Choi Haeryung è una di quelle artiste che fin da bambina amava scarabocchiare i quaderni e riempire tutti i libri di testo con i suoi disegni.
Era un modo per rendere quei libri meno piatti e schematici, voleva inserire così tante immagini da farlo diventare divertente.
Inizialmente passava, appunto, tutte le ore scolastiche a disegnare i suoi personaggi e una volta finiti, regalava tutto alla sua amica del cuore.
Più passava il tempo, più la sua pratica illustrativa cominciava ad evolversi.
I suoi lavori sono spesso descritti dagli addetti ai lavori come un sogno ad occhi aperti, l’artista trae ispirazione da internet, un contenitore infinito da cui prendere idee che poi vanno a mescolarsi con la sua immaginazione, creando come sempre qualcosa di unico.

Uno stile inconfondibile e senza dubbio naturale, pervaso di malinconia e anche da immagini ironiche, Choi Haeryung usa solo colora vibranti e scene immediatamente famigliari e quotidiane.
L’atto di disegnare, penna su foglio, la rilassa estremamente, le allevia lo stress, il suo lavoro lo reputa terapeutico ma non solo per lei, anche per chi la guarda.
Dietro le sue illustrazioni non si nasconde un messaggio determinato, anzi le piace che i suoi spettatori abbiano punti di vista differenti. Per tal motivo non dà mai nessuna spiegazione, almeno all’inizio, su quale sia il messaggio dell’opera.
In uno dei suoi ultimi lavori in ordine di tempo, nello specifico la serie “Missing”, ci sono dentro tutte le immagini che lei ritiene molto significative ed importanti.
Una serie divisa in tre parti che racconta storie ordinarie, ambientante tra paludi verdi e blu. Ogni immagine è semplice e tranquilla, ed è una sorpresa sentire che dietro a tutto questo c’è un significato più profondo.
Uno stile capace di attrarre al primo sguardo, questa è Choi Haeryung, un’artista predestinata.











