Style Ciro Pipoli e Foot Locker hanno portato le Nike TN a Napoli
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Ciro Pipoli e Foot Locker hanno portato le Nike TN a Napoli

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Collater.al Contributors

Qualche mese fa abbiamo incontrato Ciro Pipoli nel nostro Studio, in occasione dell’uscita del suo primo libro di fotografia: Nato tra il Vesuvio e il mare. Visto il suo attaccamento a Napoli, Foot Locker lo ha scelto per scattare la campagna dedicata alle Nike TN ispirate alla città partenopea. Nei mesi scorsi, a reinterpretare la scarpa, è stato il turno delle suggestive Saint-Denis, Brixton, Berlino e Marsiglia. Ora che la TN è arrivata a Napoli, gli scatti di Pipoli sono riusciti a immortalare a pieno lo spirito di questa collaborazione. Siamo tornati dal fotografo con qualche domanda su questa collaborazione e sul suo rapporto con la scarpa, con Foot Locker e con la street photography.

Abbiamo già parlato con te di napoletanità. Abbiamo visto come il nome Ciro, il tuo, possa identificare un popolo, quello napoletano. La città in cui sei nato e dalla quale hai tratto ispirazione per i tuoi scatti più famosi, tanto che ormai se si pensa a Napoli si pensa anche alle tue fotografie. Pensi che sia per questo motivo che ti hanno scelto come fotografo di campagna per le nuove Nike TN ispirate a Napoli? 

Sicuramente il legame tra il mio nome, Ciro, e la napoletanità ha un valore simbolico molto forte, che non posso ignorare. Il nome stesso richiama una tradizione profonda, un’identità radicata, quasi ancestrale, che va oltre la mia persona e abbraccia un intero popolo, un modo di essere, di vivere la città. Napoli, con la sua complessità, le sue contraddizioni e la sua straordinaria bellezza, è sempre stata la mia più grande fonte di ispirazione. Fotografarla significa catturare la sua anima in mille sfaccettature: la luce, i volti, le ombre, i colori, tutto racconta una storia.

Quando mi hanno scelto come fotografo per la campagna di Foot Locker per la Nike TN ispirata a Napoli, ho percepito subito che c’era un filo diretto tra il progetto e il mio lavoro. Le mie fotografie, forse, sono riuscite a cogliere quella dimensione unica della città: la sua energia, il suo spirito dinamico, quasi ribelle, ma allo stesso tempo profondamente autentico. Foot Locker e Nike, con le TN, celebrano proprio questo: un’identità forte, che non ha paura di mostrarsi, e che riflette il carattere indomabile di Napoli e dei napoletani. Credo che sia stata questa affinità a rendere la mia scelta naturale per il progetto, e per me è stato un onore rappresentare visivamente questo connubio tra cultura, tradizione e innovazione.

Cosa hai pensato quando ti hanno proposto questo lavoro? Abbiamo visto gli scatti e ancora una volta sei riuscito a raccontare Napoli in tutto il suo fascino. Nel bene e nel male.

Quando mi è stato offerto questo lavoro, la mia prima reazione è stata di profonda gratitudine e consapevolezza della responsabilità che comportava. Napoli non è solo una città per me, è un’anima viva, un luogo che pulsa di storie, di contraddizioni, di bellezza autentica. L’idea di poter raccontare Napoli attraverso la mia lente, e farlo in collaborazione con due marchi globali come Foot Locker e Nike, è stata un’opportunità per portare la mia visione di questa città a un pubblico ancora più ampio.

Ogni scatto è stato pensato per catturare l’essenza di Napoli, le sue sfumature e le sue icone più riconoscibili. I murales di Maradona, ad esempio, rappresentano non solo il calcio, ma anche il legame emotivo e spirituale che esiste tra i napoletani e il loro idolo, una figura che trascende lo sport per diventare simbolo di riscatto e speranza. Il Vesuvio, con la sua presenza imponente e silenziosa, racconta di una forza naturale sempre presente, che veglia e definisce il paesaggio, così come l’animo dei napoletani: forte, imprevedibile, ma profondamente legato alla propria terra.

Oltre a questi luoghi iconici, ho voluto includere scorci meno noti, ma altrettanto significativi: i vicoli stretti dei quartieri spagnoli, dove ogni parete, ogni pietra, sembra sussurrare storie di vita quotidiana; il lungomare, con la sua vista mozzafiato, che per me rappresenta un luogo di riflessione e di incontro tra l’uomo e la natura. Ogni scelta è stata motivata dal desiderio di mostrare una Napoli autentica, quella che vive nel cuore delle persone che la abitano e che la rendono unica al mondo.

In definitiva, dietro questi scatti c’è l’amore per una città che riesce a essere tanto complessa quanto semplice, tanto caotica quanto poetica, e che continua a ispirarmi ogni giorno.

Se la street photography è spontaneità, ciò che sorprende da questi scatti di campagna è che sembrano istintivi, non programmati. Raccontaci qualche retroscena.

La street photography è, per sua natura, un’arte della spontaneità. È catturare l’attimo prima che svanisca, cogliere l’energia di un momento che non si ripeterà mai nello stesso modo. E questo è esattamente ciò che ho voluto trasmettere con gli scatti di questa campagna. Anche se ogni progetto ha una sua pianificazione, la sfida è far sì che le immagini mantengano quella freschezza e immediatezza che definiscono la vita di una città come Napoli.

Dietro questi scatti c’è stata certamente una preparazione, ma l’obiettivo principale era lasciare che fosse la città stessa a guidare il processo. Napoli è imprevedibile: i suoi vicoli, le sue piazze, le persone che la popolano cambiano di minuto in minuto, e io volevo che questo senso di flusso fosse parte integrante delle immagini. C’erano momenti in cui ci trovavamo in una location preparata, ma poi un dettaglio inatteso – una luce particolare che filtrava tra i palazzi, un gruppo di bambini che giocava a pallone o un’anziana che si affacciava alla finestra – cambiava completamente l’approccio. E proprio in quei momenti accadeva la magia. Anche se dietro ogni immagine c’è una visione, non c’è controllo totale. Si tratta di trovare un equilibrio tra la pianificazione e l’apertura all’imprevisto, perché è proprio in quei momenti inaspettati che la città si rivela davvero.

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Scritto da Collater.al Contributors

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