosi ce l’avranno sempre con le persone brave e mai con le persone senza alcun tipo di talento» mette un punto Castellini.


