Il design moderno della Chiesa del Buon Ladrone

Il design moderno della Chiesa del Buon Ladrone

Anna Cardaci · 6 mesi fa · Art

Solitamente, quando pensiamo a come è fatta una chiesa, la prima cosa che ci viene in mente è qualcosa di strutturato, pieno di statue dei diversi martiri e quadri. Un ambiente piuttosto complesso. Bene, toglietevi dalla testa questa immagine e date il benvenuto a una nuova, quella della Chiesa del Buon Ladrone, una chiesa che unisce il design moderno con la spiritualità situata nei dintorni di Bologna. Questa è stata progettata da un gruppo di studi di architettura del territorio tra cui INOUTarchitettura, LAMBER + LAMBER e LADO Architetti.

Il progetto, guidato dalla comunità, vuole essere uno spazio sacro, riconoscibile e inclusivo senza rinunciare ovviamente al simbolismo. L’edificio prende spunto dall’immagine archetipica di una chiesa, rispecchiandone fedelmente l’essenza e cercando un’architettura priva di pietà. Le facciate della chiesa sono bianche ed evocano il marmo dell’architettura classica senza togliere alcunché alla modesta geometria dell’edificio. Il perimetro è costituito da pareti che si piegano e si staccano l’una dall’altra, evolvendosi in ampie aperture che consentono la presenza di due punti di accesso all’aula principale, oltre all’ingresso primario.

Chiesa del Buon Perdono | Collater.al 20
Chiesa del Buon Perdono | Collater.al 20
Chiesa del Buon Perdono | Collater.al 20

All’intero della Chiesa del Buon Ladrone sono presenti delle nicchie incassate nelle pareti le quali ospitano il battistero, la cappella dei giorni feriali e l’area del coro. Le panche sono disposte nello spazio formando un semicerchio intorno all’altare, evocando un abbraccio. Tutti gli elementi di culto, come l’altare e la facciata battesimale, sono realizzati in pietra selenite, materiale locale dei colli bolognesi.

I pavimenti sono composti da legno e completano la tavolozza dei materiali naturali. All’esterno della Chiesa del Buon Ladrone sono presenti altri due edifici parrocchiali che sono disposti all’interno di cortile alberato che ha la funzione di fare da filtro da e verso l’ambiente urbano. Inoltre è presente anche un tetto spiovente che collega la chiesa a uno degli edifici e funge da giardino pensile comunitario, sottolineando ulteriormente il legame della chiesa con il contesto urbano.

Il concetto di liberazione e di redenzione è un elemento cardine di questa struttura e viene ancor più rafforzato dal coinvolgimento diretto dei detenuti, nella fase di costruzione, del carcere La Dozza di Bologna, i quali, al termine della pena e dopo un periodo di formazione, hanno contribuito allo sviluppo del progetto.

Chiesa del Buon Perdono | Collater.al 20
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Il design moderno della Chiesa del Buon Ladrone
Art
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L’affresco di Amaury Dubois in una Chiesa di Châtelaillon-Plage

L’affresco di Amaury Dubois in una Chiesa di Châtelaillon-Plage

Giulia Pacciardi · 5 giorni fa · Art

Realizzata all’interno della Chiesa di Sainte-Madeleine di Châtelaillon-Plage, comune francese che affaccia sul mare, l’ultimo lavoro dell’artista Amaury Dubois si è guadagnata il titolo di uno degli affreschi più grandi mai realizzati all’interno di una chiesa francese.

L’opera, inserita in un contesto di restauro dell’intero edificio, è stata creata ad hoc per rispettare la dimensione spirituale della Chiesa, ma anche per rispecchiare l’anima marittima e solare della particolare località in cui si trova.

I soggetti di Dubois, infatti, sono simboli che si possono ricollegare ad entrambe le realtà, le ammalianti onde del mare che caratterizzano il soffitto sono piene di lische di pesce, che ricordano l’oceano, ma anche uno dei simboli della cristianità.

I colori utilizzati dall’artista per rappresentare la natura sono caldi e la luce che penetra dalle vetrate sembra portare in vita tutti gli elementi da lui realizzati con precisione e grandissima attenzione al dettaglio.

Dubois ha portato a compimento il lavoro in soli due mesi, nonostante abbia deciso di farlo solo, completamente a mano e con soli 5 pennelli, riuscendo a raggiungere l’obiettivo di creare un murale che sembra prendere ogni vita ad ogni passo.

L’affresco di Amaury Dubois in una Chiesa di Châtelaillon-Plage
Art
L’affresco di Amaury Dubois in una Chiesa di Châtelaillon-Plage
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I dipinti senza volto di Markus Åkesson

I dipinti senza volto di Markus Åkesson

Emanuele D'Angelo · 4 giorni fa · Art

Markus Åkesson è un pittore neofigurativo, i suoi lavori sono stati esposti in gallerie e istituzioni a Parigi, Berlino, Bruxelles, Londra, Vilnius e Stoccolma. Vive e lavora a Pukeberg a Nybro, in Svezia, la sua casa e il suo studio sono immersi nel bosco dove è libero di esplorare motivi che mettono in relazione l’uomo con la natura e la natura con il mondo inedito.

Nell’ultimo periodo ha dato vita a un’estensione della sua serie “Now You See Me”. L’artista svedese ha avvolto i suoi soggetti in sete e rasi dal disegno elaborato, lasciando visibile solo l’impressione dei loro volti, arti e torsi.

I suoi ultimi dipinti continuano la sua esplorazione della ripetizione e delle sensazioni inquietanti evocate dall’essere avvolti in un tessuto. Coprendo completamente i suoi modelli, essi “sono diventati un segreto“, raccontando una storia all’interno del modello stesso, come una sotto-narrativa nel dipinto.

I pezzi di Markus Åkesson iniziano con il disegno dei tradizionali motivi floreali che vengono stampati sui tessuti in gran parte non sagomati. L’artista avvolge poi le modelle nei tessuti prima di posare i soggetti per gli scomodi ritratti.

I dipinti senza volto di Markus Åkesson
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I dipinti senza volto di Markus Åkesson
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Money Must Be Made, banconote false a Venezia

Money Must Be Made, banconote false a Venezia

Emanuele D'Angelo · 4 giorni fa · Art, Art

Money Must Be Made è il progetto di una rete che raccoglie alcuni dei principali studi grafici che operano a Venezia e l’unica tipografia industriale rimasta attiva in Centro Storico. Il progetto nasce come una provocazione: sono stati ideati, realizzati e distribuiti soldi falsi, otto diverse banconote d’autore, per porre l’accento su un problema reale, ovvero sulla possibilità di creare ricchezza a Venezia investendo sulla cultura.

Money Must Be Made è il grido di allarme di una Venezia alternativa che, attraverso il proprio lavoro, non si rassegna ad un’immagine stereotipata di città, priva di futuro e in balia di incontrollati flussi turistici. Da anni infatti, è presente a Venezia una comunità di lavoratori e lavoratrici attivi perlopiù nel mondo della grafica e dell’editoria, ultimi eredi di una secolare tradizione. Un tessuto creativo e produttivo in grado di creare lavoro di altissima qualità, troppo spesso non adeguatamente conosciuto e valorizzato pur all’interno della ristretta dimensione veneziana.

Il titolo del progetto è stato preso in prestito da un libro del 2017 di Lorenzo Vitturi, fotografo veneziano di fama internazionale. Il libro è stato stampato a Venezia, progettato da uno studio con sede a Venezia, distribuito in tutto il mondo.

Con queste banconote si vuole ripensare al lavoro creativo come uno degli elementi fondanti di una comunità e di una città desiderosa di costruire un’alternativa. È un invito a guardare con più attenzione quanto di buono già si produce e si progetta in città.

Money Must Be Made, banconote false a Venezia
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La dura vita dei creativi nel progetto di FM Visual Designer e Alessia Epifani

La dura vita dei creativi nel progetto di FM Visual Designer e Alessia Epifani

Giulia Pacciardi · 4 giorni fa · Art

Di progetti illustrati che raccontano il travagliato rapporto tra graphic designer e clienti ne è pieno il web, sono tutti molto ironici, divertenti, ma soprattutto specchio di una realtà contro la quale non smetti mai di combattere, anche se, per salvaguardare i nervi, sarebbe meglio farlo subito.

Quello nato dalla collaborazione tra FM Visual Designer e Alessia Epifani, illustratrice, designer e Founder di Supercandystudio, si distingue dagli altri per l’idea di legare le frasi che nessun creativo vorrebbe mai sentirsi dire ai prodotti del supermercato.
Le associazioni sono immediate, divertenti e fanno venire i brividi a chiunque si sia sentito dire almeno una volta “non c’è budget”, “mi serviva per ieri ahahah”, “il brand non emerge come vorremmo” e tutta una serie di altre frasi che compongono la canzone della vita di questi professionisti esausti ma sempre ironici.

Qui trovate le illustrazioni di questo progetto ma vi consigliamo di seguire entrambi, Alessia Epifani per lo stile e per la creatività dei suoi lavori, FM Visual Designer perché vi racconta la vita di tutti i creativi come non ha mai fatto nessuno.

La dura vita dei creativi nel progetto di FM Visual Designer e Alessia Epifani
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