Da sempre, Santiago Sierra realizza lavori che fondono alla perfezione produzione artistica e produzione industriale. Nonostante il loro minimalismo, le opere di Sierra lo hanno reso celebre perché sempre strettamente legate a temi caldi e usate come mezzo di denuncia del capitalismo.
Questo legame tra arte e attualità si riconferma nella sua ultima produzione “52 Canvas Exposed to Mexico City’s Air”, in mostra al LABOR di Città del Messico fino alla fine di gennaio 2020.
La mostra si compone di 52 tele – tutte sui toni del grigio – esposte in ordine cromatico dalla più chiara alla più scura. L’aspetto affascinante è che per colorare le tele bianche Santiago Sierra non ha utilizzato nessuna vernice, ma ha sfruttato lo smog della capitale Messicana, una delle città più inquinate al mondo.

Più di un anno fa, l’artista ha laccato tutte le 52 tele e le ha posizionate in diversi punti della città; ogni settimana Sierra ha smontato una tela, ottenendo così all’inizio delle tele di un bianco sporco, finendo con l’ultima praticamente nera. Facendo attenzione e avvicinandosi alle opere, si possono inoltre notare residui di polvere e peli depositatesi sulla lacca.
Prima di esporre il risultato finale al LABOR, Santiago Sierra ha fatto analizzare il materiale catturato dalle tele, scoprendo la presenza di particelle di materiali pesanti e batterei responsabili di malattie come la congiuntivite, complicazioni respiratorie e sfoghi cutanei.
Nonostante l’arte riesca a trasformare uno degli aspetti più negativi della nostra contemporaneità in un’opera, qui Santiago Sierra va oltre la ricerca estetica – che, in ogni caso, non manca – e attraverso le sue 52 tele denuncia palesemente la politica attuale e il poco interessamento alle problematiche ambientali.

Credits: 52 CANVASES EXPOSED TO THE AIR OF MEXICO CITY. Labor Gallery, Mexico City, Mexico. November 2019. Courtesy of Studio Santiago Sierra


